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ARCHIVIO INTERVISTE


Intervista A GIANNI DELLA CIOPPA ,giornalista e responsabile dell'etichetta indipendente ANDROMEDA RELIX ( Gennaio 2008)


Da intervistatore ad intervistato.
Cosi', in buona sostnza, si potrebbe definire il percorso di Gianni Della Cioppa, nome piuttosto noto negli ambienti del rock italiano.
Ha fatto, lui stesso, un gran numero di interviste durante i suoi trascorsi giornalistici per le piu' importanti testate Metal italiane,e si e' distinto come critico "eretico" in seno all'ambiente del Metal "tout-court", in virtu' di un gusto e una sensibilita' ben oltre i confiini del "genere", apprezzando e promuovendo gruppi e solisti di ampio spettro stilistico.
Recentemente, e' lui ha rilasciare interviste, al ritmo di una rock-star.....un fatto prevedibile, e niente affatto curioso.

Emblema, suo malgrado, di quello spirito schietto e genuino,(e forse ingenuo..) di quella scena rock "underground" di cui si e' perso recentemente la matrice,Gianni ha saputo, in oltre 20 anni di onorata "milizia" tra le schiere degli "addetti ai lavori" di un Italia Rock che non decolla mai, ad incarnare quell'ansia di partecipazione,di creativita' poco "incanalata" nei circuiti falsi di un successo effimero....ha scritto libri che sono diventati,da subito o quasi, dei "cult" per gli appassionati di Hard rock e Heavy Metal, ha cantato col suo gruppo, si e' distinto come giornalista nelle riviste di settore, ha "varato",con un suo socio,una Fanzine unica nel suo genere ( Andromeda) e ha fondato un'etichetta indipendente,l'Andromeda Relics....un'etichetta che, come il suo mentore, non si piega alla pressione dei trends del mercato attuali,e si apre all'esplorazione di forze "nascoste", forse reiette, ma sempre vive del vero Rock, quello senza lustrini e marchette......Gianni Della Cioppa ha avuto a che fare con delle vere e proprie leggende del Rock, ma e' rimasto, intimamente, legato all'aspetto romantico della creativita', dell'arte fatta col cuore che non sa fare di conto........le strategie, i sotterfugi e le "sottigliezze" ipocrite non si adattano a Gianni, che e' rimasto, in fondo ,un paladino per i cosidetti"perdenti", rei soltanto di non essere venuti a patti con gli squali del businness.....A Gianni, e a pochi altri, dobbiamo sopratutto la nostra attuale concezione di chi e' realmente un vincente, o un perdente...senza il solito, meschino ricorso al parametro dei soldi.




1) GIANNI, SEI UNO DEI POCHI IN ITALIA AD AVER VISSUTO SULLA PROPRIA PELLE L'INTERA GAMMA DELLE ESPERIENZE MUSICALI,IN QUALITA' DI MUSICISTA, GIORNALISTA, DISCOGRAFICO, SCRITTORE, EDITORE... OLTRE ALL'INDISPENSABILE PASSIONE PER LA MUSICA, COME DEVO  INTERPRETARE LA TUA ATTIVITA' "TENTACOLARE", ECLETTISMO, INNATA CURIOSITA', ATTIVITA' COMPULSIVA, MANCATA AFFERMAZIONE COMPLETA IN UN SOLO AMBITO, TENTATIVI.....O ALTRO? SPIEGAMI.....

Ti confesso che questa cosa sorprende anche me, forse sono solo un curioso e versatile e magari qualche volta confuso (da buon gemelli…), ma alcune volte mi sono trovato coinvolto su suggerimenti altrui, del tipo “Devi farlo tu Gianni, sei l’unico, se non lo fai tu chi può farlo…”. Ma non c’è dubbio che di fondo c’è una grande passione e forse un’errata valutazione del prossimo e quindi preferisco fare le cose da solo o quasi. Credo però che ci sia anche molta pigrizia in giro e quindi tanti si lamentano, ma poi nessuno si da veramente da fare. Io almeno ci provo. Ma ripeto, è un’immensa passione che muove tutte le mie energie. Per quanto riguarda la mancata affermazione da musicista, sinceramente ho sempre saputo di avere poco talento, ero pieno di energia e coraggio e non chiedevo altro che divertirmi, mentre in cuor mio sapevo che come giornalista avrei raggiunto dei risultati accettabili.

2) SE DICO LA PAROLA "ATTITUDINE" APPLICATA ED ESTESA AL MONDO DEL ROCK IN ITALIA,E IN SENSO LATO,COSA TI VIENE IN MENTE?


Credo che in Italia non abbiamo una vera attitudine al rock. E intendo tutte le componenti del carrozzone, musicisti, produttori, giornalisti, discografici e compagnia bella. Ce la stiamo costruendo, con errori e sacrifici, ma di fondo ci troviamo spesso a copiare gli altri, vestendo panni che non sono i nostri L’attitudine è una parola strana, che vuol dire tutto e niente. È una sorta di aurea che gravita addosso a chi cerca qualcosa di più, ma che non so definire. Io mi sento un vero rocker, in termini passionali, ma non ho l’attitudine rock, non so se riesco a spiegare questa sfumatura….

3) DIMMI, SENZA MEZZI TERMINI E CON L'ONESTA INTELLETTUALE CHE TI VIENE RICONOSCIUTA, QUALI SONO A TUO PARERE I MIGLIORI GRUPPI  METAL ITALIANI DEGLI ANNI ‘80, PERIODO AL QUALE SEI PARTICOLARMENTE LEGATO E AL QUALE HAI DEDICATO IL TUO LIBRO "ITALIAN METAL LEGION-The days of dream". INDICA I NOMI PIU' IMPORTANTI FRA COLORO CHE  NON HANNO RACCOLTO QUANTO MERITAVANO, E  SPIEGAMI I MOTIVI......


Prima fammi dire che sono orgoglioso di aver vissuto quell’epoca magnifica in tutti i suoi aspetti, suonavo, organizzavo concerti, scrivevo in una fanzine. É stato davvero straordinario, alcune volte mi commuovo al pensiero di quante cose belle e intense ho vissuto. Sono cose indimenticabili, che molti ragazzini di oggi – pur appassionati di rock e metal - che vivono solo con il culo sulla sedia e con internet acceso non potranno mai capire. Per quanto riguarda i migliori, con gente come Strana Officina, Bulldozer, Vanadium, Death SS, Vanexa, Steel Crown, Skanners, Dark Lord,  Crying Steel, Dark Quarterer, Extrema, Elektradrive, Sabotage, Revenge non c’è partita. Poi c’è una seconda fascia con Love Machine, Fil Di Ferro, X Hero, Crossbones, Purple Angels, Astaroth, R.A.F., Synthesis ed altri. Tra i meno noti sono stati grandi, Spitfire, Airspeed, Black Hole, Boohoos, Danger Zone, Gow, Rex Inferi, Morgana, Shining Blade. Poi ci sono entità a sé come The Black, Paul Chain che hanno sviluppato percorsi troppo originali, per raggiungere la massa, ma che il tempo ha decretato artisti da culto, in tutto il mondo.

4) UN CONCETTO CHE MI HA SEMPRE LASCIATO PERPLESSO E' LA COSIDETTA "FRATELLANZA" DEL POPOLO-METAL. QUESTO TERMINE ERA MOLTO IN VOGA NEGLI ANNI ‘80, E PROBABILMENTE AVEVA UN SIGNIFICATO DIVERSO RISPETTO A QUELLO TROPPE VOLTE SBANDIERATO, INVANO , AI NOSTRI GIORNI.... QUALE E' IL TUO PARERE CIRCA I "LEGAMI DI SANGUE",VERI O PRESUNTI, DELLA COMUNITA' METAL, IERI E OGGI?


“Fratellanza” è una parola che non mi piace, sa di massoneria e cose simili. Di sicuro nei primi anni ’80, diciamo pure fino al 1985/1986, il fenomeno era talmente underground, che essere appassionati di metal, era davvero un motivo per stringere amicizie. Poi tutto ha preso una piega più legata al business ed è inevitabilmente sparita quella componente carbonara degli esordi. Ma non è una critica, è la normalità delle cose. Come si può parlare di fratellanza, se in edicola ci sono 6/7 riviste di metal, gruppi a non finire che cercano contratti, label, promotor e tutto il corollario che alimenta un business? Da anni il metal è un commercio e non può alimentare un sentimento comune. Ci saranno amicizie che nascono e durano o finiscono, come in ogni campo della vita, che avvicina gli uomini, ma quelle “metal” non hanno niente di speciale o diverso. Aggiungo che le mie amicizie sono quasi esclusivamente nate intorno alla musica, ma non solo a quella heavy metal, alla musica in generale. Diciamo che è come annusarsi, come scoprirsi, se una persona ha la sensibilità di amare la musica, come qualcosa di più che un sottofondo, è inevitabile che ci sia feeling immediato. Poi il tempo dirà se è vera amicizia.

5) I SOLDI....... PER GIANNI DELLA CIOPPA, IN CHE MISURA AIUTANO LA  COSIDETTA "BUONA MUSICA" E IN CHE MISURA LA INQUINANO?

Se parliamo di soldi utilizzati nel marketing, spesso rovinano la musica, perché – per qualche strana ragione – si tende ad investire nella musica di consumo, che ha già tanti spazi per essere canalizzata, mentre avrebbe bisogno di supporto la musica sconosciuta, ma di valore. Se poi i soldi aiutano la tecnologia, cioè la produzione, non possono che essere di aiuto, sempre che non si esageri, anche se ovviamente un disco dei Radiohead necessita di maggior cura in studio di uno dei Motorhead. Se invece vuoi sapere quanto il desiderio di guadagno facile rovini la musica, ti dico all’infinito. Per molti produttori la musica è solo un viaggio rapido verso il denaro. Credo che i peggiori siano quelli che gestiscono i network radiofonici, capaci solo di far ruotare le solite venti canzoni al mese o roba tipo MTV e poi i miserabili che inventano i tormentoni. Ma questo accade perché c’è un pubblico interessato al vuoto culturale e non solo legato alla musica. Dai alla gente quello che si aspetta insomma. Voglio dire che la musica usa e getta c’è sempre stata, ma oggi è la sola che viene amplificata dai mass media, tranne alcune marchette promozionali obbligatorie, che fanno quasi tristezza. Tipo in un TG1 che parli prima di merda tipo “La Macarena” e poi presenti il nuovo album di Bruce Springsteen o la reunion dei Led Zeppelin.  

6) IL TUO LIBRO "ITALIAN METAL LEGION-   "The days of dream",  NON E' SOLO UN LIBRO PER NOSTALGICI E COLLEZIONISTI, MA E' FUOR DI DUBBIO CHE SIANO PROPRIO QUESTI ULTIMI QUELLI PIU' DISPOSTI A COMPRARE LIBRI SIMILI E ASSECONDARE SIMILI INIZIATIVE. IN MOLTI SOSTENGONO CHE IL COLLEZIONISMO  DISCOGRAFICO ALIMENTI LE VENDITE, SEMMAI A "POSTERIORI" SOLTANTO DI POCHI FURBI A SCAPITO DI MOLTI MUSICISTI , MENTRE  ALTRI SOSTENGONO CHE AL DI FUORI DEI CIRCUITI COLLEZIONISTICI CERTI "MOVIMENTI" MUSICALI AVREBBERO IL FIATO ANCORA PIU' CORTO.... INSOMMA, PER TE "COLLEZIONISMO" E' UNA PAROLACCIA O E' SINONIMO DI.... COSA?

So – purtroppo – che il mio libro ha alimentato il collezionismo, facendo salire le quotazioni di alcuni dischi trattati. Questo è molto triste e forse inevitabile. Mi chiedo anche quante recenti reunion di metal band italiane siano state spontanee e non dettate da una certa riscoperta del genere. Io non sono un collezionista, amo la musica in così tante sfaccettature che non potrei mai vedermi con 1000 dischi di NWOBHM, di cui molti penosi e magari non conoscere altre cose, al di fuori del metal. Musicalmente sono onnivoro e ho bisogno di molte cose, non solo di energia e riff. Apprezzo i magnifici perdenti, i gruppi da culto, ma la storia del rock l’hanno fatta i grandi nomi. Questo bisogna ribadirlo sempre e a caratteri CUBITALI!!! Ho conosciuto gente che parlava di Steel Mill, Paladin, Titus Groan e non aveva un solo disco di Free, Blue Oyster Cult o Kiss, questo per me è inconcepibile. È come fare gli storici conoscendo i fatti degli ultimi trenta anni della tua città e non le civiltà che ci hanno preceduto.

7) ESISTONO SOLO CASI SPORADICI DI "CRITICA" APERTA AL MONDO DEL METAL NELLA SUA ACCEZZIONE PIU' COMPLESSA. MI SPIEGO:  CI SONO SOLTANTO DUE FAZIONI DI CRITICI/GIORNALISTI....LA  PRIMA , IMPEGNATA A INNEGGIARE LE NUOVE SENSAZIONI DELLA SCENA METAL, IN PIU' CHE "SOSPETTO" ACCORDO CON MANAGER E CASE DISCOGRAFICHE COMPIACENTI, E  LA SECONDA IMPEGNATA  PRINCIPALMENTE AD ASSUMERE UNA POSIZIONE CRITICA CONSERVATRICE, DAI FORTI ACCENTI NOSTALGICI/REAZIONARI,  SEMPRE E SOLO IN PERENNE GENUFLESSIONE DI FRONTE ALLE SOLITE RISTAMPE, LE REUNION PIU' IMPROBABILI, E LA NUOVA ONDATA DI TRUE/OLD METAL "TRADIZIONALE"....GLISSANDO PIACEVOLMENTE SULL'AFFOLLATA "ATTUALITA" MUSICALE.... PERSONALMENTE, NON VEDO CHI SIA IN GRADO,  ADESSO, DI COLMARE LA DISTANZA FRA QUESTE DUE "IMPOSTAZIONI" CRITICHE... E NON PARLO SOLO DELL' I TALIA. QUAL'E' LA TUA POSIZIONE? 

Sinceramente non mi sono mai sentito un giornalista esclusivamente metal, anzi ritengo la cosa molto limitante e scocciante. È vero che in qualche modo mi sono guadagnato credibilità in questo genere, ma io ho sempre ascoltato e seguito quasi tutto. I miei ascolti sono stati sempre ampi e variegati, a casa mia ci trovi i Neurosis, ma anche Fiorella Mannoia, i Soft Machine e Umberto Tozzi, dal prog al pop delle radio, cose buone ce ne sono ovunque, DJ Francesco non è la stessa cosa di Fabio Concato, mentre in Italia – per esempio - si tende a fare un pastone negativo di tutto quello che è pop nazionale. Per me non esistono barriere e limiti, c’è la buona e la cattiva musica. Quando ho iniziato io (metà ’70), potevi ascoltare gli Area, Francesco Guccini, gli Uriah Heep e Lucio Battisti ed eri sempre dalla parte della buona musica ed ho continuato a seguire questo percorso. Ricordo che in uno dei miei primi articoli su Metal Shock (1989), scrissi di Billy Joel, attirandomi le ire della redazione, poi il tempo mi ha dato ragione, perché tutti mi hanno sempre riconosciuto una versatilità di interessi che altrove mancava. È assurdo guardare solo al passato e ad un solo genere, se avessi ragionato in questo senso, mi sarei perso cose straordinarie degli ultimi venti anni, Bjiork, Tori Amos, My Bloody Valentine, i Radiohead, Sigur Ros e mille altre cose ancora, i nomi poi sono relativi. Riguardo alla tua domanda, bella, complessa e ben articolata, posso dirti che trovo il tutto molto triste. Credo che certe alleanze siano vere, ma io spero sempre nella lealtà delle persone e nell’intelligenza dei lettori. Fa tristezza compromettersi per le briciole, in fondo parliamo di passione e non accetto che sia sporcata da una posizione a priori. Io non sto con nessuno, scrivo di tutto e niente, non accetto regali né compromessi. Come tutti ho le mie fisse, ma sono sane e pulite. Posso solo dire che sono staccato dalla realtà metal da anni. Sono guerre dei poveri che non mi interessano. In Italia scrivo su CLASSIX! E mi sembra che sia un buon esempio di lealtà giornalistica musicale. Per darti un’ idea della mia assoluta estraneità da certi meccanismi, quando con l’ Andromeda Relix produciamo un nuovo CD, spedisco le copie promozionali ai giornalisti, che poi nel tempo sono diventati amici, ebbene non mi sono mai permesso di chiedere una sola riga positiva, ho sempre detto “Ascoltalo e poi scrivi quello che pensi, in assoluta libertà”. Dovrebbe sempre funzionare così, almeno io la penso così.

8) I GIORNALISTI MUSICALI, I DISCOGRAFICI,I CRITICI....SEMPRE TUTTI SOTTO LO STESSO TETTO DEI  COSIDETTI "MUSICISTI FRUSTRATI", SECONDO UN'ANTICA OPINIONE POPOLARE....VOX POPULI,VOX DEI? PARLAMI DEI TUOI TRASCORSI COME CANTANTE DEGLI EXILE..... 

Forse è così, ma io ho iniziato a cantare perché avevo questo pulsazione verso la musica e non sapevo come canalizzarla, ma – come ho detto prima – sapevo che se avevo un briciolo di talento, sarebbe stato scrivendo. Solo che nel 1978 non c’erano canali per scrivere e poi ero un ragazzino e così misi su una band, scalcinata e pessima (Jailbreak), ma già un anno dopo mi scrivevo le recensioni dei dischi che acquistavo in un mio quadernone enorme, che credo di avere ancora. Gli Exile… che bei ricordi. Onestamente io ero limitato come cantante, un autentico autodidatta, che però aveva una buona presenza sul palco e qualche buona idea nel comporre i pezzi. Canto molto meglio oggi sotto la doccia, che allora in concerto. La band era buona, ero io quello scarso, però mi sono divertito un sacco. No, nessuna rivalsa, sapevo invece scrivere di musica e alla fine è quello che sto facendo.

9) ESCLUDENDO CIFRE  E BILANCI, VUOI ACCENNARE ALLA TUA ESPERIENZA DI EDITORE DELLA FANZINE "ANDROMEDA" E DI DISCOGRAFICO CON LA TUA LABEL  "ANDROMEDA  RELIX"? QUANTO E COSA TI HANNO OFFERTO DAL PUNTO DI VISTA UMANO, E QUANTO HANNO PESATO SUL PIANO DEL TUO ATTUALE CONCETTO PERSONALE DI RISPETTO, FIDUCIA E COLLABORAZIONE...


Andromeda, la fanzine, nata nel 1996, è stata il viatico per la nascita della rivista CLASSIX!, quindi per me si tratta di una vittoria a prescindere. Il primo numero uscì in 300 copie fotocopiate e siamo poi arrivati al numero 12, quello conclusivo, con 1000 copie in tipografia. È stato un lavoro immane, economicamente non ricompensato, ma che ha dato una scossa alla stampa rock e metal italiana, mettendola davanti all’evidenza che era necessario guardare con serietà al passato, anche perché stavano nascendo molte label di ristampe ed anche le major si muovevano in questa direzione. L’etichetta è nata, nel 1999, con lo stesso scopo, quello di stampare CD inediti o cose nascoste, poi ci siamo accorti che c’erano gruppi italiani che guardavano con devozione e rispetto al rock del passato e così siamo partiti anche con band nuove. Anche con l’Andromeda Relix siamo in drastica perdita, ma va bene lo stesso (tutte perdite coperte da Massimo Bettinazzi che è l’editore di “Italian Metal legions”, un amico con cui condivido la passione per la musica da quasi trenta anni e senza di lui non ci sarebbe nulla, perché io metto il tempo e lui anticipa i soldi, poi si cerca di coprire le spese e magari guadagnare qualcosa, ma per ora non è mai successo….). Noi ci impegniamo con le band, solo se c’è un feeling umano, infatti abbiamo evitato collaborazioni magari redditizie, perché avevamo la certezza che non avrebbe funzionato con le persone, non con la band, che sono due entità ben diverse. Per noi è fondamentale che i ragazzi abbiano fiducia di noi, che capiscano che possiamo dare fino ad un certo punto e non oltre e che non lo facciamo mai e poi mai per fregarli. Purtroppo viviamo in un mondo dove c’è solo la regola del sospetto e nessuno crede a chi si propone a carte scoperte e senza sotterfugi. Capita spesso che delle trattative non prendano corpo perché la band dice “Bello, ma non riusciamo a capire dov’è la fregatura…”. Che tristezza. Un’altra cosa umiliante è che abbiamo contattato delle band per ristampare cose italiane del passato, band che erano zero all’epoca e che nessuno ricorda oggi, ma che la nostra filosofia ci impone di provare ad offrirgli un po’ di luce postuma. Gente che ha dimenticato la musica e che dovrebbe benedire due cretini che dopo 15-20 anni gli offrono di ristampare in un CD – da destinare ad un circuito di 500/1000 collezionisti - una mezza porcheria, ma piena di passione, che aveva pubblicato quando erano dei ragazzini. Ebbene ci hanno risposto parlando di percentuali di guadagno, di avvocati e cose simili. Una cosa assurda dal mio punto di vista. Io sono uno che risolve le cose davanti ad una birra, con una stretta di mano e magari finendo la serata parlando di calcio e di donne. Forse sono troppo semplice, ma allora me ne vanto. Sono in pochi quelli che capiscono la realtà discografica di oggi, dove si suona e produce quasi solo per passione e che se vendi 1000 copie sei un grande! Tutti sognano il successo, poi fanno saltare i concerti perché la fidanzata li vuole a casa il sabato sera. Cose patetiche, altro che attitudine rock e vita sulla strada.

  10) PERSONALMENTE, NON CREDO AFFATTO ALLA VIRTU' DELLE PERSONE BENVOLUTE DA TUTTI......DI SOLITO,COLUI CHE E' IMMUNE DALLA MALDICENZA E PRIVO DI DETRATTORI,E' UN ELEMENTO INSIGNIFICANTE.... CON POCHE ECCEZZIONI. IN QUESTO AMBIENTE,NON MI E' MAI CAPITATO DI SENTIRE PARLARE MALE,O IN MODO IRONICO, DI GIANNI DELLA CIOPPA....SOLO IN TERMINI LUSINGHIERI......DEVI COMINCIARE A PREOCCUPARTI?

Qualcuno a cui non vado bene l’ho trovato e così ho sistemato anche la statistica. Ma come avrai capito, io sono uno all’antica, non sono mai cambiato, le passioni che avevo da ragazzo, sono le stesse di oggi, solo che sono cresciuto e maturato e quindi vedo quelle stesse cose in un’ottica diversa. Ero, sono e sarò sempre lo stesso. Sono davvero una persona molto semplice, non mi interessa la gloria, non conosco l’invidia, sono sempre felice dei successi degli altri, se meritati e leali, in qualsiasi campo. Faccio le cose che mi divertono e le faccio con lo stesso spirito di quando ero un bambino. Non frequento mai i salotti del pettegolezzo e della negatività, non ascolto mai i pareri degli altri su terze persone, decido solo di testa mia. Con me le maldicenze e le dicerie non attaccano, io porgo il sorriso a tutti, poi si vedrà. Per me le persone si misurano dalla grandezza del loro cuore, da quanto tempo dedicano agli altri, da come si approcciano alla vita, non certo dai soldi, dalla cultura o dai vestiti. Non ho mai stretto alleanze per convenienza, mi ritengo un puledro libero e questo mi ha permesso di meritarmi il rispetto, l’odio o quello che vuoi, da tutti. Se sbaglio voglio sbagliare da solo. La mia vera salvezza è che non ho mai voluto far diventare la musica l’unica mia professione, questo mi ha permesso di restare nel giro da indipendente. Credo che se mi sono salvato dal gioco al massacro del pettegolezzo e dell’invidia è solo per questo, sono rimasto me stesso sempre, convinto che ci sia sempre da sapere e da migliorarsi, nella musica, come nella vita. E nello specifico, musica non come lavoro, ma passione.






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