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ARCHIVIO RECENSIONI LP/CD



ANTONIUS REX---Switch on dark (CD/LP Black Widow Records,2007)


La musica degli Antonius Rex non ha ragione di esistere oltre la sua essenza esoterica...ma non sarei sicuro del contrario....Questo recente lavoro,"Switch on dark", spiega ben oltre l'intuizione superficiale di ognuno,che chi e' dietro queste note ,queste pause,e questi suoni, e' intimamente legato a certe tradizioni culturali che non sempre il Rock ha saputo "leggere" ed interpretare in modo autentico,e corretto.
L'"ensemble"(cosi preferisco chiamalrlo) guidato dalla coppia Bartoccetti/Norton fin dalle sua "primitiva" incarnazione a nome Jacula, ha rappresentato(e a quanto pare, rappresenta...) fin dal suo apparire l'unica entita' del Rock italiano piu' intimamente rivolta al puro aspetto magico/iniziatico privo delle sovrastrutture tipiche del Rocke e degli atteggiamenti kitch e fondamentalmente falsi di tanti altri gruppi contemporanei ,piu' Rock nella loro struttura musicale ma sopratutto piu' inclini a pagare dazio alle esigenze spettacolari tipiche della musica d'intrattenimento. Per non parlare di coloro che,seppur eccellenti sul piano strettamente tecnico/musicale,si professano dark solo per onorare lauti contratti per grosse produzioni cinematografiche. Un po' alteri e "spocchiosi" nel proprio ritiro invalicabile,e ben lontani dal protagonismo "gruppettaro" della generazione che l'ha partoriti, gli Jacula/Antonius Rex possono a ragione rivendicare un'assoluta originalita' sul piano stilistico/musicale e sopratutto sul versante del "dimpegno" sociale, incarnando solo in parte ideali all'ingrosso,banali, troppo facilmente condivisi ma mai applicati.....A loro,e solo a loro,spetta una visione radicalmente "eversiva" dell"impegno" ideologico in senso stretto,immune dalla massificazione, dagli slogans e dai muri imbrattati.

Il loro limite,semmai, e' di natura diversa.......musicalmente e concettualmente,non sono facili,ne immediati,da comprendere,nemmeno dai fans piu' attenti alle evoluzioni del Progressive piu' asimmetrico nelle strutture e nei contenuti...il rischio di essere considerati solo un gruppo "famoso" per merito (o a causa...) della difficilissima reperibilita' dei loro primi dischi "storici" e' forte,e puo' resistere al tempo e anche a questa prova di "forza" rappresentata da questo recentissimi "Switch on dark"......ma mi piace pensare,e convincermi,,se ho capito solo qualcosa, che il "rischio" e' assolutamente consapevole,voluto,e forse anche "meditato".



La seguenza delle note,e sopratutto le pause fra esse, che danno vita alle traccie di "Switch on dark" inducono a pensare,al di la' di ogni ragionevole dubbio,come certi menti costruiscano la loro espressione sulla base di conoscenze,non solo "esoteriche"ma anche psicologiche,del tutto aliene a tanti sterili imitatori. L'induzione a stati "crepuscolari " della coscienza,il senso d'attesa opprimente mai pienamente risolto,non sono solo sporadici "trucchi" da giocolieri del pentagramma,e quelle pause magistrali che "suonano" piu' di qualsiasi nota seguente o successiva,non sono,ne' possono essere frutti del caso...anche di quello piu' " maligno"...E' il metodo,e non la concatenazione effettistica del caso,a giocare le carte magiche di certi travagli creativi.,e a stabilire la distanza fra chi sa e chi imita.......Tuttavia non manca anche in casi esemplari come questo, il solito corredo di voci corali,pseudo salmi e sospiri assortiti, a suggello di una manciata di brani che faremmo meglio a definire autentiche "infestazioni" sonore......Fra queste,citerei in ugual misura la title track,interminabile,la cui seconda parte ci restituisce le malie piu' impressionanti della Gibson di Bartoccetti,sovente relegata ad un ruolo di secondo piano o addirittura assente,volutamente "assoggettata" ad una visione musicale d'insieme che privilegia la struttura e la Forma al di la' delle parti,e degli strumenti, che la compongono, l'incredibile "Fairy vision",brano di maligna eleganza che solo gli eletti possono scrivere.....da notare,quando il "riff" ultraelettrico raggiunge il proscenio, che a differenza di qualsiasi altro gruppo che avrebbe introdotto a quel punto un sontuoso assolo di tastiere e fatto la felicita' di molti ascoltatori ingenui,,gli Antonius Rex risolvono" la faccenda con un "incipit" strumentale assolutamente spiazzante,cambiando ritmo ed inserendo un fraseggio Jazz- blues impensabile e,solo un'attimo prima, " fuori contesto".....Menzione a parte merita il pezzo "Darkotic",il cui solo titolo e' ben superiore all'ironia immediata che puo' sucitare...per non dire sulla musica,probabilmente uno dei pezzi piu' "heavy" dell'intero repertorio di questi musicisti cosi' ostici alla definizione di comodo.


Un plauso particolare va anche a coloro che si sono seduti dietro la consolle e hanno prodotto questo disco.....hanno saputo dare una Forma anche agli aspetti piu' moderni della tecnologia in maniera affascinante, facendo convivere alla perfezione i concetti legati al suono sia nella sua forma di pura percezione fonica/acustica sia in quella della percezione "subliminale" di essa..........chi ha prodotto questo album ha inserito un quid di difficile definizione,direttamente nel tessuto connettivo degli stessi brani,per cui pensarli in un'altra veste,dopo averli sentiti una sola volta,risulta alquanto difficile.....anche questa,e forse piu' di altre,e' pura creativita'.... ....con buona pace degli improbabili "testimoni del male",sedicenti ricercatori di messaggi maligni nascosti nella musica Rock, autori di libri ameni e maggiomente interessati ai proventi economici derivanti dalla carta straccia con cui ingolfano un mercato,quello editoriale,gia' intasato di liquami vari.....



Ai tanti musicisti associati al piu' recente movimento del renumerativo"goth rock" ,ammaliati dal sound sinuoso,dalle voci soprano e dal tormento di facciata, non consiglierei affatto questo "Switch on dark"......correrebbero il rischio di imitarlo,senza averne capito nulla.....e magari otterebbero anche successo.......
Che qualcuno,in cielo o in terra o chissa' dove,non voglia.....


(STEFANO CODERONI)




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