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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD




DELIRIUM -Live -Vibrazioni notturne (CD/Double LP Black Widow Records 2007)


L'insorgere del "fenomeno" del Rock progressivo in Italia nei primi anni 70 trovo' una discreta opposizione nella piu' autoctona e consolidata tradizione nazionale della "canzone d'autore",autentico fiore all'occhiello dell'Italia esportatrice del "prodotto musica" all'estero. Il Rock Progressivo era,ed e' rimasto in buona misura,principalmente un movimento importato dall'estero ,prima da digerire,metabolizzare e poi riprodurre dopo averlo filtrato attraverso la nostra cultura e tradizione musicale; e sopratutto,un genere dannatamente ostico da vendere fuori dai confini nazionali,con poche ma significative eccezioni (una su tutte :laPFM nella seconda meta' degli anni 70).

Il tentativo di raccordo fra due modi d'intendere la "musica giovane",tendenzialmente entrambi esponenti di una allora egemone cultura di sinistra,e la sintesi "commerciale" fra l'anima piu' rock anglosassone e l'impegno letterario e socialmente impegnato del cantautorato italiano,seppero fondersi in alcune formazioni "storiche", ricche di talento ma palesememente in bilico fra scelte artistiche impegnative e lusinghe economiche tutt'altro che risibili....per questo motivo la discografia di molte bands italiane dell'epoca si scinde, ai limiti della schizofrenia,fra Lps d'impatto Rock tout-court e 45 giri attenti all'evoluzione delle classifiche Italiane,o quelle ancora piu' remunerative delle "charts" internazionali.......Gruppi come New Trolls,Orme e Delirium riuscirono addirittura a presentare nello stesso 45 giri un lato decisamente in voga rispetto ai canoni tecnicamente impegnativi del progressive,e un brano da classifica,ben suonato ed arrangiato,ma fondamentalmente ruffiano .

Ai Delirium e' toccato l'ingrato compito di "rifondarsi" quasi subito dopo l'esordio,a causa della separazione con quell'Ivano Fossati allora in procinto di diventare una acclamata icona di un certo modo "colto" di scrivere musica leggera......non basto' solo l'ingresso del fiatista inglese sostituto di Fossati(l'ottimo Martin Grice),ma ai decoratissimi Delirium (ricordo che avevano venduto tomnnellate di singoli,e il primo album "Dolce acqua" fu uno degli esordi di Progressive italiano piu' battezzati dalla buona sorte) spetto' la prova insidiosa di rivedere se stessi in un'ottica diversa,di "ripensarsi" alla luce di un nuovo inizio ancora tutto da decifrare......I successivi "Lo scemo e il villaggio" e "Viaggio negli arcipelaghi del tempo" li videro autori di un progressive che respirava Rock ma pensava Jazz, ma ne' la buona qualita' dei loro albums,ne' l'interesse dimostrato nei loro confronti dalle alte sfera della musica leggera Italiana (compreso Mogol) servi' a escluderli dalla crisi di rigetto dell'intero panorama del rock progressivo italiano verso il 1974/75.....un rigetto che stritolo' nella stessa pressa sia i gruppi piu' sperimentali e tecnicamente avventurosi,sia quelli piu' inclini ai compromessi con la canzone d'autore, con buona pace di chi allora faceva le proprie scelte in base a "strategie di mercato".


Sebbene quasi tutte le reunions dei gruppi "storici" del Rock progressivo Italiano non sono andate,a mio parere,oltre le brriere della nostalgia carogna, si aspetta con un certo interesse un nuovo disco,il quarto da studio,dei Delirium,complice il forte supporto della Black Widow Records,che intanto ha voluto questo Live-"Vibrazioni notturne" per dimostrare come i Delirium siano ancora "in palla" dal vivo,grazie anche all'apporto dei nuovi Fabio Chighini al basso e Roberto Solinas alla voce e alla chitarra che hanno raggiunto i veterani Ettore Vigo (tastiere),Martin Grice (fiati) e PeppinoDi Santo (batteria ).

Fra i brani presenti,che coprono l'intera discografia del gruppo, spicca una versione spettacolare di "Culto disarmonico" che ha fatto,e fara' ,la gioai dei fans del progressive abbarbicato sui tempi dispari,e l'ottima rendition di due brani dei Jethro Tull,ovvero "Bouree'" e" Living in the past" rielaborate in medley...il gruppo di Ian Anderson,grazie a certe soluzioni elettroacustiche e folkish di inizio carriera,puo' a ragione essere considerato fra i maggiori ispiratori del primo corso della carriera dei Delirium,e in questo medley Marrtin Grice al flauto dimostra di avere lo stesso identitico DNA,unico, di quei musicisti della sua generazione che tanto hanno dato alla storia della musica del dopoguerra.

Si rimane in attesa,sperando che un pugno di brani(nuovi davvero,questa volta...) generino le stesse vibrazioni,ma alla luce del prossimo giorno.


(STEFANO CODERONI)




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