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BLOOD THIRSTY DEMONS---Mortal remains (CD MY Graveyard Productions,2007)


Non e' necessaria una buona memoria per conservare "Mortal remains" nei propri pensieri.
Basta averlo visto una volta sola,ancora prima di ascoltarlo.
Affidarsi a Caravaggio e al suo San Gerolamo scrivente,per la copertina, non e' il massimo del rischio per gli autori di questo CD,ma l'effetto e' assicurato...a vita.

I Blood Thirsty Demons giungono al loro quarto disco da studio, e questa volta lasciano un marchio indelebile nello sviluppo di un certo Metal "di genere".
E' cosa nota,infatti,che il corso del Metal piu' tradizionale e impermeabile alle "mutazioni" tecnologiche degli ultimi anni, si sia diviso al suo interno in tanti piccoli rivoli stilistici,tutti autonomi e con caratteristiche distinguibili.....fra questi, il cosidetto "Horror Metal" "sottogenere" di cui I Blood Thirsty Demons sono interpreti fondamentali, e' quello piu' assoggettato all'influenza "visiva" del cinema horror "storico",quello imparentato strettamente con l'estetica dei B-movies......ma per non generare confusione, questo filone del metal non ha niente da spartire con l'altra fazione di gruppi sedotti dal genere "splatter-gore", devoti al metal piu' estremo ,a cavallo fra il death e il grind, e rappresentato da figuri come Cannibal Corpse e discendenti vari........infatti ,alla rappresentazione della violenza sconsiderata ,al particolare disgustoso e al vouyerismo da mattatoio del genere splatter e che definisce solo in parte l'opera di autori "responsabili" del suo avvento,come Lucio Fulci e company, vezzeggiata dai rappresentanti di quest'ultima propaggine dell' extreme-metal , e' il cinema piu' attento ai contrasti,alle zone d'ombra,alle emanazioni mefitiche,quello che piu' appaga l'immaginario macabro di gruppi come i Blood Thirsty Demons, maggiormente sedotti dalla celluloide "antica" dei capolavori dell 'Universal, della Hammer,di geni-artigiani come Mario Bava., e musicalmente affini al metal oscuro ed ossianico degli anni 70....I Blood Thirsty Demons mirano ad una sintesi fra suggestione sensoriale ed effetto -shock visivo ed immediato, facendo evaporare l'opprimente clima ferale di certo Doom metal "d'autore" con scosse telluriche dall'impatto emotivo e coinvolgente....... sono abilissimi a tessere trame musicali cosi poco realistiche in una pellicola "girata"in rigoroso bianco e nero, sporcandola,quando serve , con fiotti rosso-sangue.


Parlare di "processo evolutivo", o di perfezionamento dello stile dei brani di "Mortal remais" rispetto alla precedente produzione del gruppo e' sbagliato, in quanto si discute di un genere gia' "consolidato" in prospettiva "storica", gia' ampiamente definito dai suoi iniziatori,i primissimi Death SS ,quelli di Paul Chain.
Per questa ragione,qualsiasi divagazione eccessivamente elaborata o tecnica avrebbe portato il gruppo a lambire territori cari a certo Dark/Prog ancora piu' nobile ( Atomic Rooster,Black Widow,High Tide...),oppure a sfiancarsi alla ricerca di un fraseggio a tratti troppo serrato (Mercyful Fate,King Diamond...); i Blood Thirsty Demons puntano invece, in questo loro quarto disco, a filtrare il loro suono fino alle fibre piu' interne, a sfrondarne le ridondanze soniche e a togliere quei lembi di carne e pelle superflui,lasciando i nervi scoperti......il suono si fa scarno,essenziale, ridotto al "minimo vitale",ma proprio per questo efficacissimo ad elaborare e diffondere residui psichici prossimi al sistema connettivo.
L'"horror metal" dei Blood Thirsty Demons e' devoto solo alla lezione impartita tanti anni fa dai primi Death SS, gli unici ad aver saputo usare la materia- Black Sabbath ( i riffs e l'atmosfera..) amplificandone a dismisura le implicazioni kitch da B-movies macabri e rielaborando il tutto alla luce (?) di un'approccio molto piu' "punkish", con l'uso della voce malsana,perversa, ai limiti della provocazione "shock-rock".......I Blood Thirsty Demons hanno lasciato tutto cosi' come era nel 1980/84,piu' o meno, come se Paul Chain fosse ancora intimamente legato a certi temi occultistici e come se Steve Sylvester fosse rimasto insensibile all'industria che si trasforma e alle sirene dei suoni tecnologici e dei nuovi miti che ne traggono linfa,ma poca ispirazione.
Cio' che aggiungono i Blood Thirsty Demons sono le loro canzoni,questa volta eccellenti, che non vivono solo di luce riflessa,ma di tenebra,seppur "posticcia"....Si, perche' titoli come la splendida "Day By Day", "Deadly sins" e "Upon the cross" trasudano emozioni vere, ma vengono "pensate" e realizzate col fare artificioso del film-maker con pochi mezzi a disposizione,in grado ,col suo solo talento,di dar forma compiuta ( e divertente..) alla paure ancestrali, avvalendosi solo del cartone e della colla, dell'uso sapiente della macchina da presa,e della complicita' delle ombre .......Tutto e' "make -up",finzione e artificio nella musica dei Blood Thirsty Demons,ma la puzza di muffa, il tormento dell'attesa ,la disfatta della carne,e lo scarso candore del sudario sembrano autentici e assaltano il naso e gli occhi, imprimono una sensazione che va al di la' dello sguardo, percepita quasi dall'olfatto, ma, sopratutto,opprimono lo spirito....

La bellezza "di genere" non condivide canoni estetici assoluti ( a patto che essi esistano....),e non si assoggetta ad altro che alla propria forma artificiosa e duratura....e' solo per questo che i Blood Thirsty Demons scelgono di cantare con tale voce sgraziata,maligna ,che non nasconde un'insano sarcasmo, e che ha poco anche dell'intonazione austera e "mistica" di certo Doom metal ( solo "parente prossimo" dell' Horror metal.....), e non si curano affatto dell'effetto involontariamente comico che certi temi trattati possono provocare...conoscono bene il rischio di non saper distinguere il film dai tratti deliziosamente "pacchiani" dal "brutto" cartone animato.............intuendo il pericolo,ne misurano i confini,ne lambiscono gli argini, scelgono il loro loculo e vi si siedono ,con l'espressione immota e i denti sporchi di sangue.
Spostarli da li sara' un'impresa .

(STEFANO CODERONI)



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