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HI-GH - TILL DEATH AND AFTER (CD, METAL ON METAL RECORDS, 2014)

L' "operazione nostalgia" del metal italiano tricolore degli anni '80 si infrange clamorosamente, e senza appello, di fronte a dischi come questo "Till death and after" dei giovanissimi romani Hi-gh.

In certi circoli metallari italiani si confonde creatività e talento con carta d'identità e dati anagrafici, sostenendo erroneamente la tesi che solo chi ha vissuto i famigerati Eighties possa sentire e vivere il vero spirito del metal ... su queste fragili considerazioni si basa essenzialmente il lavoro di conservazione "in vitro" delle "icone", vere o presunte, del metal italiano che fu... mi sto riferendo esplicitamente alle bands Hard'n'Heavy più tradizionali degli anni 80, i cosidetti "pionieri" il cui unico merito, spesso, è stato solo quello di essere nati prima.... ben oltre la soglia del mito costruito a tavolino, sono stati davvero pochissimi i gruppi di vero spessore artistico nati in quegli anni, e a scriverlo è uno di quei pochi cretini che all'epoca comprava tutti i loro dischi. Tutti, senza esclusione.... quando sostenere quei gruppi aveva un senso.

Ma il passato è là, irraggiungibile ..... oggi c'è un bel numero di bands giovani, che è di gran lunga superiore alla maggior parte dei redivivi loosers di 30 anni fa, il cui stato dell'arte attuale suona falso come il peggiore dei make up.....

Detto che le influenze musicali, attitudinali e stilistiche dei giovani gruppi e dei meno tali sono le medesime, la domanda da farsi è chi sia realmente in grado oggi di realizzare le prove migliori... oggi, adesso....

Senza mezzi termini, un disco come "Till death and after", assieme a pochi altri, segna finalmente il passo fra il vecchio classico metal suonato da giovani gruppi e quello stagionato, ridotto a macchietta da tanti vecchi sedicenti "guru" degli anni 80, impiegati di mezza età incapaci di scrivere un pezzo decente più o meno dal 1988...

In appena 2 anni di attività, gli Hi-gh hanno fatto progressi esponenziali; il demo di partenza non faceva prevedere lo svolgersi degli eventi futuri, e il seguente full length "Night dances" si distingueva per un approccio anomalo allo Speed'n' thrash più tradizionale, aggiungendo dosi non sempre sapienti di punk e, (sacrilegio!) psichedelia!!! ....Ora dopo aver sostituito per motivi extra-musicali il drummer-fondatore Ovidio con il terremotante Tito "Oki" e aver cambiato etichetta scegliendone una dall'ottica e prospettiva internazionale (l'ottima Metal on Metal Records), gli Hi-gh si trovano adesso a maneggiare una piccola bomba che poco concede alle precedenti "sbandate" stilistiche ...... le eccellenti "Deal of death" e "Born under evil defence" sono pezzi che si possono suonare ma difficilmente scrivere e arrangiare in tale maniera, e ciò a mio parere indica la differenza fra un gruppo qualsiasi e un gruppo vero.

Gli Hi-gh, a parte il new-comer Tito, sono effettivamente un gruppo, una vera entità che oltre a suonare, pensa collettivamente.

Dal punto di vista creativo sono ben tre le "menti" dietro il moniker, e nessuno si limita ad assecondare i "dictat" di qualsivoglia "leader" di turno... Oltre al riff-maker d'élite Marco "Psyki", la solista di Marco "Red eyes" spesso fa la differenza, e talvolta i suoi assoli, come si diceva una volta, "make you shiver down your spine...". Ottima la voce perfida di Tommaso "Slowly", uno che non deve far finta di essere cattivo, come fanno tanti altri suo colleghi con il pannolone...... Preferisco tralasciare le sue liriche.... non esattamente un poeta, ma lo perdono.

Potrei definire lo stile degli Hi-gh come un compendio di Speed/Thrash anni '80 non privo di interessanti fusioni con l'ala più oltranzista della N.W.O.B.H.M..... Insomma, una cosetta tutt'altro che facile da realizzare, e realizzare bene! Solo "Your bloody face", "Devils fire" e la conclusiva cover degli Hastiged (ex gruppo di Tommaso e Ovidio) "German metal attack" rinsaldano lo stile della band al suo recentissimo passato .... Per il resto, l'attitudine "punkish" che ne ha segnato gli esordi, rimane sullo sfondo...

Se questo "Till death and after", insieme a poche altre recenti releases, segnerà il definitivo passaggio di consegne fra il nuovo corso del metal tradizionale e le vecchie glorie incapaci di arrendersi, solo per meriti effettivi e non per leccate di culo a destra e manca, solo il tempo potrà dirlo.

Io mi limito a dirlo adesso.


(STEFANO CODERONI)




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