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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD


FOOLS' MOON-Beyond the sky (CD,Andromeda Relix 2006)

La voce e' uno strumento, come ci ricordano i saggi.....solo che ognuno trova un modo tutto suo per "accordarlo".......
Ricordo Jacopo Meille,che non ho mai conosciuto personalmente, come cantante dei Mad Mice, tanti anni fa uno dei pochi gruppi in Italia a rendere giustizia ai Led Zeppelin "riletti" in chiave metal, senza le forzature e l'eccesso di "carta carbone" di autentici cloni ricchi e famosi degli anni 80 (Kingdom Come, fra tutti....)......complice la voce di Meille, "Plantiana" come poche se n'erano sentirte ai tempi....e dopo, pure.

Questa voce ha saputo oltrepassare i limiti imposti dalla rilettura acritica del modello, e si e' fatta valere in ambiti piu' vasti, arricchendo le ambizioni di chi l'ha notata ,e di chi sopratutto ne ha condiviso il percorso sul piano artistico; Meille puo' presentare un curriculum che farebbe invidia a molti, non solo cantando con i Mantra, ovvero uno dei migliori gruppi Hard 'n? Heavy,, in Italia da anni, a dispetto di tutti quelli che non se ne fossero ancora accorti , ma avendo collaborato addirittura con le leggende della N.W.O.B.H.M. Tygers of Pan Tang, e non dico poco........

I Fools' Moon sono piu' che una project-band, in quanto sia Meille, sia il chitarrista Lorenzo Tanini e il batterista Matteo Panichi (che avevano collaborato nei Charisma) si sono ritrovati a esprimere,sotto questo moniker, un'urgenza espressiva tradotta in canzoni che non potevano essere realizzate nei loro gruppi....almeno cosi' sembra.

Certo che la voglia si sondare l'ampio spettro di un'ispirazione senza barriere limitanti di "mercato" appare evidente in brani che niente hanno a che fare con l'impostazione Hard Rock "di base" di questo "Beyond the sky",come la gemma "Music", un funky-rock magnificamente suonato e prodotto con un'accortezza rara, e lo dice uno che mal digerisce certe sonorita' in simili contesti......eppure la destrezza armonica di un chitarrista come Tanini,e la duttilita' percussiva di Panichi permettono forti digressioni dalla materia Hard'n' metal della band,e ciascun brano, pur nella sua diversita',sembra il frutto di una lezione ben imparata e riproposta con vitalita' e talento da vendere.l' incredibile capacita' di Tanini nel trovare suoni sempre diversi a seconda del brano interpretato, e trovarne spesso diversi e tutti insieme, fa di lui un vero "alchimista" del suo strumento, come le note promozionali lo definiscono.... personalmente,mi associo senza riserve....."Beyond the sky" magari non insegnera' troppo sul piano squisitamente tecnico ai molti chitarristi gia' esperti, ma indichera' una via "alchemica"alla trasformazione dei suoni e delle possibilita' della chitarra elettrica, un vero e proprio "solve et coagula" inarrivabile per molti acrobati circensi della sei corde che inflazionano la scena. ..Non e' casuale la collaborazione di Tanini con Standarte e London Underground, gruppi di grande cultura Rock anni 60 rielaborata alla luce del nuovo orizzonte tecnologico, usato con parsimonia e istinto solo creativo....grazie a gruppi come Standarte si puo' capire bene cosa significhi mantenere viva la tradizione del grande Rock degli anni 60/70, senza svuotarlo creativamente e immolarne lo spirito sull'altare di una tecnologia fredda ed incolore, come molti suoi esponenti , consapevoli o meno.....Ispirarsi e non copiare, citare ma non confondersi con il modello, sia nei suoni adottati, sia nelle cellule del cervello che lavora autonomamente.......
Da un punto di vista strettamente "tecnico",non e' un caso nemmeno che alcuni dei brani piu' duri e d'impatto di questo Cd ricordino i Led Zeppelin di "Achilles last stand", con il suo impressionante numero di chitarre sovraincise, oppure certe cose dell'LP "The houses of the holy", e non mi riferisco solo all'apporto vocale di Meille.
Gli stessi Diamond Head, altri "souvenirs" di lusso della N.W.O.B.H.M. di cui e' presente la cover di "Diamond lights", sono stati ,di quel movimento,il gruppo piu' "legato" ai Led Zeppelin, non soltanto come sound,ma sopratutto nel motus-operandi tendente ad una visione "altra" ed imperscrutabile del Rock duro e non solo, come l'album "Canterbury" dimostro' a suo tempo, con scarso successo commerciale.....l'omaggio dei Fools' Moon alla band di Tatler mi sembra ovvia, coerente e dovuta.

Non mi stupisce che a supportare il progetto Fools' Moon sia l'etichetta Andromeda Relix, in perfetta linea con le sue scelte "anomale", dettate piu' dalla passione senza confini per il Rock di qualita' privo di barriere di "stile"; ed e' per questo motivo che le sue scelte siano in un certo senso "trasversali", poco inclini all'uniformita' degli stili e dei mercati di riferimento.

I Fools ' Moon non piaceranno di sicuro ai metallari intransigenti, ne agli hard rockers dalla mentalita' ristretta.

Ma se vi sentite fra coloro che sono esclusi da queste due fazioni,se vi piacciono le soluzioni musicali aperte alla creativita' e non necessariamente "alternative" (detto all'inglese...), e volete ascoltarvi un CD di sano Rock come se ne facevano tra il 1975 e il 1985, e con la classe dei migliori di quel periodo, non esitate un'attimo a cercare questo CD.......

La vera anomalia dei nostri tempi consiste nel negarsi il piacere della sorpresa.
Attenti, perche' con "Beyond the sky" si rischia davvero.




(STEFANO CODERONI)




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