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ARCHIVIO INTERVISTE



Intervista a PIERFRANCESCO DRAGO (Maggio 2008)


Pierfrancesco Drago e' forse il cantante di Rock Progressive attualmente piu' noto nell'ambiente romano. Deve la sua "fama" principalmente alle sue collaborazioni con alcune fra le piu' quotate cover-bands in circolazione,e la sua capacita' "mimetica" e' unanimemente riconosciuta.
E' uno dei pochi credibili impersonificatori dei vari Peter Gabriel etc, e uno dei rari,autentici "intrattenitori" del Rock che conserva l'originale gusto per lo spettacolo dei maestri del genere.
Purtroppo, Pierfrancesco paga dazio al suo esibizionismo scenico (nel senso buono) ed interpretando gesta e repertori altrui stenta ad essere riconosciuto come "entita'" originale e artista ricco di qualita' proprie .
Le sue molteplici collaborazioni con gruppi e solisti di materiale originale ha risolto molti problemi per chi si e' avvalso della sua disponibilita',ma non ha ancora risolto il dilemma della sua reale caratura artistica.
E',per certi versi, il contrario dell'esempio da "manuale" del cantante attuale di rock progressive, talvolta apprezzabile vocalmente ma spesso timido ed impacciato,senza presenza "fisica" e privo di personalita'.....Pierfrancesco invece,forte di uno "stage.acting" come se ne vedono pochi,garantisce lo spettacolo........ma lontano dal palco e dall'emozione fugage rubata allo sguardo,rimangono i dubbi circa il rapporto non risolto fra l'intrattenitore,l'attore,e l'artista "tout-court", e i piu' curiosi si chiedono se il talento di Drago si definisca e si limiti soltanto all'ambito della semplice imitazione.

In un mondo di guitti-professionisti (e non sto parlando dell'ambiente musicale...perlomeno,non sto parlando SOLO dell'ambiente musicale...),dove ogni fesso pensa di essere qualcosa di meglio di un fesso solo perche' qualche idiota lo paga, mi conforta il fatto che ci siano ancora guitti-dilettanti (o quasi...) che lo fanno per passione, con ingenuita' e MAI per cinismo......penso che questo sia l'unico modo per mantenere separate le due personalita',quella vera,della persona senziente, e quella "artificiosa",della funzione artistica e rivelatrice.......i guitti professionisti spesso si dimenticano delle due meta',e diventano quello che sono....il nulla indivisibile.

Sono convinto che Pierfrancesco Drago abbia potenzialita' artistiche ancora largamente inespresse,e mi piacerebbe ascoltarlo in un contesto musicale che lo coinvolgesse personalmente sul piano compositivo e su quello emotivo, e il suo recente "approdo" in casa-Leviathan (gruppo storico del rinascimento -progressive italiano degli anni 80...) potrebbe offrirgli gli stimoli giusti. ,anche in termini di liberta' espressiva.

Staremo a vedere...anzi,staremo ad ascoltare.



1)Pierfrancesco, per quanto tu sia uno dei piu' richiesti cantanti progressive, il tuo nome non e' immediatamente associabile ad un gruppo particolare, e cio' puo' generare confusione.....Vuoi raccontare una volta per tutte,nel dettaglio, tutte le tue collaborazioni? E, a vantaggio di tutti coloro che comprano dischi e cds, dimmi a che incisioni hai collaborato...insomma ,in quali lavori possiamo ascoltarti?

Ho iniziato a suonare in diversi gruppi cover della capitale sin dal liceo, ritrovandomi a cantare un po' di tutto dai Marillion ai Jethro Tull ma anche Bennato e Venditti! Inizialmente suonavo la batteria e solo per un caso fortuito un giorno mi sono ritrovato a cantare e non ho più smesso. Negli ultimi anni sono stato il cantante dei Secret world (cover P.Gabriel), cantante flautista dei Revelation (cover Genesis) e degli Arcadelt (musica originale). Ho collaborato con i Doracor (musica originale) come flautista ed ora con i Leviathan. La breve discografia comprende il CD "Migrazione" e la partecipazione al "Kalevala" e "Colossus of Rhodes" editi da Musea con i Revelation, il Cd "Enjoy" con gli Arcadelt edito da Progland, Il CD "Transizione" con Doracor edito dalla Mellow, e la compilation Giallo! di prossima uscita con i Leviathan.

2) Il ruolo del cantante progressive e' fortemente condizionato dai suoi migliori rappresentanti "storici", dalla personalita' talmente definita da poter essere solo "replicata" ma mai rielaborata in senso originale;inoltre l'aspetto poetico/visionario dei piu' celebri cantanti progressive andava di pari passo con l'uso "strumentale" della voce , che definiva e caratterizzava la personalita' del gruppo stesso. Nel corso degli anni,nello"sviluppo" del genere, l'attitudine e il coraggio a "sperimentare" dei cantanti progressive si sono decisamente ridotti,e da troppi anni il modello di riferimento si identifica in una sorta di "bel canto" un po' manieristico,fortemente conservatore nello stile e praticamente nullo nell'approccio scenico....praticamente ,gran parte dei cantanti progressive piu' recenti non si possono "guardare" dal vivo, e certe maschere e trucchi vari servono solo a nascondere una scarsa presenza scenica.......Il tuo caso e' completamente diverso,e le "cronache" raccontano di un tuo "stage -act" veramente notevole,ancora prima delle tue qualita' vocali.........Tecnica,spettacolo/intrattenimento, e filosofia "arty": in cosa ti riconosci ,e perche'......

Personalmente mi ispiro alla tradizione italiana dei comici dell'arte. Quando mi sono cimentato come attore nei più famosi personaggi della commedia dell'arte ho amato molto l'improvvisazione, l'uso del corpo e delle mani e soprattutto la potenza scenica della maschera. Ho usato spesso dei richiami in tal senso con gli Arcadelt dal vivo ma anche dove "non sarebbe permesso", come nelle cover dei Genesis, inventandomi uno zanni (il servo sciocco) per il finale di Entangled. Alcune volte mi obiettano di porre maggiore attenzione alla parte scenica a scapito della precisione nel cantato, ma quando sono sul palco non faccio alcun calcolo di questo tipo.

3) L'apetto strumentistico dei cantanti progressive (anche delle "icone" storiche...) e' spesso sottovalutato,se non addirittura ignorato.Probabilmente,con l'unica eccezione di Ian Anderson e il suo flauto(dimenticando pero' tutti gli altri strumenti da lui usati nel cosrso della carriera...), i cantanti progressive sono valutati solo per la voce, e mai per il loro contributo strumentale. Tu sei anche un fiatista, e so da fonti autorevoli che hai raggiunto un livello notevole....pensi che un cantante progressive possa ottenere riconoscimenti (per quel che contano...) anche come strumentista, o pensi che l'importanza del canto, nell'economia del loro ruolo,tenda a smorzare qualsiasi altra velleita' da musicista tout-court?

Un gruppo di qualsiasi livello quando suona davanti ad un pubblico punta di solito o sulla forza della musica, o sullo spettacolo, o un mix dei due. Lo spettacolo si può ottenere con aiuti scenografici (vd. gli ultimi Pink Floyd) o con alcune coreografie (dove intendo anche il modo di essere sul palco) a cui partecipano gli altri musicisti (vd.gli Who) o con l'interpretazione del cantante (il cosiddetto front man). In quest'ultimo caso è praticamente impossibile dedicarsi ad una parte strumentale se non in maniera sporadica. Anche se molti front man hanno dimostrato di essere ottimi musicisti nei lavori solisti, ritengo che per un cantante l'uso della voce dia sempre un'emozione unica, superiore a qualunque assolo.




4) Ti sei fin'ora distinto come credibile "impersonificazione" di gente come Peter Gabriel o Ian Anderson, nelle tue molteplici esperienze in cover-bands. Il rischio di essere considerato principalmente un "clone" e' piuttosto forte.......in cosa consiste la differenza fra Piefrancesco Drago,come cantante e musicista, e le sue "interpretazioni".....


C'è sempre qualcosa di personale anche nella cover, credo questo valga anche per i musicisti. Se cantassi una cover dei Genesis con un gruppo diverso dai Revelation avrei serie difficoltà a seguirli proprio perchè ciascun gruppo, magari inconsapevolmente, mette qualcosa di proprio nell'esecuzione. Un concerto funziona se riesci ad interessare ed emozionare chi ti ascolta; quando accade e nello stesso tempo qualcuno ti obietta che il tuo clone non faceva quel gesto che invece tu ti sei permesso di fare, allora è il massimo!

5) Molto raramente mi e' capitato di ascoltare cover-bands (per quanto bravissime...) capaci anche di scrivere musica originale di alto livello........Sappiamo tutti che per suonare nei locali bisogna richiamare gente, e la gente si muove solo quando puo' riascoltare per la milionesima volta gli stessi pezzi dei Genesis,Pink Floyd etc....ma al di la' di tale tristezza, a che sviluppo artistico e personale porta l'assoggettarsi continuo a vivere la vita degli altri, o meglio ad indossare l'ombra dei ricchi?....Lo spirito originale del progressive vive(o viveva...) di creativita' e rischio vissuti in proprio..... Scusa la domanda provocatoria,ma cosa hanno a che spartire,dal punto di vista artistico e "progressive" le varie cover -bands?

Le cover bands progressive per me rappresentano una memoria storica da una parte ed un sano divertimento dall'altra. L'importante è evitare alcuni rischi come crederci troppo e pensare che quella musica l'hai scritta tu, fare un gruppo cover perchè così il pubblico ti applaude comunque, intraprendere una guerra "tra poveri"ovvero fra gruppi che hanno scelto lo stesso clone. Alcune volte mi è capitato di confrontarmi con altri cantanti cover genesis ed è stata una cosa veramente simpatica con scambio di consigli ed anche aiuti reciproci. Poi purtroppo gli spazi per esibirsi con composizioni originali sono molto limitate perchè i locali hanno paura di rimetterci dei soldi con la scarsa affluenza di pubblico. Dovremmo prima di tutto facilitare l'ascolto dei brani originali di un gruppo prima di scegliere se andare a vederlo live. Ormai tutti i locali hanno un sito internet, perchè non ospitare all'interno brani musicali o anche video di gruppi che potrebbero suonare di li a breve? Perchè non ospitare nei siti dei vari radio DJ romani e nazionali brani originali che magari non puoi passare alla radio? My space è un grosso passo in avanti in questo senso ma se amiamo la musica tutti dobbiamo aiutare la musica o non verremo fuori da una situazione in cui ormai contano solo i gadgets e le suonerie dei cellulari.

6) Sei un musicista "errante", e la tua presenza imprime un marchio riconoscibile ai gruppi in cui hai militato.....Quali sono i motivi per cui non hai mai assemblato un tuo gruppo personale,disgiunto dalle ambizioni personali di altri "leaders" ,e pubblicato materiale originale che svelasse la tua cretivita' piu' intima?

Ci sono due aspetti credo, il primo è la poca sicurezza in me stesso, il secondo riguarda l'arricchimento continuo dal punto di vista umano e musicale che ti deriva dal continuo confronto. E' un aspetto che mi affascina e a cui rinuncio difficilmente.

7) Recentemente ti sei unito ai Leviathan, autentici "prime -movers" della scena neo-progressive italiana degli anni 80.....Cosa ti ha spinto ad unirti a loro,e consideri tutto cio' un'altra esperienza estemporanea, o hai intenzione di mettere radici,questa volta?

Dopo avermi chiesto di partecipare al loro ultimo brano chiamato "Vecchi giochi" per la compilation "Giallo!" ci siamo ritrovati a registrare senza avere una linea melodica definita per alcune parti. Io avevo portato alcune idee e con Andrea Amici e Andrea Moneta ci abbiamo lavorato sopra come se ci conoscessimo da sempre; in poco tempo e con un intesa perfetta avevamo creato proprio quello che ci serviva e questo mi ha impressionato non poco. Quando mi chiesero se volevo partecipare in modo stabile al progetto insieme a Simone Montrucchio al basso non potevo certo rifutare. Se lavori con musicisti di questa bravura puoi solo che imparare e divertirti. L'auspicio è quello di riportare tutti insieme i Leviathan ad un'attività live e comporre dei brani per un nuovo CD. Non so se questo vuol dire "mettere le radici".....

8)Ho sempre pensato che la presunzione "elitaria" di alcuni esponenti del movimento progressive (musicisti,pubblico,discografici o presunti tali) abbia notevolmente frenato l'ascesa del genere stesso, incapace di dialogare alla pari con altri fruitori di musica rock di altra estrazione.....Un'afflizione tipica degli ambienti piu ' snob e radical-chic di certo Jazz con la puzza sotto il naso........Pensi davvero che l'appassionato-medio di Rock Progressivo "ci capisca" piu' di altri?

No, il vero problema secondo me è educare alla musica. La musica è un linguaggio a cui sin da piccoli bisogna avvicinarsi per poi goderne appieno da grandi ed in questo senso la scuola dovrebbe avere un peso educativo molto maggiore. Chi ascolta il prog spesso conosce molto bene quel tipo di linguaggio ignorando però stili molto diversi. Questo spinge molti a considerare il resto del panorama musicale poco attraente causando un autoisolamento che nel tempo ha generato un vero e proprio corto circuito. Gli stessi critici contribuiscono al corto circuito quando nel recensire un disco prog non possono fare a meno di dichiarare sembrano i Van Der Graf, sembrano gli Yes etc etc in pratica abbiamo bloccato lo scorrere del tempo a circa trent'anni fa. Il prog moderno secondo me dovrebbe reinventarsi sperimentando suoni e scale anche lontane dalla cultura anglosassone e non c'è bisogno di pescare dalla world music. Raramente ho ascoltato gruppi prog italiani indagare la musica tradizionale italiana che è ricchissima di spunti. Non è impresa facile ma forse sarebbe il caso di provare.

9) Ho scoperto recentemente,con un certo rammarico, che il musicista-tipo di Rock progressivo ha almeno una dozzina di cosidetti "sogni nel cassetto" irrealizzati, nonostante suoni ed incida dischi da anni(o decenni....)....insomma,pare che una certa insoddisfazione e un senso di scarso appagamento regnino sovrani nei pensieri di questi progsters.......Al di la' delle considerazioni circa la capienza sospetta dei cassetti di questi signori, ti senti un "sognatore" anche tu, e che "scarto" avverti fra cio' che hai realizzato fin'ora e cio' che hai solo accarezzato con le antenne della fantasia?

Beh.. per quelli della mia generazione (nati fine 60 inizio 70) c'è più che altro il rammarico di non aver avuto 20 anni negli anni 70! 15 anni fa desideravo ardentemente ripercorrere quei fasti, oggi, anche se so di non aver sfondato, ho una passione che spero mi accompagni per tutta la vita, fonte di soddisfazione e di conforto nei momenti difficili. Certo, quello che invidio ai "nonni" del prog è la possibilità di continuare a sperimentare e pubblicare CD indipendentemente dal mercato.

10) C'e' chi sostiene che una certa instabilita' pratica ed emotiva sostenga il carattere ed alimenti la creativita'........Per un musicista rock progressivo di questo millennio,e' proprio una sciagura ottenere un minimo di successo reale?

L'idea per un testo o uno spunto melodico nasce in un secondo. Svilupparlo ed arrangiarlo è un processo molto più "razionale" che porta via moltissimo tempo e serve un equilibrio non indifferente specialmente se portato avanti in gruppo. Poi se un gruppo progressive ottenesse un minimo di successo negli anni 2000 sarebbe un fatto talmente epocale che potrebbe veramente scuoterci da questo torpore. Altro che sciagura, gli diamo il Nobel!


(Intervista di Stefano Coderoni)






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