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NEW TROLLS- DAL PESTO AL SUSHI ( Riccardo Storti) (BOOK,Aereostella 2008)

Scrivere un libro sui New Trolls e' un azzardo.
Se a scriverlo fosse stato un autore meno scrupoloso di Riccardo Storti, il libro sarebbe simile a tanti altri libelli scritti sul Rock e i suoi molteplici aspetti: ampliamente copiati da altre fonti, inconcludenti dal punto di vista critico, e NULLI sul piano tecnico/formale.

Questa volta l'autore non si siede al tavolo da gioco con carte truccate ed occhiali scuri, ma vince la sua partita con la sola forza della sua tecnica.
Chiunque abbia bazzicato il Rock Italiano e i suoi dintorni conosce perfettamente il ruolo complesso e schizofrenico che i New Trolls hanno avuto nella sua evoluzione prima, nell'incertezza degli intenti poi, e nel "ritorno alle origini"(piu' o meno...) adesso.
Se si scrive di New Trolls,soprtatutto sul piano delle "lunghe distanze" (leggasi "libro") c'e' il serio rischio di scrivere un'accozzaglia di fatti e misfatti,mischiando eventi a congetture e oscillare fra realta' documentata e falsita' degne del peggior gossip.
La storia(o biografia,se vi sta meglio...) del gruppo genovese e' fra le piu' articolate dell'intero panorama-Rock mondiale, per due cause principali: 1) probabilmente sono il gruppo piu' "scissionista" di sempre,pervicacemente impegnato a cambiare formazione sin dagli esordi e a litigare con un'impegno metodico 2) hanno cavalcato qualsiasi "corrente" musicale in voga negli ultimi 40 anni,con rare eccezioni e con impareggiabile disinvoltura...Due motivi che da soli bastano a far impazzire sui tasti e sulle scartoffie qualsiasi sedicente-"critico" rock -che -NON -si -rispetti.....

In parole povere, la massa-New Trools ti schiaccia se non hai muscoli e cervello: una materia ostica,fatta da personaggi veri fino al midollo, dalle scelte incomprensibili,sempre ad un passo dall'autolesionismo... una materia che ti induce a conoscerla bene e il cui unico fine e' indurti a ricominciare sempre dall'inizio.....I New Trolls mettono sempre un punto e vanno a capo...Circolari,un po' come la vita.

All'autore Riccardo Storti vanno attribuiti meriti non da poco: il risultato della sua attenta ricerca,puntellata da testimonianze di prima,seconda e terza mano(ma sempre illuminanti) non e' seconda al coraggio di intraprendere un simile lavoro.
In primo luogo, il libro e' impostato in modo snello,non troppo e non solo basato sull'impianto biografico tout-court,ma amplificato efficacemente con inserti di analisi prettamente tecniche/musicali,travasando l'impianto "storico" in un contesto realmente "critico",come, in teoria dovrebbero fare tutti coloro che si ritengono,appunto, "critici"....Riccardo Storti fa ricorso a delle "riserve" culturali sconosciute a tanti suoi colleghi sopratutto quando riesce a contestualizzare fatti,eventi e creazioni musicali,mettendole in relazione con il contesto storico/musicale contemporaneo ai fatti narrati e agli argomenti discussi.
Per chi e' alla ricerca di sincretismo musicale,comparazioni stilistiche e citazioni non sempre all'ingrosso,questo testo offre un valore aggiunto...
L'altro aspetto determinante di questo libro e' che e' scritto bene,grazie ad un lessico ampio e ad un uso costante di termini differenti,piuttosto che il contrario..... Mi duole riconoscere che questo merito e' ascrivibile solo a pochi altri.....


Se non sempre si puo' essere d'accordo con certe tesi espresse dall'autore, non si puo' non riconoscere a Storti di aver studiato bene l'argomento,approfondendo aspetti che qualcuno potrebbe (a torto) ritenere marginali (addirittura maniacale la ricostruzione "storica" del ruolo dei locali musicali genovesi degli anni 60/70 dove nacque tutto il movimento del Rock ligure, e non solo...) e di non aver nemmeno sfiorato la facezia quando la storia dei New Trolls in certi momenti lambi' pericolosamente le sponde del gossip "da copertina"
Inoltre,l'entusiasmo del "fan" dell'autore si percepisce,ma qui non e' letale come accade in altri casi,quando la passione e il cuore tracimano e ottundono le capacita' critiche di colui che scrive...."Dal pesto al Sushi", oltre ad offrire uno sguardo d'insieme e dettagliato al contempo sulla storia e i meriti di un gruppo (a cui tutti coloro che in Italia hanno suonato e suonano devono qualcosa), non appare come la sgargiante (ed obsoleta) tipica apologia scritta da fans sfigati come avviene sovente in casi simili, ma assume la connotazione di lavoro di ricerca "storica" effettiva con ampia documentazione a sostegno, tracciando,insieme a pochi altri testi scritti in Italia recentemente,l'ideale linea divisoria fra "letteratura da fans",inutilizzabile sul piano culturale, e autentica "ricerca con scopo documentativo"....il modus -operandi, piu' che del grigio archivista con ambizioni "autoriali", questa volta e' dello "storico",indipendentemente dai risultati ottenuti.

Personalmente non condivido affatto alcune idee dell'autore (l'affermazione circa la comune "maternita'" di alcune correnti musicali della fine degli anni 70 mi sembra,al minimo,risibile....) e ritengo che egli abbia diligentemente glissato sull'argomento che forse piu' di tutti ha contrassegnato la storia dei New Trolls,ovvero la "mutevolezza" delle loro scelte musicali,spesso in sospetta sintonia con la "moda che tira" durante gli anni.....Ritenere tutto cio' solo,o principalmente, l'intuizione di un gruppo "eclettico" significa tacere volontariamente dell'aspetto della "cassetta"...che non e' una brutta parola,ne' una scelta da giudicare moralmente, come molti professionisti sanno bene....L'errore(uno dei pochi in un libro altrimenti ottimo) e' stato semplicemente pensare di non offendere la suscettibilita' di qualcuno,tacendo e facendo finta di niente...

"Dal pesto al sushi" non e' un ritratto completo dei New Trolls solo in quanto non analizza le intime motivazioni che hanno portato un gruppo di tale livello a" voltare le spalle" piu' volte ai vecchi fans del Progressive, per tornare a suonarlo solo recentemente,come altri colleghi di spicco e non,ora che il "polso" del "genere" e' tornato a battere. E non mi si venga a dire che le ragioni sono scontate,perche' altrimenti si farebbe fatica a credere alla sincerita' deicomplimenti fatti,in varie occasioni,ai quei pochi gruppi "incorruttibili" musicalmente, che hanno attraversato il mare degli anni ,delle mode e dell'industria dei video senza concedere niente alla "cassetta"...Bisogna,una volta per tutte,venire fuori allo scoperto,e dire da che parte si sta.
Gli uomini,prima ancora dei musicisti,sono diversi, e tutte le scelte meritano rispetto.
Evitare l'argomento non va bene..in ogni caso.


Per il resto,questo e' un libro per molti aspetti irrinunciabile...Chiunque si professi appassionato di Rock(Progressive o meno) o Pop italiano dovrebbe farsi un piacere,e leggerlo.
Pochi autori hanno il fiato di immergersi in simili profondita',e risalire senza problemi di decompressione; simile fiato,controllo e coraggio non possono essere altro che il risultato della dedizione e dello studio.

Quando risale in superfice,Storti osserva e scrive negli anfratti e degli anfratti,ma ha una visione d'insieme che fa spazio e luce.
Da certe feritoie si vede solo se si hanno occhi buoni e mente lucida.....Solo da li si possono colpire i bersagli senza sparare nemmeno un colpo.



(STEFANO CODERONI)




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