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TERRORE ITALIANO -L'horror contemporaneo raccontato dai protagonisti (a cura di Daniele Francardi) ( Libro- UNIVERSITALIA 2011)

In teoria, "Terrore Italiano" vorrebbe rappresentare un tributo a quegli autori (registi, sceneggiatori, etc.) più o meno "underground" che stanno animando la scena Horror italiana degli ultimi anni, attraverso le parole degli stessi protagonisti... Il libro è infatti una raccolta di interviste realizzate dall'autore Daniele Francardi, nome già piuttosto noto nell'ambiente romano in particolare, in quanto instancabile organizzatore di mostre/dibattiti/eventi che riguardano il cinema Horror/Thriller, oltre che responsabile della fanzine "Horror project magazine".

In teoria, dicevo... Perché in pratica, "Terrore italiano", inconsciamente, mette in mostra in modo inconfutabile, oltre la passione schietta e coraggiosa degli intervistati, anche un palese e diffuso scetticismo circa la reale possibilità di una "rinascita" del genere nel nostro paese... E, cosa grave, gli intervistati non accennano neppure a prendere una posizione chiara sulle effettive motivazioni del perché questo genere stenta a trovare nuova linfa. Già, perché "Terrore Italiano", pur scritto e "pensato" da un esperto del settore, non è un libro di saggistica, né si pone come strumento di analisi critica vera e propria, non a favore dell'argomento, ma all' "interno" dello stesso... Insomma, Francardi vuole dare un contributo alla "causa" di cui si occupa in termini di fiducia , evitando però di "sporcarsi le mani", senza prendere alcuna posizione che si possa definire "critica".

Le interviste, brevi e tecnicamente ben realizzate, sono solo un mezzo per far parlare di sé il protagonista di turno, per concedergli una maggior visibilità....in questo, "Terrore Italiano" fa egregiamente la sua parte.

A latitare è invece la domanda rischiosa, quella che insinua dubbi ed alimenta dibattiti... Ma sono certo che non era questo lo scopo dell'autore.

Ritengo questo libro un omaggio a chi rischia, lavorando in un ambiente che sembra sprofondare sempre più nella cosidetta "nicchia", un non-luogo molto, molto affollato negli ultimi tempi.... Avverto però il rischio che libri come questi non sfiorino nemmeno di sponda il vero crocevia dove tutte le disfunzioni e i problemi del genere horror si incontrano: la scarsa attitudine di chi si professa "fan" del genere a SPENDERE SOLDI comprando le opere degli altri invece che parlare bene e SOLO delle proprie.

Che ci piaccia o no, che tutto ciò suoni "capitalistico" o meno, poco importa: viviamo nel mondo occidentale, e l'horror è un prodotto, che al pari di ciascun altro prodotto, va consumato. "Consumare", se devo essere più chiaro, significa COMPRARE...SPENDERE SOLDI,insomma.... Se molti sedicenti "appassionati" registi, autori etc. ogni tanto comprassero pure qualcosa della "concorrenza" e contribuissero ad alimentare l'ambiente dall'interno invece che a spettegolare sulle incapacità altrui, si sarebbe di fatto già risolta un'oncia del problema generale.

Che si apra il portafogli ogni tanto, invece di accusare sempre e solo gli "sponsors che non ci sono".

E che lo si faccia tutti, nessuno escluso... altrimenti si taccia, si subisca, e col sorriso in faccia.



STEFANO CODERONI



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