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WITCHUNTER-- ALIVE IN EUROPE! (45" EP, IRON BONHEAD/BLASPHEMOUS ART 2011)

Addirittura un EP dal vivo. Esclusivamente in vinile, come quelli di una volta.

Ma una volta i dischi venivano fatti per venderli, adesso sembra invece un vezzo di collezionisti che si spacciano da discografici per fare cambi con loro simili.

Niente di male, va detto, ma in questo modo qualsiasi sfigato incide dischi, e non viene ovviamente mai pagato. Un mondo di dilettanti, insomma, anche se alcuni di loro sono molto, ma molto bravi, e meriterebbero di essere trattati da professionisti.

I Witchunter sono fra i migliori rappresentanti italiani della corrente più tradizionalista dell'Heavy Metal "anni 80", rigorosamente in "denim and leather", e se si deve parlare (o scrivere...) di "dilettanti" in costante ascesa, e attentissimi anche ai particolari più significativi per una vera e propria clonazione iconografica (vedi il look....), si deve citarli, e bene, per forza.

Hanno iniziato in punta di piedi, e in un paio d'anni hanno bruciato tappe , seguito buoni consigli e fatto proseliti e possono già vantare un'attività dal vivo tutt'altro che trascurabile, in Italia e all'estero.

Questo 45 giri ne è prova, contiene due pezzi del loro repertorio e una cover di "Shellshock" dei Tank, una delle loro maggiori fonti d'ispirazione assieme ad altri gruppi della N.W.O.B.H.M. Dal vivo possono vantare uno "stage act" di primo livello, già dall'immagine e dalla presenza scenica del loro cantante, che non sarà certo un usignolo ma su un palco fa la sua figura.

Molto, molto meglio di panzoni attenti solo a salire sul palco semi-sbronzi e che se ne fregano non tanto dell'immagine, ma del pubblico che paga, adducendo come spiegazione solo la solita misera tiritera della cosidetta "attitudine".

Probabilmente perché questo tipo di attitudine sbracona è la più semplice da seguire da gente che a malapena rispetta se stessa.

Preferisco mille volte i Witchunter, che, beninteso, non sono stinchi di santo, ma che almeno, oltre a studiare i propri strumenti, spendono due denari per qualche abito "da scena" da indossare quando salgono su un palco.

Sono consapevole che non sarà solo questo motivo a distinguere un gruppo con attitudine professionale da uno privo di scopo, ma almeno noto una certa buona volontà ..... Forse è l'età, il rincoglionimento o peggio, ma ho le palle piene di gente che rutta nel microfono in canottiera e in pantaloncini da cartoni animati, mi intristiscono oltre misura le solite ascelle al plutonio di tante rockstars "wannabe" senza capacità né ritegno.

In sintesi: I Witchunter non sono, e a mio parere, non saranno mai, fra i migliori gruppi di "genere" in questo pianeta, ma sono in ascesa costante e progrediscono, e vederli suonare è quasi meglio che ascoltarne i dischi e basta. Stessa cosa non si può dire di molti loro colleghi, giovani o meno giovani, che imbarazzano l'occhio prima dell'orecchio.

Se qualcuno si sente tirato in ballo, sappia che non ho fatto nessuna fatica.



(STEFANO CODERONI)



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