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WYXMER---Feudal throne (CD/LP,2006 Black Widow Records)

I fiorentini Wyxmer sono gli autori del mini album autoprodotto "The Syre of..." del 1991,gia' raro al momento della sua pubblicazione,complici l'esigua tiratura e la scarsa distribuzione:un autentico oggetto di culto per collezzionisti di heavy metal. Questo "Feudal throne" riproduce integralmente la vecchia gemma semi-perduta,arricchendola con alcuni brani inediti registrati dalla band in tempi piu' recenti.
All'inizio degli anni 90 i Wyxmer furono segnalati dalla stampa italiana come fra i pochi autorevoli rappresentanti nostrani della scia piu' progressiva dell'epic metal,e assieme a pochi contemporanei (Adramelch e Run after To,fra tutti) vennero indicati come gli unici in grado di rievocare le atmosfere dei cult-heroes americani Warlord,probabilmente l'unico,atipicissimo,gruppo in grado di fondere un'originale mistura di fiero Epic metal,ambientazioni folk e suggestioni arcane. I Wyxmer si presentarono sul mercato con un lavoro assolutamente fuori tempo,ben oltre la soglia di tolleranza di un mercato,allora,asservito principalmente al fenomeno-Grunge e correnti varie di novita' solo presunte,nello stile come negli atteggiamenti.
Come il titolo di questo "ritorno" suggerisce,il gruppo fiorentino potrebbe reclamare un'attenzione maggiore e aspirare ad una posizione di ben altro lignaggio,ma il riferimento al Feudo,ovvero all'ambizione di essere vassalli di un impero e godere di concessioni altrui,offerte solo in beneficio,puo' essere segnale di una scarsa autostima di chi ,incosciamente o meno, si nega autosufficenza sul piano operativo, forse un retaggio di una mentalita' provinciale dura a morire.
Ovviamente scrivo questo per pura provocazione,in quanto riconosco qualita' e personalita'non comuni,tutt'altro che derivative, al gruppo toscano.Tuttavia non bisogna dimenticare il chilometrico passo in avanti fatto dall'intero ambiente heavy metal italiano rispetto all'alba di "The Syre of...",in termini di crescita di professionalita' delle etichette,dei tecnici del suono,dell'attitudine delle bands etc,che ha consentito negli ultimi 7/8 anni all l'Italia di trasformarsi in un'autorevole "esportatrice" di realta' vincenti sopratutto sul piano commerciale (in senso buono,economico..).
Lo stile epic metal,dagli spunti progressive(ma non troppo),melodicamente calibrato dei Wyxmer vive di vita propria,e l'originale timbrica del cantante Astor Pride e' sufficiente,da sola,a distinguere il gruppo da tanti altri cantori di gesta cavalleresche calate in contesti ad alto voltaggio.Addirittura clamorosa la cover di "Futilist's lament" degli High Tide,probabilmente il pezzo piu' "riff-oriented" del repertorio dei padri del dark-sound,ragionevolmente il brano piu' abbordabile sul piano della struttura da una heavy metal-band,seppur evoluta......Detto che personalmente ritengo irriproducibile il sound degli originali High Tide,e detto che i Wyxmer non hanno in organico un violinista,ritengo che la loro versione sia magnifica. La "rilettura" molto personale che si sono concessi della parte finale del brano,con una spettacolare "rendition" hard'n'heavy in cui chitarra solista e tastiere ,alternandosi,si liberano dallo schema e salgono al proscenio,vale attenti e reiterati ascolti.A conferma dell'originalita' del singer, Astor Pride riesce dove altri hanno fallito, calandosi nella parte vocale di Tony Hill senza sfiorare la soglia del ridicolo:una cosa per pochi.

In origine non si usava il termine "feudo",bensi "beneficia" o anche "precariae";e senza ulteriormente dilungarmi sui loro significati,non auguro ai Wyxmer (e a "Feudal throne")un'attenzione effimera,limitata nel tempo e nello spazio compresso di pochi scaffali ;li invito invece,con i loro discografici, a fregarsene di blasoni,eredita' artistiche proprie o prese a prestito e offrirci presto un lavoro completamente nuovo.Magari con quel pizzico di sana irriverenza e d'ingratitudine per coloro che hanno contribuito a tracciarne il percorso artistico,con l'innata attitudine al rischio dei predestinati e quel piglio feroce ed arrogante di chi e' stufo di essere sempre seduto in seconda fila.
Anche se su un trono di gesso.
(STEFANO CODERONI)







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