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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD


ORNE---The conjuration by the fire (CD/LP, 2006 Black Widow Records)

In teoria,il compito del recensore dovrebbe consistere nel descrivere e fare chiarezza,anziche' il contrario.In teoria.
In pratica,sono numerosi i gruppi,discografici ,produttori che traggono vantaggio principalmente dall'imperscrutabilita' di certe proposte e dall'ingenuita' del "critico" di turno,incapace di affrontare temi e spunti deliberatamente inquinati. Nell'ambito del rock di chiara matrice esoterica (e non principalmente occultistica),e' tradizione radicata spargere a piene mani frammenti di ideologie sparse,di sincretismo culturale e/o religioso d'accatto e parafernalia a buon mercato.
Gli Orne sono un gruppo davvero strano,una creatura musicale indefinibile, tanti e tali sono i tratti sfuggenti ed indecifrabili della loro musica rivolta piu' a "nascondere","occultare" che a mostrare,"rivelare". Sono Finlandesi,dal 1997 al 2002 si chiamavano Mesmer,e hanno integrato nella formazione l'intero trio dei Reverend Bizarre,probabilmente la piu' celebre doom metal band di quelle lande.La caratura heavy di "The conjuration by the fire" e' molto meno esplicita di quanto la presenza in formazione di tali figuri fa presagire e le traccie di autentico doom metal nella musica degli Orne sono rare quanto il sole nel loro paese d'origine.



Come altri esempi marcati Black Widow Records (Areknames,fra gli altri...),gli Orne inseriscono fra i credits e i rinngraziamenti dell'album una lista infinita di gruppi e personaggi citati come fonti d'ispirazione,di origine e caratteristiche alquanto eterogenee (Black Sabbath,Genesis,Wagner,Morricone, Holst,Van Der Graaf Generator,Spring,Saturnalia,Wigwam etc..)),seguendo una tradizione inaugurata tanti anni prima dai Cathedral nel loro celebre "Forest of equilibrium",in cui i maggiori responsabili del "Rinascimento doom" inglese degli anni 90 vollero rendere omaggio a tanti eroi dimenticati del sottobosco Dark Sound e progressive degli anni 70/primi 80,obbligando i nuovi adepti(leggi nuove generazioni) di sonorita' oscure a scoprire entita' maledette e fino ad allora "merce "esclusiva di vecchi freaks e/ofacoltosi collezzionisti.
Ma il motus operandi degli Orne e' tipico dei circoli esoterici,il cui linguaggio "cifrato" e' ad esclusivo appannaggio degli iniziati. Ho il sospetto che il loro linguaggio di musica,parole e segni sia ,come gia' scritto,volontariamente teso piu' a nascondere che a mostrare;seguendo ,non senza affanno,un certo schema i cui messaggi ultimi si suggeriscono e non si esprimono palesemente,si rischia di disinteressarsi a tutto cio' che si ascolta e si legge e rivolgere l'attenzione principalmente a cio' che manca ,e personalmente non mi va di seguirli in questo campo.Sono convinto che molte ,autentiche ,fonti d'ispirazione sul piano strettamente musicale non siano state affatto citate( un certo folk "neo -pagano" trova spunti eccessivi in certa musica "popolare" nordica molto piu' di citazioni da "progressive-collectors" alla Finnforest,Tabula Rasa et similia...,per non dire che molti dei gruppi "underground" nordici,e non solo quelli,citati in questo caso avevano spesso le medesime matrici prese "a prestito"....) Degli storici Black Widow,a cui gli Orne sono stati recentemente accostati (anche grazie allo "sfiorato" coinvolgimento dello stesso Clive Jones nel progetto...),i finnici mutuano la ricercatezza dell'arrangiamento e la taratura del "peso" dei singoli tasselli strumentali,rinunciando spesso all'invadenza della chitarra elettrica distorta in favore dell'uso accorto e "atmosferico"dell'acustica ,alla maniaera di Jim Gannon su "Sacrifice";solo l'inizio di "Island of joy",con l'accenno di flauto e percussioni,rimanda direttamente,e senza storie,alla ben piu' celebre "Come to the sabbath"....ma la "pratica" Black Widow,per gli Orne,si chiude qui.
Anche se non ritengo credibile un lavoro di sintesi tematica che cita contemporanamente I Rosa Croce con Lovecraft,ritualismo esoterico,tracce alchemiche,neo-paganesimo e filmografia di Mario Bava(!),devo riconoscere alla musica degli Orne una rara, sapiente capacita' di sintesi melodica e suggestione ancestrale .Pur alle prese con un canovaccio scarno che tende alla ripetizione,tessuto in semplici arpeggi chitarristici e tenui backrounds di tastiere,dai toni pacati e melliflui,gli Orne sono in grado di scrivere vere e proprie "songs" scandite da melodie immote ed essenziali,magnificamente interpretate da una voce baritonale che traccia con enfasi "filosofica" la linea di confine fra i mondi,di cui,come scrivono gli Orne all'interno del disco,la musica e' il ponte.
Il loro stile musicale si appropria del folk piu' malinconico ed evocativo delle loro terre,e l'umore di tutti i brani e' elusivo e tende a sottrarsi a tutto cio' che e' riconoscibile come immediato, solido,concreto,e percepito solo dai sensi piu' elementari.L'ossatura dei vari pezzi e' scarna ma mai banale,parsimoniosa sul piano strettamente strumentale e solistico; le cadenze ritmiche assecondano lo sviluppo dei temi melodici e solo rare scosse durante le parti vocali pongono l'accento,per estensione,ai concetti espressi nel testi. I tratti piu' genuinamente rock ,heavy(ma mai metal) e plumbei vengono espressi a parte,in sezioni quasi esclusivamente strumentali,guidate da un basso -leader in fase di mixaggio (caratteristica frequente nel rock-progressive scandinavo).Bisogna segnalare,non senza una punta di delusione,,che le due "sezioni" della musica degli Orne,ovvero quella piu' pacata elettro-acusticae quella piu' fiera e canonicamente heavy-prog difficilmente si compenetrano ed interagiscono durante l'album,e spesso vengono pensate e suonate in modo distinto.
Nessuna sintesi alchemica sembra raggiunta,nessuna nuova lega e' stata forgiata dagli elementi (a)tipici della musica degli Orne,e cio' che era sparso,e' rimasto tale.
Cogliere una chiara e netta fisionomia della musica e dello stile degli Orne ,come dicevo,e' difficile,e le ragioni dell'indubbio fascino di questo gruppo consiste anche in questo;ma non cercate fra i solchi (e i raggi laser) di "The conjuration by the fire" una splendida creatura dai lineamenti seducenti e ferali....o meglio, se vi riesce,provate a girarle intorno,perche' gli Orne,per adesso,sono semplicemente una creatura bifronte.
E vi potreste innamorare due volte.

(STEFANO CODERONI)





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