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LIPSTICK - URBAN LEGENDS CITY VAMPIRES (CD autoprodotto, 300 copie, 2014)

Ad infoltire il numero delle bands che recentemente stanno dando nuova linfa ed entusiasmo alla scena stereet/sleazy/glam metal romana ci sono anche questi Lipstick, che vantano nell'organico ex elementi di bands come Eazy Vice e Rainspawn.

Nati nella primavera del 2013, hanno bruciato le tappe e hanno già partecipato a diversi eventi e ora si autoproducono questo cd di quattro brani.

Possono essere considerati fra le leve più propriamente "metal" del loro genere, in quanto abili a far convivere rossetti, atteggiamenti da stars "wannabe" e attitudine fracassona e frivolezze varie con sane e robuste bordate di metal sanguigno, come i migliori gruppi degli anni 80 hanno insegnato.

Fra le loro influenze non bisogna a tutti i costi cercare e trovare i soliti Guns'n'Roses, Skid Row o L.A. Guns, ma anche riferimenti non troppo velati ad alcuni "losers" della scena underground americana …

I fans sfegatati di gente come Tuff Luck, Liquid Mirror, Witch et similia si ecciteranno all'ascolto del primo parto ufficiale dei Lipstick, pretenderanno di trovare analogie di questo riff o di quel refrain in chissà quanti vecchi LP in vinile degli anni che furono, e avranno ragione tutti e avranno torto tutti.....

In realtà le quattro tracce di "Urban Legends ...." convincono in quanto assecondano un gusto che non precedono, e si fanno ascoltare da chi già sa dove e come un gruppo si muove, musicalmente parlando, seguendo un canovaccio scontato e bello in quanto tale.

Poco artisti, ma interpreti convincenti, i Lipstick suonano heavy nel senso più grezzo del termine, ma cosi si deve fare in certe aree stilistiche. Il cantante ha uno stile sfrontato ed eccessivo come vuole la logica e la tradizione, e non sarò io a storcere il naso di fronte a qualche sbavatura....

Tra i quattro pezzi, la conclusiva "Shake it up" vale da sola il prezzo del biglietto, grazie anche ad un riff sospettosamente bello per non pensare a qualche "influenza" più o meno inconsapevole.... e mi fermo qui.

Fra i più "tosti" del lotto dei gruppi della rinascita del genere Glam in Italia, i Lipstick non hanno timore ad inserire alcune scelte stilistiche più affini a un certo "British style" più canonicamente metal piuttosto che indulgere in troppe frivolezze da perverse icone dell'hairspray americano degli anni 80, e la combinazione mi sembra parzialmente ben riuscita.

E poi è solo il primo lavoro, e io mi sento buono oggi.... mi sono divertito ad ascoltarli, e questo e ciò che conta.

La filosofia non alberga qui, il recensore brizzolato e grifagno si occupi pure di progressive d'accatto...

(STEFANO CODERONI)





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