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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD


OVERDRIVE--Three corners to nowhere (LP, 2006, limited edition 500 copies + free patch. High Roller Records)

Il ritorno sulla scena degli inglesi Overdrive (da non confondersi con gli omonimi svedesi) e' da considerare fra i piu' convincenti, visto il livello del precedente lavoro "On wizard ridge". Contrariamente a quanto fatto da altri esponenti piu' famosi della New Wave Of British Heavy Metal, giunti al come-back discografico un po' arrugginiti e incapaci di ripetere le antiche prodezze, gli Overdrive hanno inciso due Lps eccellenti, con brani lasciati bollire per oltre 20 anni che non pagano affatto il dazio a tanti anni di semi-inattivita', ma altresi' si alimentano della determinazione quasi feroce di chi e' costretto a vivere lontano dal proscenio per troppo tempo. Impreziosito da una delle migliori copertine fantasy degli ultimi anni, "Three corners to nowhere" ribadisce il livello del precedente Lp, ricalcandone le matrici heavy/fantasy e migliorando la produzione. Gli Overdrive omaggiano la migliore tradizione dell'ala fantasy della N.W.O.B.H.M., non dimenticando di replicarne alcuni cliches (come gli spoken-intro, gia' utilizzato in versione simile su "on wizard ridge"), ma rileggendola alla luce di un song-writing erede diretto dell'hard rock tastieristico degli anni 70, sospeso fra Uriah Heep, Rainbow (Dio-era), Nightwing etc.
Fra i brani di questo imperdibile Lp vorrei citare "Marshall Law", con uno dei piu' incredibili keyboards -solo mai realizzati in contesti heavy metal, con una scelta di suoni eccezionale, e "Trapped in time", impreziosita da un geniale passaggio strumentale centrale degno delle intuizioni delle migliori hard/prog bands settantiane dedite a suoni cupi e minacciosi. La produzione filtra con mestiere il suono compatto della vena piu' heavy degli Overdrive con accorgimenti tecnici che danno spessore alle atmosfere diverse di un disco per nulla scontato e ripetitivo.
No, non ci siamo con le divertenti note scritte dai componenti del gruppo sull'innersleeve di questo album..... la loro ironia con cui descrivono loro stessi, il loro "lavoro" di musicisti e il distacco filosofico con cui prendono le distanze dalle cosidette Rock Stars, "suona" molto "british humour" ma non mi convince appieno..... avrei perdonato persino un pizzico d'arroganza a questi Overdrive, invece devo sottolinearne, oltre la bravura, anche una disarmante umilta'.
Molti musicisti "moderni" dovrebbero imparare qualcosa dagli Overdrive. E non mi riferisco solo alla musica.

(STEFANO CODERONI)




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