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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD



GRAAL -- Tales untold ( LP/CD Bloodrock Records 2007)

"Tales untold" e' il secondo disco dei romani Graal, pubblicato per la nuova etichetta Bloodrock Records in versione Lp (500 copie,di cui 250 in vinile colorato) e in CD (1000) copie,e segue il precedente "Realm of fantasy" edito un paio d'anni prima. C'e' da chiedersi cosa realmente non funzioni in un mercato bizzarro come quello del rock piu' verace ed incontaminato,quando si devono affidare le sorti di simili musicisti al coraggio e alla perseveranza di pochi appassionati,con pochi fondi a disposizione e con una credibilita' ancora tutta da decifrare.......Ad approfittare della sonnolenza congenita di tanti sedicenti "operatori del settore",e' stata la "nuova" Bloodrock Records,label "sorella" della ben piu' nota Black Widow Records, e ora grazie al suo intuito abbiamo a disposizione uno dei migliori lavori di hard rock puro usciti in Italia da anni.
I componenti dei Graal non sono dei novellini neanche nell'aspetto,hanno militato in diverse formazioni "minori" e bruciato energie,tecnica ed esperienza da lustri, maturando musicalmente nelle nebbie incerte dell'underground Hard'n'metal gia' negli anni 80, e questo disco rappresenta,ancora piu' del pur valido "Realm of fantasy",una pregevole "summa" di cio' che e' rimasto del sudore ,dello studio,della tecnica e della sua applicazione.

"Tales untold",diciamolo senza mezzi termini,NON e',ne' puo' essere ,un capolavoro, in quanto e' privo di quel quid d'originalita' che distingue i talenti veri dai seguaci,i leaders dai "followers"....ma e' un disco dotato di un carattere raro,suonato magnificamente da cinque musicisti in grado di "ripetere" la lezione impartita dai maestri senza replicarne goffamente le gesta. I Graal sono fedeli a un certo"verbo" del rock,ma non sono un gruppo di sterili imitatori votati al facile ossequio.....chi e' in cerca di genuflessioni,di plagi de-luxe o di emozioni in carta-carbone,rivolga i l proprio sguardo altrove.....in "Tales untold" ci sono brani splendidi,vissuti intimamente da chi li ha scritti e suonati.

I Graal sono associabili all'hard rock "classico" dei seventies,con predilezione particolare per le formazioni "aperte" all'uso massiccio delle tastiere, e scontano il divario di "target" fra questo genere "elitario" rispetto al piu' remunerativo "metal" ...non e' mistero per nessuno che molte,forse troppe etichette piu' o meno "indipendenti" sdoganino giornalmente centinaia di prodotti interamente ascrivibili al Metal e alla sua definizione piu' pura, relegando ad un ruolo marginale gruppi d'ispirazione piu' eclettica.... Potrei aggiungere che i Graal,con un tenerissimo atto che definirei autolesionista, si negano completamente anche all'associazione con lo Stoner piu' malconcio ed inflazionato,essendo il l loro stile neanche lambito da divagazioni psychedelico-lisergiche.....L'unico indizio che potrebbe dar luogo al sospetto di una ,presunta, "forzatura" d'immagine e d'intenti piu' consoni al mercato del metal e alle sue lusinghe, e' il continuo richiamo,gia' dal moniker della band, all'abusatissimo immaginario Fantasy,col solito corredo iconografico di "maniera".Le poche formazioni ,tutt'altro che metal in senso stretto,alla quale si potrebbero associare ,con un certo sforzo d'immaginazione,i Graal,sono i Magnum,o gruppi "minori" come Motherlode, Kingdom/Domain,Stonefield, tutti gruppi sollecitati da un'impianto "orchestrale"delle tastiere ,dalle ariose melodie vocali e sensibili all'iconografia fantasy.Tuttavia i Graal sono decisamente piu' duri nell'approccio,piu' inclini al riffing d'impatto ma mai banale,con un'uso delle tastiere meno coreografico; inoltre l'aspetto tematico /testuale non corrisponde esattamente a certe ridondanze calligrafiche tanto in voga in questi contesti,essendo gli argomenti trattati,e i testi espressivi e sintetici,molto piu'" vissuti "e realistici. Il cantante Andrea Ciccomartino e' decisamentee abile a scrivere linee melodiche scarne ma mai banali,e uno dei pochi in grado di far "girare" la melodia nella testa dell'ascoltatore gia' alla seconda riga di testo,ben prima del "chorus"...una caratteristica di pochi ,grandi cantanti.....la sua timbrica vocale e la sua impostazione sembrano invece piu' adatte all'hard rock melodico (e non e' certo un'offesa...),e la sua prova,per altro eccelente,pecca esclusivamente nell'interpretazione dei momenti piu' duri ed aggressivi,quando una voce meno controllata, e forse meno "tecnica" potrebbe,paradossalmente, servire meglio la causa.

I Graal non si affidano a riffs,partiture e spunti musicali presi "a prestito " da gruppi famosi ( i soliti Deep Purple, BlackSabbath,Thin Lizzy e quelli che vengono citati nelle note dell'innersleeve, forse per "depistare" involontariamente....),ma cio' non esclude che abbiano "elaborato" la materia di altri gruppi molto meno noti ma altrettanto meritevoli........ma non e',ne' sara' mai,un peccato capitale.


Anche in simili accorgimenti si rivela la natura "colta" e "curiosa" di questa ottima formazione,in grado di sondare completamente le matrici dell'hard rock "ortodosso" senza mai oltrepassarle per sconfinare in terreni ambigui.

"Tales untold" e' molto piu' suggestivo del suo titolo.....(gente,cercate di essere piu' originali nella scelta del titolo....e' gia' stato usato piu' volte,e proprio in ambito hard rock.....la prossima volta fate uno sforzo in piu'....) ,un'esempio raro di sintesi fra riffs cromati e "caldi",ottime vocals , produzione efficaci e ottimo " song-writing"..... ascoltando dischi come questo,e pochi altri,si comprende bene la differenza,sopratutto sul piano della scrittura del "brano" fra l'approccio principalmente orientato sul riff del metal e la struttura piu' matura dell'hard rock piu' ispirato . Nel repertorio dei Graal non mancano nemmeno momenti piu' attenti allo sviluppo "trasversale" di certo hard rock de-luxe, e la seconda facciata di Tales Untold ci offre alcuni spaccati strumentali piu' avventurosi,che mi hanno ricordato la clamorosa Ian Gillan Band di "Scarabus" e "Clear air turbolence",e scusate se e' poco....
Fra i brani,ne cito due in particolare:La quasi-strumentale "Fairyland",che gia' dal titolo non lascia spazio a congetture e che ci assicura sulle qualita' del gruppo in fase d'arrangiamento, e "After", esempio e sintesi efficace di tutto cio' che e' Hard Rock..:riff memorabile, voce coinvolgente sul piano emotivo,,controllo strumentale,e cuore oltre l'ostacolo...un piccolo capolavoro...."piccolo" perche' e un pezzo recente, e non giudicato,ovviamente,in prospettiva "storica"....ma aspettiamo qualche anno. ...
Nel frattempo,spero che tutti i sordi che hanno finora ignorato i Graal si ravvedano.....


(STEFANO CODERONI)


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