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Intervista a MARIO COTTARELLI, polistrumentista Rock Progressive (Luglio 2008) )

MARIO COTTARELLI E' UN PROFESSIONISTA DELLA MUSICA,UNO CHE NON SI VERGOGNA A RICONOSCERE DI AVER "USATO" LA SUA PREPARAZIONE PER MOTIVI, COME DIRE, "ALIMENTARI"....E' RELATIVAMENTE POCO CONOSCIUTO NELL'AMBIENTE DEI "CONSUMATORI" DI ROCK PROGRESSIVO,NONOSTANTE ABBIA INIZIATO A SUONARE E COMPORRE PROGRESSIVE FIN DAGLI ANNI 70....DOPO TANTI ANNI DI "LAVORO" NEL CAMPO MUSICALE,E' TORNATO AL SUO PRIMO AMORE,AL ROCK PROGRESSIVO,INCIDENDO UN CD ("PRODIGIOSA MACCHINA") PIENO DI IDEE INTERESSANTI .

ASCOLTANDO IL SUO CD,HO LA SENSAZIONE CHE CI SIAMO PERSI QUALCOSA,IN QUESTI ANNI.



1) IL TUO RECENTE CD "PRODIGIOSA MACCHINA" , DA QUANTO HO CAPITO, E' PER TE UNA SPECIE DI VIAGGIO NEL TEMPO,MUSICALMENTE PARLANDO...UN RITORNO ALLE TUE ORIGINI,AI TUOI GUSTI GIOVANILI,RILETTI ALLA LUCE DELL'ESPERIENZA DI UN UOMO E DI UN MUSICISTA "ADULTO"....DOPO TANTO ERRARE NELL'AMBIENTE MUSICALE/DISCOGRAFICO,COSA TI HA SPINTO A QUESTA SCELTA,E SOPRATUTTO,PERCHE' ADESSO...

Se avessi potuto, ovviamente, avrei realizzato questi brani nel '75: in realtà allora, le mie qualità di puro compositore andavano ben olltre le mie capacità strumentali-esecutive. Mi ero comprato (già nel '74) un registratore a bobine Grundig, che mi permetteva di sovraincidere pur avendo solo due piste; la tecnica di incisione era quella detta "a ping pong": si registrava il primo strumento su una pista, poi lo si trasferiva sulla seconda aggiungendo un altro strumento, si passava il tutto ancora sulla prima pista aggiungendo un terzo strumento... e così via, fino al completamento di tutte le parti, comprese le voci; in questo modo arrivavo a sovrapporre 8 parti, ma il risultato era assai modesto, perché ad ogni sovrincisione la qualità della registrazione peggiorava. Inoltre all'epoca (non avevo ancora 19 anni) non ero molto preciso nel suonare, quindi il prodotto finale non era a un livello tale da poter essere proposto alle case discografiche. Successivamente migliorai strumentalmente e nel 1977 acquistai un Revox, sempre a due piste: la tecnica di incisione era sempre la stessa, ma il risultato finale era nettamente migliore, quindi mi decisi a presentare i miei provini alle case discografiche.

All'inizio del '79 finalmente squillò il telefono. Era Mario De Luigi della Divergo che voleva incontrarmi, essendo rimasto sorpreso da quello che ero riuscito a fare con mezzi artigianali. Andai alla sede dell'etichetta, a Milano e, alla presenza anche del chitarrista Riccardo Zappa, mi fu proposto di scegliere se pubblicare il mio materiale così come l'avevo realizzato o se aspettare qualche mese per poi realizzare il tutto in una vera sala d'incisione. Se avessi scelto la prima opzione avrei avuto il piacere di vedere realizzato il mio primo Lp già allora, anche se in una collana speciale riservata a dischi-documento (come dire: sentite questo qua cosa è riuscito a fare con un registratore a due piste!). Preferii invece la seconda opzione, ma, dopo vari rinvii... non se ne fece niente, causa la chiusura della Divergo. Tengo a precisare che i brani che dovevo realizzare con questa etichetta non sono quelli di "Prodigiosa macchina" come è stato scritto erroneamente da qualche parte: erano altri brani, tutti strumentali. Comunque, a quel punto - eravamo già nel 1980 - il progressive era del tutto tramontato, perciò gettai la spugna (temporaneamente) per quanto riguarda questo genere. D'altra parte, se da un lato desideravo esprimere le mie qualità artistiche liberamente, da un altro lato volevo comunque guadagnare con la musica, anche a costo di commercializzarmi, e ritengo che non ci sia nulla di male in questo, perché sarà sempre più divertente comporre canzonette piuttosto che lavorare, ad esempio, come impiegato.

Nel 1984, grazie alla nascita di una sala d'incisione a Cremona, mi introdussi nel giro della musica dance e riuscii a pubblicare diverse canzoni come compositore-arrangiatore (e scrivevo pure i testi). In quel periodo i miei stimoli erano ben diversi da quelli iniziali: il comporre era finalizzato alla possibilità di guadagnare; così pure quando a partire dal '93 mi sono dedicato alle orchestre di liscio, che poi non è più solo liscio, ma qualsiasi tipo di canzone che sia ballabile: per esempio quando si fanno i fox-trot non si fa altro che dello swing orecchiabile. Col passare degli anni tuttavia mi rendevo conto di non sentirmi appagato e - riascoltando ogni tanto le mie vecchie composizioni Prog - capivo che prima o poi sarebbe valsa la pena di riesumarle. D'altra parte non avevo tempo per dedicarmi contemporaneamente alla musica facile e a quella più impegnata: promisi a me stesso che attorno ai cinquant'anni avrei rispolverato il mio progressive.

Alla fine del 2005, quando ne avevo 49, neanche a farlo apposta, a Cremona si tenne un convegno sul Progressive-rock all'interno della facoltà di Musicologia dell'università di Pavia, che ha appunto sede a Cremona, mia città natale. Nonostante potei assistere solo ad uno di questi incontri, la cosa mi entusiasmò: finalmente a livello accademico si iniziava a considerare il Prog come un fenomeno culturalmente importante. Fu questa la scintilla che aspettavo per riprendere a dedicarmi al genere che mi è più congeniale. Inoltre, navigando su Internet, mi resi conto che c'era un sottobosco non indifferente riguardo al Progressive. Anche le nuove tecnologie (il computer usato come registrazione multitraccia) hanno facilitato la realizzazione del Cd.


2) SEI UN BIOLOGO,OLTRE CHE UN MUSICISTA ...C''E' CHI SOSTIENE CHE LA MUSICA SIA LA PIU' "SCIENTIFICA" FRA LE ARTI....AFFRONTA QUESTO TEMA,E SPIEGAMI IL TUO PUNTO DI VISTA.

C'è chi dice addirittura che la musica sia proprio una scienza: a me sembra una posizione un po' esagerata. Infatti, per quanto la si analizzi e la si studi, così come avviene nei conservatori, alla fine per fare un capolavoro non ci sono formule. Anzi, nella mia esperienza personale posso dire che le migliori idee musicali le ho avute quando ero piuttosto impreparato: il conoscere tutto può toglierti quell'ingenuo entusiasmo che è la vera molla ispirativa. Se la musica fosse una scienza potremmo studiare nei dettagli "Fiori rosa fiori di pesco" di Battisti o "Musical box" dei Genesis e poi creare ex novo due analoghi capolavori: ma si sa che i capolavori sono inimitabili, così come in tutte le arti. Penso che la musica sia, più che una scienza, un gioco matematico che la natura ha stranamente inserito nel nostro cervello facendoci un bellissimo regalo.

3) IN "PRODIGIOSA MACCHINA" SUONI TUTTI GLI STRUMENTI E CANTI.....IN AMBITO ROCK PROGRESSIVE I LAVORI SOLISTICI DI SOLITO VENGONO ACCOLTI CON DIFFIDENZA E SCETTICISMO, E NON TUTTI SONO DISPOSTI A CREDERE ALLA POSSIBILITA' DI RIPETERE OPERE COME "TUBULAR BELLS" DI MIKE OLDFIELD..... GLI UNICI DISCHI DI SOLISTI CHE HANNO INCONTRATO IL FAVORE DEL PUBBLICO SONO QUASI TUTTI REALIZZATI DA VECCHIE GLORIE,OVVERO MUSICISTI CHE IN PASSATO HANNO MILITATO IN FORMAZIONI STORICHE,DI GRANDE SUCCESSO,E CHE VIVONO PIU' SUL CREDITO DELLA LORO "STORIA" CHE SULLA LORO REALE ISPIRAZIONE ATTUALE.... SECONDO TE, PERCHE' MOLTI SONO DISPOSTI A "PERDONARE" I CLAMOROSI " FLOPS" DI TANTI GRUPPI E QUASI MAI APPREZZARE GLI SFORZI DEI SOLISTI?.....UN DISCO BRUTTO,SE LO SUONANO IN TANTI,HA UNA RAGIONE D'ESSERE IN PIU', O... COSA?

Effettivamente i solisti che hanno fatto qualcosa di importante nel Prog sono pochi: l'unico che ritengo valido in questo senso è proprio Mike Oldfield, non tanto per Tubular Bells, ma piuttosto per i successivi dischi, prima della "virata commerciale". Il fatto che non si ricordino altri solisti (in senso compositivo) così importanti credo che dipenda semplicemente dalla quasi totale assenza di dischi solistici veramente riusciti. Hai ragione quando dici che musicisti che si erano affermati all'interno di gruppi storici, hanno deluso nel momento in cui hanno inciso album solisti: è il caso di Tony Banks. Viene da pensare che i Genesis siano riusciti a creare musica di così grande livello proprio perché nata in gruppo. Ma potrebbe anche darsi che Banks nel momento in cui ha iniziato la sua produzione solista avesse un po' esaurito le pile della sua creatività e che avrebbe potuto fare ottime composizioni da solo se non fosse che anche lui è cresciuto in un ambiente in cui esiste il cliché del fare musica insieme. Devo dire che personalmente io sono più legato a una disposizione di ruoli più classica: perché comporre insieme ad altri se si può farlo da solo?

4) "PRODIGIOSA MACCHINA" E' CANTATO IN ITALIANO,E I TESTI AFFRONTANO TEMI NON TANTO SCONTATI, E LO FANNO CON UNA PROSPETTIVA ORIGINALE...TU PERO' NON MI SEMBRI UN GRANDE CANTANTE,E CERTE CARATTERISTICHE DELLA TUA VOCE POSSONO DISTRARRE L'ASCOLTATORE DAL CONTENUTO DELLE LIRICHE...HAI VALUTATO QUESTO RISCHIO?

Ti dirò che in casa ho un giudice severo riguardo alla voce: mia moglie è soprano e insegnante di canto e sa esattamente quali sono le mie pecche vocali. Ritengo tuttavia che la mia voce possa lasciare qualche perplessità all'ascoltatore non tanto per motivi tecnici, ma piuttosto perché è un tipo di voce che non si è abituati a sentire nel Prog, una voce un po' da cantautore e certamente non rockettara. Quando ho cominciato a lavorare a questo disco mi sono posto il problema se dovessi cantare io o affidare il compito a un'altra persona; ho preferito mettermi in gioco io stesso per vari motivi: quando Mike Oldfield ha inciso "Moonlight shadows" c'era gente che credeva che Mike fosse una donna; Alan Parson invece, essendo ricorso all'ausilio di varie voci soliste ha dovuto ricorrere all'artificio dell'espressione "Alan Parson Project" e allora c'era chi credeva che quello fosse il nome di un gruppo, anziché la il nome dato a un progetto solistico di Parson che si era avvalso della collaborazione occasionale di altre persone. Quindi ho voluto che tutto fosse chiaro. Inoltre ricorrere ad un altro cantante avrebbe potuto comportare il cambiamento della tonalità e, se vogliamo dirla tutta, sarebbe stata una spesa in più. Comunque non mi sembra che la mia voce sia in contrasto con le mie liriche, visto che queste rispecchiano pienamente la mia personalità e anche la mia voce è in sintonia con essa, come è ovvio.



5) IL TUO CD SI INSERISCE SENZA PROBLEMI NELLA SCIA DEL PROGRESSIVE "PURO" (ANCHE SE SEMBRA UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI...) DI MATRICE ANNI 70,OVVERO NEL PERIODO IN CUI LA MUSICA CONTENUTA IN "PRODIGIOSA MACCHINA" FU INIZIALMENTE IDEATA....EPPURE C'E' PIU' DI UNO SPUNTO STILISTICO DI DIFFICILE LETTURA,PIUTTOSTO ORIGINALE....PARLAMI DI COME HAI RIARRANGIATO LE TUE IDEE INIZIALI E DI COSA HAI AGGIUNTO ,SULLA SCORTA DELLE ESPERIENZE MUSICALI "ALTERNATIVE" AL PROGRESSIVE ROCK CHE HAI MATURATO DURANTE LA TUA CARRIERA E I TUOI STUDI.


Questa è una bella domanda e ti faccio i miei complimenti perché anche tu sei originale, come intervistatore. Devo dire però che i momenti dei miei brani che ritengo più originali erano già presenti nelle versioni iniziali: gli arrangiamenti che ho fatto successivamente sono piuttosto normali e non ho voluto infierire nella struttura verticale con inutili barocchismi visto che già la struttura orizzontale era alquanto complicata. Se per spunto stilistico di difficile lettura, per esempio, ti riferisci all'introduzione de "Il pensiero dominante", posso dire che l'idea di costruire accordi maggiori che avessero come nota fondamentale le singole note di una melodia atonale, è stata un'idea di allora: certamente qualcosa del genere esiste già nella musica classica contemporanea, ma nessuno mi ha insegnato questa tecnica. Allo stesso modo la successione di accordi insolita che puoi sentire sotto la frase "Bei silenzi però si potrebbero ascoltare se ciascuno parlasse di ciò che conosce" in "Prodigiosa macchina" sono una mia ricerca personale di quel periodo.

Le registrazioni fatte all'epoca del resto erano dei prov
inacci: per esempio mancava del tutto il basso, a tratti sostituito dai bassi dell'organo; non c'era il piano elettrico e ovviamente i vari suoni campionati che nel Cd ho suonato con la tastiera (arpa, vibrafono, violoncelli, voci corali, ecc.). "Prodigiosa macchina" (che allora aveva un altro titolo) era stata costruita su una prima traccia di chitarra acustica presente dall'inizio fin quasi alla fine e se consideriamo che il pezzo in origine durava 25 minuti posso dire che ero stato bravino nell'eseguire questa parte tutta d'un fiato praticamente senza errori. La stessa cosa avevo fatto ne "Il pensiero dominante" utilizzando però una chitarra elettrica. Nell'arrangiamento definitivo del primo brano ho creato incastri di organo e piano elettrico e in questo probabilmente l'esperienza "dance" mi ha influenzato.

Ne "Il pensiero dominante" la parte di solo pianoforte che inizia a 1'37'' era in origine suonata con la chitarra elettrica e nella nuova versione ogni volta che viene ripetuta si aggiungono degli arrangiamenti: questi creano atmosfere (prima alla Genesis, poi forse e involontariamente alla Pink Floyd) che nella prima versione mancavano totalmente. In "Prodigiosa macchina" nella parte in 5/8 che inizia a 13'46'' ho aggiunto a partire da 14'33'' una melodia ripetitiva fatta con un suono tipo synt e che viene poi sottolineata dalla batteria in una sorta di bolero in 5/8. Gli assoli sono tutti completamente nuovi, ad eccezione di quello de "I cori della Via Lattea" che in parte ricalca l'assolo originario. Da sottolineare che il botta e risposta tra piano elettrico e violoncello che inizia a 15' 27'' nella title-track è scritto ex novo con la tecnica del canone inverso, tecnica che mi è stata semplicemente spiegata da mia moglie, grazie alla sua preparazione accademica.

Nel motivo principale di "Prodigiosa macchina", quello che si sente già nelle prime parole, il nuovo arrangiamento ha un carattere un po' jazzistico dato soprattutto dal movimento del basso. Anche il suono del sax qua e là infonde sapori vagamente jazz. Ciò tuttavia non ha niente a che vedere con il breve corso di armonia e arrangiamento jazz che frequentai attorno ai vent'anni; quest'ultimo mi è venuto utile invece nella correzione di un paio di melodie che nella prima stesura presentavano delle dissonanze con altrettante melodie parallele (Prodigiosa macchina a partire da 6'43'' e da 18'11''). In molti casi comunque
i nuovi arrangiamenti hanno sottolineato caratteristiche che erano già in embrione all'origine ma che allora non erano state sviluppate per quell'entusiasmo pressapochistico di chi mancava di esperienza ma aveva voglia di vedere realizzate in fretta le proprie idee.

6) "PRODIGIOSA MACCHINA" CONSTA DI TRE LUNGHISSIMI BRANI,DI CUI UNO STRUMENTALE. ...CHI SOSTIENE CHE IL ROCK PROGRESSIVE HA BISOGNO DI TEMPI DILATATI PER ESPRIMERSI COMPIUTAMENTE, DI SOLITO NON RICONOSCE UN FATTO EVIDENTE, OVVERO L'ESISTENZA DI MUSICISTI CHE DIMOSTRANO IL LORO TALENTO NELLA SINTESI DELLE IDEE,E NON NELL' "'ESPANSIONE" ALGEBRICA DELLE STESSE.... QUAL'E' IL TUO PUNTO DI VISTA?

La cosa più importante nel Prog è uscire dallo schema della canzone, a prescindere dalla durata del brano: i Gentle Giant per esempio riescono a mantenersi spesso in un minutaggio normale o quasi anche perché lavorano più sullo schema verticale che su quello orizzontale. Sono comunque sempre stato molto affascinato dall'idea di creare lunghi brani, perché ti sembra di fare qualcosa di simile alle sinfonie classiche. "Prodigiosa macchina", come ho già detto, inizialmente durava più di 25 minuti e la mia intenzione era di fare qualcosa tipo "Thick as a brick", ma non sono riuscito a raggiungere una durata così lunga: quando un brano raggiunge il suo equilibrio è inutile forzarlo, potrebbe essere controproducente. Ma c'è un altro aspetto fondamentale del Prog: contrariamente a ciò che avviene nella maggior parte dei generi musicali, non è la melodia a seguire il tempo prestabilito delle battute; al contrario le melodie, le varie frasi musicali fanno... il bello e il cattivo tempo, allungando o accorciando le battute - che spesso sono già di per sè irregolari in quanto dispari - a seconda del loro naturale e libero sviluppo. Questo crea quell'irregolarità e imprevedibilità che cattura l'ascoltatore più tipico del Prog.

7) HAI "FILTRATO" CON PERSONALITA',A MIO PARERE CON ISPIRAZIONE E "MESTIERE", LA LEZIONE IMPARTITA DAI NOMI TUTELARI DEL PROGRESSIVE INTERNAZIONALE ED ITALIANO DEGLI ANNI 70....NON TI SEI LIMITATOA SCIMMIOTTARE GLI "DEI" ,INSOMMA....L'ESSERE RIMASTO UMANO,E QUINDI ASSOLUTAMENTE CREATIVO, E' UNO SFORZO CHE TI E' COSTATO?

No, direi semplicemente che non ho mai studiato il Prog, ma mi sono limitato ad ascoltarlo, dopodiché, nei momenti creativi era l'inconscio che mi guidava e sicuramente nel mio inconscio erano presenti le musiche dei vari maestri del genere che così mi influenzavano senza che io li copiassi. Credo inoltre di avere colto lo spirito del progressive-rock, che potrebbe riassumersi nella frase "mettici dentro tutto quello che vuoi", in questo modo anche altri generi che ho ascoltato possono avermi dato spunti per le mie composizioni. A questo proposito voglio aprire una parentesi: ritengo che il termine Progressive-rock sia alquanto improprio, dal momento che il rock in questo genere è solo uno dei tanti ingredienti presenti e non sempre quello dominante. Mi viene in mente una canzoncina dello Zecchino d'oro il cui testo diceva: "La Peppina fa il caffè, fa il caffè con la cioccolata, ma ci mette la marmellata, mezzo chilo di cipolle, ecc...". Il progressive-rock sta al rock come il caffè della Peppina sta al caffè normale. Voglio dire che è stato dato un merito eccessivo al rock riguardo alla genesi di quello che viene ingiustamente definito Progressive-rock. Il fatto che questo genere sia un misto di un po' di tutto non ne sminuisce tuttavia - secondo me - la validità artistica: la bellezza di un brano Prog sta proprio nella capacità del compositore di collegare sezioni musicali spesso totalmente contrastanti.

8) ARGOMENTO TESTI: TROPPE VOLTE VENGONO INCENSATI DEI TESTI CHE NON SONO ALTRO CHE PATETICHE LEZIONCINE FATTE DA IGNORANTI PRESUNTUOSI.....BAMBINI USCITI DALL'ASILO DELLA VITA CON 30 ANNI CIRCA DI RITARDO. LA SMANIA DI "INSEGNARE" DI ALCUNI NASCE DALLA INCONSCIA PERCEZIONE DEI PROPRI DUBBI E COINCIDE SEMPRE CON L'ESPANSIONE DELL'IGNORANZA....UN VERO E PROPRIO CONTAGIO. TU AFFRONTI ARGOMENTI SOCIALI E "FILOSOFICI" AL TEMPO STESSO, E MI SEMBRA CHE TU SIA RIUSCITO A SMUSSARE I TRATTI "SERIOSI" CHE SIMILI ARGOMENTI GENERANO CON UNA "SANA" DOSE DI REALISMO E AUTO-IRONIA.....MI SBAGLIO?

Più che di autoironia (di cui forse non sono molto dotato) direi che si tratta di ironia: ironia nei confronti di tutti coloro (e sono tanti) che si illudono di essere intellettuali grazie a furbe manovre dell'inconscio che portano ad assorbire una serie di regole e informazioni che consentono poi di fare bella figura senza aver capito in profondità le materie della conoscenza. Esempio: se un comico viene fatto conoscere come personaggio intelligente, grazie a un sapiente battage pubblicitario, molta gente si autoconvince di apprezzarlo, non perché l'abbia capito veramente (e a volte non c'è nulla da capire) ma perché se non lo apprezzasse potrebbe rischiare di essere considerato poco intelligente dagli altri.

E' la solita storia della favola de "I vestiti nuovi dell'imperatore", ma a quanto pare dopo oltre due secoli quella favola non ha insegnato niente alla moltitudine di coloro che vogliono proporsi come intellettuali senza esserlo nemmeno lontanamente. In questo modo la gente finisce per non essere se stessa, per cucirsi addosso un personaggio che non è più in grado di levarsi, sentendo l'obbligo di essere sempre coerente ad esso.
Questa è la tematica de "Il pensiero dominante", anticipata da "Prodigiosa macchina" che parla invece dei pregiudizi in generale, che sono comunque un espediente adottato per essere più facilmente accettati dagli altri; infatti chi approfondisce gli argomenti si scontra facilmente con le verità preconcette della maggioranza della gente, e la vita sociale risulta in questo modo più difficile.

La seriosità di queste tematiche è indubbiamente smorzata anche dal fatto di doversi adattare a delle musiche che tutto sommato hanno molti momenti allegri; in questo adattamento non c'è comunque nessuna forzatura, in quanto questi temi hanno senz'altro anche aspetti divertenti e inoltre ritengo di essere stato me stesso sia nei testi che nelle musiche, il che determina una giusta coincidenza tra i due momenti creativi. Per quanto riguarda il realismo di cui parli, direi che si tratta di un realismo apparente: in "Prodigiosa macchina" uso delle immagini reali ma in modo assolutamente simbolico - in buona parte del brano - e la chiave di lettura
di questo simbolismo sta nell'uso dei muri come simbolo dei pregiudizi.

9) COME SEI GIUNTO ALL'ACCORDO CON LA TUA ATTUALE ETICHETTA DISCOGRAFICA?

Ho spedito i miei brani in una versione non del tutto definitiva a una dozzina di etichette specializzate e la metà hanno mostrato un certo interesse. L'unica etichetta che però ha accettato il mio lavoro senza riserve e proponendomi subito le condizioni del contratto è stata la New Lm recods di Ravenna. A quel punto ho perfezionato il tutto migliorando i suoni a Cremona nella sala d'incisione di Marco Zanoni, ho rispedito il prodotto alla New Lm records, che mi ha inviato il contratto: non c'è stato bisogno di recarmi alla sede, così paradossalmente non mi sono mai incontrato di persona con Luigi Mazzesi, titolare dell'etichetta; i contatti sono avvenuti tutti via mail tranne due o tre telefonate.

10) MARIO COTTARELLI OGGI: SPESSO LE ASPIRAZIONI SI CHIAMANO PROGETTI, O VICEVERSA.....QUALI SONO I TUOI PIANI ATTUALI,E SU CHE SPARTITI SONO SCRITTI...

Per il momento preferisco tenere aperte sia la strada della musica commerciale che quella del Prog: la prima da anni mi consente di avere discrete soddisfazioni economiche; la seconda finora mi ha fatto spendere dei soldi, quindi, prima di spenderne altri, credo che passerà un po' di tempo, a meno che succeda qualcosa di particolarmente positivo che mi invogli ad anticipare i tempi. Comunque ho ancora parecchio materiale Prog da utilizzare, sempre andando a pescare nelle mie composizioni degli anni 70 e anche inizio anni 80. Credo che potrebbero uscirne altri 2 Cd, ma, come ripeto, non ho fretta di realizzarli.

( intervista di STEFANO CODERONI)



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