DAMNA RECORDS & BOOKS e' un marchio registrato.Tutti i diritti sono riservati.Nessuna parte dei testi di DAMNA RECORDS & BOOKS puo' essere riprodotta o utilizzata in alcuna forma,o mediante mezzo elettronico,senza esplicita autorizzazione degli aventi diritto.

ARCHIVIO INTERVISTE


      

LEVIATHAN (ITALY)---Intervista ad ANDREA AMICI --------- (NOVEMBRE 2007)

Il legame fra il primissimo,"storico" progressive italiano, degli anni 70',elevato a stato di Culto dagli estimatori di tutto il mondo,e il "movimento" attuale ,di decifrazione piu' incerta e complessa,e' stato sancito da un ristretto numero di gruppi che hanno edificato,verso la meta' degli anni 80,quel movimento dall'attitudine verace e dall'inclinazione vagamente "carbonara" che taluni hanno descritto come "Rinascimento progressive in Italia."......poche bands,largamente ignorate dai media,con pochissime strutture compiacenti ,etichette discografiche latitanti o disinteressate e scarso supporto di un pubblico ristretto e selezionato fino all'autolesionismo....Tutte cause,queste,che determinarono le inevitabili conseguenze: scopi incerti, inedia e senso d'isolamento....Era l'epoca dei vinili intesi come miracolo,rigorosamente autoprodotti (tranne pochi casi),con conseguente tracollo economico dei musicisti stessi,distribuzione confidenziale e conti perennemente in rosso. Ma sono stati gruppi importanti,addirittura fondamentali,per aver gettato un ponte fra un passato irripetibile,ed un periodo successivo ancora attualmente,tutto da decifrare....Ezra Winston,Human Expression, Simmetrie,Nuova Era,Arcansiel,Malibran,Men of Lake e i romani Leviathan........i Leviathan sono addirittura dei campioni fra i gruppi che piu' hanno dato e meno hanno raccolto,avendo avuto fra le loro fila diversi talenti individuali ancora largamente inespressi.....fra questi,il tastierista Andrea Amici,esempio tipico di come talento ed ambizione non sempre vanno a letto insieme.....
Ce lo spiega lui,per coloro che vogliono capire,prima di giudicare.....




1)Proviamo a fare un goffo tentativo...affrontiamo il tema del "percorso" di un gruppo progressive.....Mi risulta che il percorso artistico(di evoluzione artistica,nel migliore dei casi...) non corrisponda quasi mai ad un percorso di espansione pubblica,di "carriera" insomma...di affermazione sul mercato. Mi sembra chiaro che molti gruppi di Rock Progressivo degli ultimi 15/20 anni si siano riappropriati,loro malgrado di quello scomodo ruolo di "artisti" secondo la vecchia accezione popolare del termine,con cui spesso si indicava/apostrofava come "artista" colui che veniva considerato,in parole povere,uno scansafatiche....Esagerato?

Salvo rare eccezioni in Italia il rock pressivo non da' pane, quindi piu' che di scansafatiche sarebbe piu appropriato l'appellativo di bohemienne squattrinato!

2)Esiste una distinzione,sul piano musicale,tra Andrea Amici ed i Leviathan? Sei stato condannato a vita ad essere semplicmente "uno di quel gruppo".....?

C'e' sempre una distinzione tra la dimensione personale e quella di gruppo di un musicista e la storia dei nostri maestri ispiratori sta li' a dimostrarlo. Progettare e realizzare musica insieme agli altri per un verso arricchisce il prodotto e per un'altro ti costringe ad inevitabili compromessi. Ovviamente non sono stato "condannato" a nulla: far parte dei Leviathan e' sempre stato un onore ed un piacere, nei diversi ruoli che ho ricoperto nelle varie fasi che il gruppo ha affrontato negli anni. Quando e se sentissi il bisogno di produrre musica autonomamente non avrei nessuna remora a farlo. Non faccio fatica ad immaginare una situazione di piu' completa liberta' espressiva in un lavoro solista, sentiero molto pericoloso che puo' portare chissa' dove!

3) Ti conosco come un inguaribile melomane,in particolar modo ricordo che ti piace la musica lirica in particolare. E' per questo che trovi cosi' importante le parti vocali anche nel genere che suoni? Personalmente ritengo molti tuoi pezzi migliori nella struttura musicale,molto meno in quella vocale...sorry!

Mi piace molto l'opera lirica e se fossi vissuto negli anni 50 sarei stato sicuramente uno di quei pazzi esaltati che si picchiavano fuori dai teatri in sostegno della Callas o della Tebaldi. Vado spesso a teatro e soffro molto nel vedere il mondo della lirica atrofizzato in un pubblico acritico ed impreparato o ingiustificatamente saccente. Poi per fortuna mi reimmergo nell'ambiente progressive!!! (Valgo piu' come comico o come voltafrittate?). A parte gli scherzi, l'aspetto che piu' mi appassiona del melodramma non e' la vocalita', che anzi spesso pone dei limiti e dei vincoli all'opera stessa, bensi' le numerose soluzioni diverse che i vari operisti hanno inventato per dar vita a spettacoli realmente coinvolgenti per l'ascoltatore-spettatore, il multimediale senza il bisogno della tecnologia, il teatro che ti parla attraverso la parola scritta, l'azione scenica, la musica, il canto, la scenografia e la danza tutti uniti in un oggetto unico, sempre in movimento perche' scolpito nella sua forma dall'autore e modulato nella sostanza dagli esecutori. Per quanto riguarda le parti vocali dei brani da me composti non credo che questa passione per la lirica mi porti ad attribuire ad esse un'importanza maggiore del dovuto, invece, per tutto quello che ho detto prima, e' proprio sulla struttura musicale che paradossalmente finisce per essere piu' influente.

4)I Leviathan sono stati recentemente coinvolti in progetti musicali assieme ad altri gruppi provenienti da varie parti del mondo.....In che consiste la "collaborazione" nel mondo del progressive in senso lato,per la tua esperienza diretta?


In questi progetti, che sono "Kalevala", "The Colossus of Rhodes" e "Giallo!" di prossima imminente uscita, la collaborazione con gli altri gruppi e' stata decisamente nulla. Ognuno ha realizzato la propria parte in completa autonomia e seguendo le stesse linee guida forniteci dalla produzione. In senso lato e per la mia esperienza posso dirti che qui a Roma tra i gruppi che conosco personalmente la collaborazione si e' espletata in alcuni scambi reciproci di musicisti e concerti organizzati insieme. C'e' una sana gelosia del proprio lavoro un po' in tutti ma anche una buona disponibilita' al dialogo ed al confronto. In alcuni casi posso parlare di amicizia vera e propria. Quello che non digerisco e' l'aspetto spesso troppo competitivo che si forma tra le bands, da cui le gelosie e le invidie (grazie al cielo generalmente entro limiti sopportabili) e non so perche' ma ho la convinzione che questo aspetto sia presente in maniera maggiore in ambito progressive che non in altri generi.

5)I Leviathan sono stati degli autentici "prime-movers" del rinascimento del progressive italiano,e fra i primissimi a realizzare album in vinile nella seconda meta' degli anni 80, anticipati di poco da Human Expression e Ezra Winston.....dopo cantanti scacciati e/o emigrati,chitarristi pigri e bassisti/compositori per la propria strada,qual'e' lo "stato dell'arte" in casa vostra, adesso? Parlami dei progetti appena realizzati,e i prossimi,se ve ne sono....

Confesso che dopo la pubblicazione di "Volume", di fatto il nostro ultimo cd ed il primo senza la formazione "storica", il gruppo si era un po' disciolto e la voglia di proseguire un'avventura per molti versi sterile andava via via scemando un po' in tutti i componenti. Gli anni passano e la freschezza dei vent'anni cede il passo alla routine della vita di tutti i giorni. Onestamente non avevamo la forza ne' la voglia di metterci a fare un altro cd per avere in cambio le delusioni ricevute, secondo me immeritatamente, dal precedente. Accettare la proposta della Colossus per realizzare un brano per la loro prima "concept-compilation" e' stato un modo per rimetterci in pista senza dover affrontare la scalata di un intero album. Il brano e' riuscito bene e ci abbiamo preso gusto sia noi che la produzione, e cosi' sono seguiti anche gli altri due lavori. Per il futuro non abbiamo alcun progetto, ma la realizzazione di questi tre brani (che coprono comunque una cinquantina di minuti di musica tra tutti e tre) ci ha fatto mettere a punto un metodo di lavoro "a distanza" che potra' sopperire alle difficolta' di incontrarsi spesso per suonare e fare le prove: a quarant'anni la vita presenta altre priorita'.

6)Personalmente,ritengo i Leviathan musicalmente "morti" dopo l'abbandono di Sandro Wlderk,il vostro vecchio bassista che scriveva tutti i pezzi.Io stesso,all'epoca delle prove del vostro post-Wlderk CD "Volume" dopo aver ascoltato i pezzi mi rifiutai di supportare finanziariamente il progetto.....Gli strumentisti si sostituiscono...le menti,no! Non avreste fatto meglio a cambiare nome ?Quel Cd vi ha tagliato le gambe,letteralmente.....


Quel cd ha avuto meno fortuna di quella che meritasse. Capisco che non si deve chiedere all'oste se il vino sia buono, ma tu conosci la mia franchezza e sai che non mi metterei a difendere un lavoro solo perche' l'ho fatto io (chi legge l'intervista faccia in proposito uno sforzo di fiducia)... E' naturale che quando cambiano la totalita' degli autori e tre quinti degli interpreti il risultato abbia poco a che vedere con il passato. E' un disco di gruppo, al contrario dei precedenti fortemente caratterizzati dalle monumentali personalita' del compositore e del paroliere. All'epoca avemmo il timore di scadere nell'eccessiva ampollosa solennita' tipica del genere prog sinfonico e cercammo di nascondere i preziosismi e gli arzigogoli compositivi, che tanto piacciono a me, tra le pieghe di arrangiamenti raffinati e poco invadenti invece di sbatterli in faccia all'ascoltatore come sarebbe stato forse piu' semplice ed efficace. Nascondemmo il tutto talmente bene che nessuno e' mai piu' riuscito a ritrovarli con pochi ascolti: un autogoal clamoroso! Probabilmente anche il periodo di uscita non fu dei piu' fortunati, comunque hai pienamente ragione sul fatto che ci abbia "tagliato le gambe", come ti ho detto la voglia di farne un'altro non c' e' piu' tornata. Non saprei dire come sarebbe andata se lo avessimo fatto uscire con un'altro nome, io ero addirittura favorevole a questa soluzione ma a distanza di anni dubito che sarebbe cambiato alcunche'.

7)Oltre che tastierista, negli ultimi anni ti sei dedicato con profitto al flauto e al sax.....a quando il corno inglese e il fagotto? La batteria e il basso li eviti per allergia o per rispetto per gli amici di vecchia data?


Mi piaccciono gli strumenti musicali proprio come oggetti e cerco di possederne piu' che posso, compatibilmente con le tasche e lo spazio. Una volta che li hai tra le mani che fai, non provi a strimpellarli? Di qui la tentazione di utilizzarli anche nelle registrazioni: un divertimento personale ma sempre e solo al servizio del brano. La batteria l'ho provata spesso ma sono decisamente negato, il basso invece mi piacerebbe molto ma lo evito non per rispetto degli amici ma perche' ubi major minor cessat.

8)Parlami del tuo training musicale.....come,quando e perche'
.

Ho iniziato a suonare da piccolo su un immancabile Bontempi che tanto ha ammorbato i natali dei bambini negli anni 70 (in effetti una volta scartato l'enorme regalo rimasi molto deluso di non avervi trovato dentro una pista polistil!!!). Questo strumento rimase a prendere polvere nella mia cameretta per alcuni anni finche' in un numero del Corriere dei Piccoli misero per gadget un mini flauto di pan di plastica gialla. Il bello e' che un genio della pedagogia riusci' a comprimere nelle istruzioni di montaggio del flauto tutto il necessario per leggere le note sul pentagramma ed in meno di un quarto d'ora anche il piu' stonato dei fanciulli era in grado di leggere e suonare Fra' Martino Campanaro. Avevo nove anni e mi si e' aperto un mondo: capii che la cosa mi interessava e parecchio e rispolverai l'odiato organo giocattolo, ormai forte del fatto di sapere cosa fossero le sette note (e soprattutto "dove" fossero). L'anno successivo mi iscrissi a una scuola di musica per imparare come si deve ed ho fatto tre anni di organo. Dopodiche' ho continuato da solo, evidentemente incoraggiato dall'esperienza infantile del Corriere dei Piccoli (la vita e' fatta anche e soprattutto di minuscole casualita'). Per il resto credo di aver seguito il naturale iter musicale per teenagers: -14 anni gruppetto scolastico con cover dei Beatles e di gruppi contemporanei (l'anagrafe decise per me: Duran Duran e Spandau Ballet) -Stairway to Heaven che ti fa capire che durare piu' di tre minuti per un brano non e' reato -i Pink Floyd che solo a conoscerli ti senti un enciclopedico, salvo rinnegarli prima che il gallo canti quando scopri che con le ragazze non funzionano affatto per riabbracciare immediatamente gli ormai esecrati Duran Duran... (anche un Vangelis in erba capisce subito quando e' il momento di suonare turandosi il naso!) -A Trick of the Tail regalato dall'insegnante di musica delle medie, riconoscente per avergli registrato un demo di chitarra classica col mio quattro tracce a cassette -via via tutti gli altri Yes,ELP, VDGG... una deliziosa scoperta dopo l'altra . Infine l'approdo presso i Leviathan grazie a Luca Brunori (fratello di Alex il cantante) con il quale avevo formato un secondo gruppetto scolastico nel 1988. Per quanto riguarda l'allenamento quotidiano cerco di fare esercizi di tecnica tutti i giorni, senza esagerare (un quarto d'ora e' piu' che sufficiente), quando posso (tanto col piano digitale si puo' suonare in cuffia). Finita la tecnica si suona a ruota libera, qualunque cosa: jazz, classica, canzoni... non sono solo le dita che devono sciogliersi, deve farlo anche la mente ed e' sempre sbagliato, secondo me, fossilizzarsi in un solo binario musicale. Stesso discorso per quanto riguarda l'ascolto: probabilmente il genere che ascolto meno e' proprio il progressive. Tenendo conto che una gran parte del pubblico progressivo e' composto da musicisti se tutti fanno come me viene cosi' spiegata facilmente la crisi di vendite di cui soffre il nostro baraccone!

9)Molti gruppi intendono il loro fallimento sul piano dell'affermazione personale come una specie di vanto,in quanto addebitano il proprio insuccesso solo all'incapacita' del grande pubblico a "capire" la grande qualita' del progressive e dei suoi rappresentanti.....Insomma,piu' non si viene capiti,e piu' significa che il messaggio e' intellettualmente superiore......cosa pensi di chi si sente parte di una specie di setta iniziatica,solidale per forza e non per convinzione,e legata solo dall'indifferenza comune?

A parte i facili riferimenti ad una certa volpe ed una certa uva puo' anche succedere che accada per davvero quello che dicono. Tuttavia essere portatori di un messaggio intellettualmente superiore e' comunque un destino ingrato, quando non un errore di valutazione. Se parli una lingua che nessuno puo' capire non lamentarti che nessuno ti stia a sentire (proverbio cinese, piu' o meno). La verita' e' che in questi casi il "grande pubblico" non e' che non abbia capito il messaggio superiore, esso il piu' delle volte non lo ha proprio mai "sentito". E' innegabile che il rock progressivo, soprattutto quello nostrano e piu' "artigianale", soffra di un evidente problema di visibilita', che unito alla necessita' di una frequentazione meno saltuaria da parte degli ascoltatori lo pone su un terreno oggettivamente scomodo. Aggiungiamo che per un gruppo e' sempre piu' difficile suonare dal vivo, vuoi per gli inasprimenti delle normative fiscali (per suonare una volta al mese una band dovrebbe aprire partita iva) e vuoi per un calo generale della domanda di musica live nei locali, ed il quadro complessivo sbiadisce ancora di piu'. Una volta presa coscienza di questa realta' risulta piu' facile giustificare e perdonare la frustrazione di chi si impegna in qualcosa in cui crede molto e poi non raccoglie i frutti sperati. Ma non mi pare che siano poi cosi' tanti quelli che questi frutti li raccolgono copiosi.

10)Non cercare di nasconderlo......il tuo personalissimo motivo di frustrazione e' di non essere riuscito fin'ora a realizzare un'opera vera e propria a cui stai lavorando da anni.Spogliati di qualsiasi cencio di diplomazia,e spiegami quali sono le ragioni REALI per cui questo progetto non si realizza...... Soldi?Tempo?.Disincanto discografico, o semplicemente sfinimento provocato dai compagni di gruppo?

L'idea di comporre un'opera rock (non un musical, proprio un'opera) di tipo progressive l'ho accarezzata effettivamente da molti anni e mi sono arenato alla scrittura del primo di quattro atti di cui dovrebbe essere formata. Nel frattempo ho visto che altri hanno portato a termine progetti simili con altalenanti risultati. I motivi del perche' al momento non proseguo nell'impresa sono tutti quelli che hai elencato tu (a parte lo sfinimento dal gruppo che come ho detto lavora al di sotto dei minimi sindacali consentiti) e quelli che ho elencato prima io per gli album del gruppo. Cui prodest?

(Intervista di STEFANO CODERONI)




DAMNA RECORDS & BOOKS e' un marchio registrato.Tutti i diritti sono riservati.Nessuna parte dei testi di DAMNA RECORDS & BOOKS puo' essere riprodotta o utilizzata in alcuna forma,o mediante mezzo elettronico,senza esplicita autorizzazione degli aventi diritto.