Home page                                                                                                                                  DAMNA RECORDS & BOOKS e' un marchio registrato.Tutti i diritti sono riservati.Nessuna parte dei testi di DAMNA RECORDS & BOOKS puo' essere riprodotta o utilizzata in alcuna forma,o mediante mezzo elettronico,senza esplicita autorizzazione degli aventi diritto.

Per essere recensiti

ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD



UTOPIA- ICE AND KNIVES (CD, ANTEO RECORDS 2010)


No, no.... Todd Rundgren e soci non c'entrano niente...."Questi" Utopia sono un nuovo gruppo che ha completamente ciccato l'occasione di scegliersi un nome più originale.

Ma non hanno sbagliato quasi niente nel registrare questo "Ice and Knives"; è solo per questo che ne parlo adesso anche se il cd è uscito quasi due anni fa.... Per quanto ne so, il cd in questione è stato stampato in appena 500 copie, e la sua prima tiratura non è ancora esaurita.

Visto (e ascoltato) il valore del prodotto, mi chiedo quali sonni beati stanno facendo i cosidetti seguaci del prog-metal.

Perché di prog -metal si tratta, e non di quello più residuale e autocompiacente, a tal punto che potrebbe, a ragione, interessare una fascia ben più ampia di ascoltatori, pur non concedendo niente all'easy-listening.

A dire il vero l'inizio stordente dell'opener della title track mi ha immediatamente suggerito l'idea di trovarmi al cospetto dei soliti strumentisti funamboli che aprono la coda e mostrano i muscoli prima di pensare all'assetto compositivo... Un tipo di approccio che detesto, sopratutto in molti pavoncelli dell'ultima ora.... Ma mi sono dovuto ricredere minuto per minuto, e l'intero ascolto di "Ice and Knives" mi ha fatto scoprire un manipolo di musicisti ben svezzati, in possesso, oltre che di indiscutibili attributi tecnico/esecutivi, di una visione ampia dell'intero spettro sonoro del rock, in tutte le sue forme.

Il Dream Theater-sound è un tributo necessario da pagare per questo genere, ma i capitolini non si piegano ad una clonazione forzata, e abbracciano l'approccio e le timbriche di altri universi stilistici paralleli, per quanto distanti, come la fusion, il progressive che più progressive non si può e la strategia adottata nell'arte compositiva più sintetica di colossi del song-writing "de luxe" tanto cara ai seguaci del miglior AOR meno mellifluo e più "rockettaro".

L'Utopia-sound non brilla di eccessiva originalità, ma in quanto a poliedricità e vastità di citazioni stilistiche, non è secondo a nessuno.

Per semplificare le cose, immaginate un canonico gruppo alla Dream Theater che rimescola le carte aggiungendo i Toto, la fusion più tecnica, venature anomale per il genere (da sballo l'inserto tastieristico sul finale di "The Flood", che lambisce territori Canterburyani,....), e richiami a gruppi come Steve Morse Band, Dixie Dregs senza violino, timbriche a tratti old-fashioned e tratti moderne, senza tracimare in una o l'altra direzione.

Gli inserti strumentali, lasciatemelo dire, sono fra i più riusciti che ho sentito da anni in questo settore, senza togliere niente all'ottimo cantante Riccardo Fenaroli e alla sua matura performance; ma le timbriche e l'approccio "straniante" di alcuni interventi tastieristici e chitarristici della coppia Antonelli-Venza sono da antologia-underground.... Nel peggiore dei casi, rievocano in modo sublime le scorribande tanto inutili quanto deliziose dei primissimi Dream Theater, che sapevano scrivere brani memorabili incastonandoci masturbazioni strumentali a cui ci siamo accordati un po' tutti, pudichi e meno pudichi.....

Non è tutto perfetto in "Ice and Knives", infatti alcuni brani risentono di arrangiamenti perfezionabili (Walk alone, con una percussività un filo invadente e, come si dice in gergo, "caricata a manovella"...) e "Blue", uno slow d'atmosfera bello ma prevedibile e manieristico.

Gli "highlights" a mio avviso, oltre la già citata "The Flood", sono "City Lights" e "Your Next Wish", in cui l'amalgama delle parti strumentali con l'arrangiamento e il corpo melodico/vocale sembra funzionare meglio, con vertici di ottimo livello e "respiro internazionale", e non è per dire.....

Last but not least, l'immancabile cover che di solito viene immancabilmente fallita in lavori di questo genere, in questo caso funziona, e funziona bene.

Addirittura "Bad" di Michael Jackson, riprodotta e rivitalizzata in maniera sorprendente, a tal punto da renderla simpatica anche ad un pubblico notoriamente scettico (o ostile) a certe sonorità e certi performers.

Di solito le cover o sono troppo aderenti all'originale (risultando per forza di cose minori rispetto all'originale) o vengono "rilette", o per meglio dire, stravolte, senza rispettarne la natura... In questo caso gli Utopia hanno mantenuto una notevole equilibrio fra i rischi opposti, e sono rimasti in bilico, sospesi sulla fune, senza precipitare.

Se fra due anni gireranno ancora copie invendute di questo ottimo CD, mi incazzo.




(STEFANO CODERONI)






DAMNA RECORDS & BOOKS e' un marchio registrato.Tutti i diritti sono riservati.Nessuna parte dei testi di DAMNA RECORDS & BOOKS puo' essere riprodotta o utilizzata in alcuna forma,o mediante mezzo elettronico,senza esplicita autorizzazione degli aventi diritto.