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IDEE CONFUSE- Demo-Inediti (CD DEMO)

Il tempo dei titoli originali e degli appellativi ad effetto mi sembra passato. Ed aggiungo, per fortuna.

Il gruppo romano di cui mi occupo in questo caso, ha deciso di chiamarsi "Idee confuse", "moniker" alquanto discutibile, a dire il minimo, ma che almeno ci dà l'indicazione certa di non trovarsi di fronte al canonico, ampolloso gruppo progressive prolisso nel verbo e acefalo nel concetto; questi cinque "ex" ragazzi professano una certa auto-ironia, almeno sul piano formale... Ringraziamo il cielo, e parte di quello che c'è sotto....

Musicalmente però il gruppo fa sul serio, e il Mini Cd Demo "di presentazione" si muove nei territori del Rock Progressivo ulteriormente contaminato da psichedelia e Metal, citando come esempi e idee-guida quelle di Porcupine Tree, Tool e Dream Theater.

Una tale sintesi sarebbe già un traguardo negato a musicisti di più lunga militanza, e le "Idee Confuse" riescono solo marginalmente nell'impresa, anche perché sprovvisti di una clamorosa tecnica strumentale.

Funzionano bene però le parti più "vissute" sul piano del coinvolgimento emotivo di "Metempsicosi" (Titolo oltraggiosamente "Prog"....), un brano in cui il gruppo riesce a sovrapporre strumenti "ad incastro" su una semplice parte tastieristica ripetuta praticamente per tutto il pezzo.

Qui il tastierista Silvano Finistauri riesce a capitalizzare al massimo il passaggio più ripetitivo, ma efficace, di tutto il lavoro; ma "Metempsicosi" è brano che dimostra come si possa lavorare su partiture "d'insieme" senza dare precedenza ed accento a nessuno strumento particolare...in questo le "Idee Confuse" sono un Gruppo, concettualmente parlando, e non una moltiplicazione di solisti, o prime donne isteriche, fate un po' voi....

L'iniziale "Le mani non mentono" e la conclusiva "In vain" hanno i loro momenti felici, ma la capacità di sintesi è più cercata che trovata.

Il cantante Carlo da Luz, principalmente in "In vain" fa il verso a La Brie, e la sua prova non è affatto disprezzabile, ben migliore di tanti afoni colleghi del prog tricolore.... Tuttavia manca ancora una completa simbiosi degli strumenti, ed alcuni passaggi di una certa intensità invece di decollare ansimano e soffiano a terra a causa di una certa legnosità esecutiva.... comunque,niente che non si possa migliorare con una produzione discografica più efficace.

In due parole, tutt'altro che banali nella concezione, ancora acerbi nello svolgimento.

Il loro Progressive è figlio dell'introspezione dei vecchi gloriosi tempi passati, vissuto però con il distacco di chi vive adesso e per adesso.

In questo, le "Idee Confuse" non esaltano, ma sicuramente "non mentono".



(STEFANO CODERONI)



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