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ANDROMEDA 1- 12 (Fanzine, Andromeda Relics ,1996/2002)

Chiamate questa una "retrospettiva", o una recensione "tardiva"...fate quello che vi pare, ma fatelo. Leggete qualcosa che puo' farvi scoprire qualcosa che probabilmente vi e' sfuggito,all'epoca della sua pubblicazione...niente di imprescindibile, qui si parla (scrive) solo di cose superflue.
Se ritenete il termine "rockettaro" tutt'altro che un insulto, e anzi vi riconoscete in esso,con un pizzico di orgoglio e sfoggio di sano testosterone, allora qui c'e' qualcosa che puo' interessarvi, che ,in un certo senso, oltre a parlare A voi, parla pure un po' DI voi......

La fanzine Andromeda e' un'anomalia,niente di piu' e niente di meno;
e' stata una delle fanzines italiane di musica Rock piu' atipica di sempre. E' nata nel 1996, in sordina come da copione, ed ha cessato le pubblicazioni nel 2002, dopo 12 "parti" editoriali sofferti. ....
Si e' evoluta presto, nell'impostazione e nella veste grafica, ed e' stato il volano ideale per altre iniziative dei suoi ideatori, ovvero Gianni della Cioppa e Massimo Bettinazzi, "braccia e menti" dell'etichetta discografica indipendente Andromeda Relix.
Andromeda ha intrecciato il suo percorso editoriale con Psycho!, e due suoi numeri speciali "fuori collana" fatti apposta per l'occasione, sono stati allegati a quella rivista, raggiungendo il traguardo dell'edicola,anticipando i temi e l'impostazione della rivista Classix!


Parlavo di "anomalia", e mi spiego.....
Per definizione (o quasi...) la Fanzine e' una rivista amatoriale fatta da appassionati per appassionati,il cui unico scopo e' promuovere ed approfondire un tema definito e circoscritto, limitato nelle prospettive di diffusione....Non c'e' quasi mai una differenza sostanziale fra chi scrive e pubblica le Fanzines e chi le legge /compra, e la caratteristica piu' rilevante e' il tema stesso trattato dalla rivista: nel caso delle Fanzines musicali, e' fondamentale specializzarsi in un determinato genere o trattare esclusivamente uno stile ben preciso, con poche eccezioni e varianti sul tema....La "specializzazione",insomma, e' il dato distintivo della Fanzine, e ne accredita il ruolo "promozionale",quasi sempre "underground", voluto e "difeso" ad oltranza dai suoi ideatori/fans.

Per questo motivo, scrivendo di Andromeda, devo scrivere il termine "anomalia",in quanto questa Fanzine e' il contrario del concetto di rivista specializzata a senso unico, con un "focus" ben preciso che risalti un genere, uno stile,unn"movimento" qualsivoglia, e ne ignori mille altri....Andromeda e' il contrario di tutto cio'.
Un caso non unico, ma sicuramente raro.

Andromeda e' stata una rivista di natura anfibia,in grado di muoversi a proprio agio e piacimento in qualsiasi genere musicale ,toccando lidi culturali ignoti a molti "contemporanei" cartacei ,anche di grossa diffusione e tiratura.
Modello di concezione "aperta" e onnivora,giornalisticmente parlando, Andromeda si e' distinta da tutto e tutti in virtu' di una capacita' rara di trattare e promuovere tutto e niente, contemporaneamente...strano caso davvero.....

All'interno delle sue pagine viene trattato uno spettro sonoro ampio, fatto di di rock progressivo, heavy metal, hard rock, Blues, Aor, Dark wave, in ordine sparso e un po' caotico, analizzato attraverso interviste,recensioni,retrospettive ed articoli specifici su singoli gruppi o solisti,senza soluzione di continuita' e, sopratutto, senza barriere temporali.
La filosofia e' quella dei due "agitatori" del progetto, la stessa che anima anche la loro etichetta discografica: riconoscere il gusto per la musica in se stesso, ignorare le barriere ingombranti delle "definizioni" di generi e sottogeneri, pur riconoscendoli e distinguendoli tutti, per conservare e protrarre la passione (l'unica cosa che conti, a quanto pare....) oltre i limiti naturali del tempo che passa, e quello meno "naturale",delle mode che si alternano......

Oltre a ottimi articoli che trattano "movimenti" musicali come la New Wave of British Heavy Metal, o narrano la storia di illustri "losers" del Rock Progressivo e dell'Hard Rock degli anni 70 (Fuzzy Duck,Leafhound,Captain Beyond e altre delizie per collezionisti incalliti..),Andromeda non dimentica l'attualita',catturando l'attenzione anche di chi e' alla continua ricerca di novita' discografiche.

Purtroppo,sono proprio le recensioni il punto debole della rivista, e per due motivi:
1)Voler inserire un numero elevato di recensioni in pochissime pagine, costringendo il recensore di turno a fare, piu' che una recensione, un vero e proprio "bonsai" di una recensione,limitato per forza di cose ad accennare e mai ad argomentare,a sviluppare,spiegare..... il dono della "sintesi" e' un pregio, ma in questo caso si esagera...
2)L'entusiasmo eccessivo che porta i pur capaci recensori ad accogliere favorevolmente quasi qualsiasi uscita discografica trattata......Una benevolenza critica che qualcuno potrebbe considerare affrettata, se non addirittura "sospetta"....conoscendo la cultura musicale dei curatori di Andromeda, escludo la seconda ipotesi, ma tuttavia resto scettico non tanto sulla validita' delle vautazioni, quanto sull'impostazione generale del dato critico che, ridotto ad uno spazio tiranno, non puo' essere affrontato con il debito acume critico.....in sostanza, non e' un limite tecnico, ma di natura logistica.

Oltre agli scritti dei due curatori della fanzine, troviamo un corposo contributo di vari collaboratori piu' o meno specializzati in alcuni specifici ambiti, non esclusivamente di carattere musicale; fra questi mi piace ricordare lo spazio dedicato alla filmografia Horror di Pino Pintabona,abile a "sottrarsi" alle schermaglie di troppi "critici" musicali e ritagliarsi uno spazio tematicamente "alternativo", in perfetta sintonia con lo spirito "open -minded" di Andromeda.

L'impianto vario e d eclettico della fanzine e' ribadito in ogni numero, dove ad articoli dedicati a gruppi/solisti spesso ignorati dalla stampa "che conta", si alternano sezioni di cinema,letteratura e argomenti poco consueti in una qualsiasi altra"fanzine" prevalentemente di carattere musicale.

I primi quattro numeri di Andromeda furono inizialmente stampati (fotocopiati) in 300 esemplari l'uno, e poi ristampati (ancora in fotocopia) in 50 esemplari l'uno. I numeri dal 5 ,6 e 7 furono stampati in tipografia in 800 copie e mai ristampati, mentre i numeri 8,9,10,11,12 raggiunsero le 1000 copie di tiratura in tipografia e non sono mai stati ristampati.
Da diverso tempo i primi 4 numeri e il numero 6 sono esauriti del tutto, mentre dei rimanenti numeri rimangono poche copie ancora disponibili.

Una considerazione conclusiva: in alcuni editoriali scritti per la rivista da Gianni Della Cioppa, il curatore della fanzine non riusciva a trattenere il fastidio che provava per il comportamento di alcune persone che, dopo un'iniziale tiepida accoglienza,aveva voltato le spalle alla sua iniziativa.....in alcuni casi, il lettore notera' come la frustrazione dell'ideatore della rivista tracimava dalle sue righe,che annotavano tutta l'amarezza dovuta alla scarsa fedelta' dei cosidetti "fans" per la sua creatura editoriale.....furono in tanti, all'epoca, i sedicenti "appassionati" di Rock "serio"(come lo definiscono alcuni di loro) a non voler spendere nemmeno 7.000 lire per una rivista che sembrava fatta apposta per loro, con tutto l'entusiasmo,la competenza e "l'amore" possibili....

Personalmente, non ho mai avuto dubbi sul fatto che il "male" di certe ottime iniziative discografiche/editoriali sia quello di rivolgersi esclusivamente agli appassionati, termine dietro il quale si nascondono molti individui dalla teoria facile ma dalla "spesa difficile" .
La fine prematura di Andromeda non fu causata dall'entusiasmo e da quel pizzico d'ingenuita' di chi l'ha voluta, ne' da coloro che l'hanno criticata,comprandola.
La fine prematura di Andromeda e' dedicata a tutti quelli che "cercano l'oro",senza saperlo MAI riconoscere.
Del resto, viviamo tutti in un Eldorado fatto di carta.....

(STEFANO CODERONI)





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