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BULLFROG- The road to Santiago ( CD, Andromeda Relix, 2004)

Non e'una contraddizione, recensire un CD targato 2004 proprio adesso, nel 2008.....no, non lo e' se il Cd e' "The Road to Santiago" dei Bullfrog.
Il trio veronese ,dedito esclusivamente all'hard rock di matrice blues , piegato all'omaggio sincero ma non servile di Cream,Free,Mountain,James Gang e Bad Company ,in ordine d'apparizione,, non ha una precisa collocazione geografica e temporale, in quanto potrebbe essere nato ovunque e in qualsiasi momento.... l'altro ieri,domani, o semplicemente OGGI, e la sua musica e' in orbita intorno al cuore piu' che fissata fra le date di un qualsiasi calendario.
E' il tempo delle sensazioni, quello che si vive in questo CD, e datare simili sensazioni e' un'atto scortese, oltre che stupido.

Inoltre l'hard rock-blues al "calor bianco" dei Bullfrog non va' "bollato" come "impersonale", in quanto il trio veronese non fa niente di diverso di quanto abbiano gia' fatto i loro "padri putativi" Rock, o le loro "muse ispiratrici", o chiamateli come volete....tutti quei gruppi Rock leggendari della fine degli anni 60/inizio 70 che pero' poco hanno aggiunto, a mio personalissimo parere, al genere meno "bianco" che ci sia ,ovvero il nerissimo "blues" suonato ed ascoltato fino allo sfinimento in ogni bettola,casino,sottoscala o anfratto possibile dove si sono consumati la miseria e il disagio di una integrazione difficile se non impossibile.....il resto l'ha fatto la "bianca-solo-bianca" industria del Rock'n' Roll degli anni 50/60, l'unica in grado di incrementare il pigmento bianco di una musica nata solo nera, e offrendo un'esposizione interraziale (leggi: pubblico piu' vasto e piu' ricco) ad un "genere" che "genere" non e' mai stato, ed asservendolo alle acrobazie spettacolari ,psichedeliche e lisergiche che solo una strumentazione piu' ricca tecnologicamente poteva offrire....poi sono venuti i nuovi geni moderni Hendrix,Jack Bruce, e pochi altri....geni di "rielaborazione",comunque.Geni piu' del suono, che della struttura,senza tacerne le miracolose intuzioni.

E' per queste ragioni che invito chiunque si sia perso questo Cd e il precedente "Flower in the moon" del 2001 ad ascoltare senza preconcetti brani come l'opener "Sundance", con le sue armonizzazioni vocali, il bass-solo e l'arrangiamento che fa convivere magistralmente le bordate sonore e le "aperture" melodiche , il boogie scontato ma coinvolgente di "Kissin' May Lou" e la piu' riflessiva "Morning creeping",col suo giro di basso cosi' simile a quelli suonati da Fraser all'epoca dei Free.... Tutti pezzi gia' "sentiti" altrove, ma difficili da ignorare in questa nuova-vecchia veste.....

Ma i brani che lasciano veramente il segno sono altri.
"Boz's walk" ,per esempio,e' un mix perfetto fra Cream e Mountain,cantato dall'ospite Fabio Drusin( componente dei W.I.N.D.),con degli inserti di chitaara wha-wha da urlo suonati dall'ottimo Silvano Zago, con un finale acustico che mi ricorda certe cose del Jimmy Page piu' riflessivo.
"Supersister" e' un crocevia dove si incontrano Mountain e James Gang, e proprio la James Gang dell'epoca- Joe Walsh viene omaggiata dalla cover,piuttosto fedele all'originale, di "Walk away"...in questo caso i Bullfrog non intendono "rielaborare" una materia musicale gia' frutto essa stessa,, di rielaborazione dei "classici".
Ma e' con "Slow Bottom" e la conclusiva "I'll be gone" che si raggiunge ,a mio avviso, l'apice del CD....la prima e' un torrido hard-blues come non ne sentivo da tempo,con una parte vocale tanto vicina a quelle di Paul Rodgers ( e ,in misura minore, David Coverdale coi Whitesnake),da rischiare la collisione.....pero',nonostante la distanza incolmabile con tali talenti,, bisogna riconoscere al bassista -cantante Francesco Dalla Riva un'interpretazione vocale brillante, grazie ad un feeling interiore che non si ferma davanti a limiti tecnici e formali (cantare un genere "jankee" come questo, per un'italiano, e' quasi una "missione impossibile"....).....
"I'll be gone" e' un brano struggente,suggello definitivo di un'anima che si libera, e trova benissimo il modo per farlo.....impostata alla maniera di "Be my friend" (Free) o di ""Fade away" (Bad Company....comunque sempre Paul Rodgers...),questa canzone regge paragoni cosi' imbarazzanti, e sul piano del coinvolgimento emotivo e' solo un centimetro sotto a quella che si definirebbe una "pietra miliare", se solo fosse stata incisa da un gruppo piu' blasonato.

I Bullfrog non sono originali, perche' non lo devono essere....ma sono fra i pochi nel loro genere in Italia a saper scatenare gli effetti dell'adrenalina nell'ascoltatore, come solo i veri rockers sanno fare,quelli col DNA che non conosce passaporti.
Gruppi come i Bullfrog riescono a ripristinare il motus-operandi di coloro che assecondano fedelmente le aspettative di quelli che amano, come in un solito, perenne rituale.

I Bullfrog ripetono quello che ci piace sentire, come certe ninna-nanne che tanto piacciono ai bambini piccoli.
Le hanno scritte gli altri, ma e' la mamma che le canta. ...non e' la nenia ad ammansirli, ma la voce che riconoscono.
Noi siamo adulti , e alcuni fra noi pure orfani.......non si rischia di addormentarsi con "The road to Santiago" nelle cuffie. .......

Dategli una chance...avete tutto, TUTTO il tempo.....

(STEFANO CODERONI)




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