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ARCHIVIO INTERVISTE


INTERVISTA AI BULLFROG (FEBBRAIO 2008)

Realismo e pessimismo coincidono, spesso...
Realismo e pessimismo, per chi suona vero Rock in Italia, coincidono sempre.

Per chi non si limita suonare generi limitrofi alle marchette da classifica e spot pubblicitari,il realismo e' l'unico modo che permette di comprendere e accettare una situazione immutabile nel mercato del Rock in Italia, da oltre 30 anni realmente ostile a tutto cio' che non si piega allo sfruttamento commerciale.


Il pessimismo invece matura e tracima fra le pieghe della frustrazione, quella che cattura e soffoca i musicisti rock di valore che psicologicamente non sono compatibili con l'andamento lento ed inetto, di un mercato che e' sempre lo stesso, e ruota e"rotola" sempre nella stessa direzione.....quella in cui il coraggio e l'integrita' artistica sono banditi. .

I veronesi Bullfrog vanno considerati solo per quel che sono:una delle migliori bands Hard Rock italiane, con due CDs gia' pubblicati ed un terzo atteso a breve.......Fortemente ispirati dall'ala piu' "bluesy" dell'hard-rock anglo-americano fra la fine degli anni 60 ed i seventies, con particolare riferimento ad artisti come Free,Bad Company,Cream, Mountain,Taste, Robin Trower,James Gang....in questo campo temono pochi rivali, e non soltanto italiani. ...Alcune loro importanti apparizioni al fianco di grossi calibri internazionali,valgono da sole piu' di mille pensieri (e parole).

Ma, sorpresa sorpresa, in Italia non se ne sono accorti in molti, oltre l'esiguo gruppo di "addetti ai lavori" e qualche irriducibile appassionato.....Ma i Bullfrog non vanno considerati "sfortunati"..... Personalmente, credo che in Italia non esistano dei veri e propri musicisti di vero Rock"sfortunati", in quanto sarebbero una variante ad un sistema aperto ad altre soluzioni., a plausibili spettative ed ambizioni........indipendentemente dal valore soggettivo, e dalle contingenze particolari, chi suona certi generi musicali
non puo' varcare la soglia del dopolavorismo "artistico",calorosamente accolto dallo zoccolo duro dei rockettari piu' fedeli ed "osservanti", ma solo da quello.....Non esiste il concetto di "sfortuna" in un ambiente che non permette,nemmeno a livello ipotetico, una affermazione commerciale degna di questo nome....non esiste "sfortuna",quando non c'e' il traguardo, o il premio, per nessuno.

I Bullfrog, non sono affatto "sfortunati", e chi sa leggere fra le righe, avra' capito la natura del vero problema.

Realismo e pessimismo, per un gruppo di Rock puro fino al midollo, in un paese in cui il "successo" si calcola con la fantasia e non con i dati di vendita, i fans si dicono tali senza comprarsi un solo CD,e il consenso e' sparso a grappoli,fra pacche sulle spalle e birre condivise con gli amici di sempre....
Vediamo che ne pensa Silvano Zago, l'ottimo chitarrista dei Bulllfrog........lui ne dovrebbe sapere qualcosa......



1) RECENTEMENTE UNA DEFINIZIONE "DI COMODO" CHE MI DA MOLTO SUI NERVI E' "POWER -TRIO", TERMINE CHE A MIO AVVISO, NON INDICA ASSOLUTAMENTE NIENTE, E CONFONDE FORMAZIONI DEDITE A STILI COMPLETAMENTE DIVERSI "ACCOMUNATI" SOLTANTO ,E IN MODO ARTIFICIOSO, DA UN SUONO ESSENZIALE E "POTENTE", MA IN MODO SPESSO COMPLETAMENTE DIVERSO, SE NON ADDIRITTURA OPPOSTO.........ANCHE VOI BULLFROG SIETE STATI DEFINITI UN "POWER-TRIO"......NE SIETE LUSINGATI, O INTENDETE DISTINGUERVI?

Ti dirò, a noi la definizione piace e talvolta l'abbiamo anche adottata, forse perché nella nostra testa evoca immediatamente un certo modo di suonare hard blues (quello di Cream o Taste, per intenderci) al quale anche noi ci rifacciamo; certo, è una semplificazione, un po' come tutte le definizioni e le sotto-definizioni del rock; serve più che altro a identificare in modo immediato un'"area di appartenenza". Certo che, come tutte le definizioni di questo tipo, non può che essere generica, soprattutto se manca la conoscenza di base e un'elaborazione personale. La musica prima di tutto va ascoltata e capita, poi ci si può sbizzarrire in tutte le definizioni che si vuole... Se no si fa la fine di quel recensore di una web-zine che ha scritto di noi: "dicono di essere un power-trio, ma i Grave Digger sono tutt'altra cosa!"

2) HO LETTO ,CON UN PIZZICO DI TERRORE, CHE QUALCUNO HA ASSOCIATO VAGAMENTE IL VOSTRO STILE, O PARTE DI ESSO, A SUONI ED ATMOSFERE VAGAMENTE "ESOTICI" ,RIFERENDOSI IN MODO ERRATO AL TITOLO DEL VOSTRO SECONDO CD "THE ROAD TO SANTIAGO" ......IL RICORSO ALLA LETTERATURA, ALLE CITAZIONI EXTRA-MUSICALI, SPESSO VIENE INTERPRETATO MALDESTRAMENTE, E PUO' DAR LUOGO AD INCOMPRENSIONI........PERSONALMENTE, NON HO SIMPATIA PER I ROCKERS SACCENTI CHE OSTENTANO CULTURA A BUON MERCATO,PERO' VI CHIEDO:CHE BISOGNA FARE PER FARSI SEMPLICEMENTE CAPIRE DA CHI RITIENE LA SEMPLICE APERTURA DI UN LIBRO UNO SFORZO INCOMPRENSIBILE?

Ti rispondo sinceramente che per noi i testi hanno un'importanza principalmente fonetica, devono prima di tutto suonare bene... Poi se funziona a vari livelli meglio, dipende dall'ascoltatore se limitarsi al significante o andare più in profondità... Devo dire che spesso non capisco dove Francesco vada a parare coi suoi testi e penso che non lo sappia neanche lui! Poi dipende dal contesto, io vedo bene le citazioni letterarie per il progressive, l'impegno sociale per il cantautorato e la figa per il Rock'n'Roll! Se i Kiss cantassero i testi dei Rush e viceversa, non sarebbe un gran risultato!

3) SFIDO IL PIU' ESPERTO FRA GLI "ESPERTI" DI CASA NOSTRA A CAPIRE, ASCOLTANDO I VOSTRI CDS SENZA AVER PRIMA SAPUTO QUALCOSA SUI LORO AUTORI, CHE SIETE ITALIANI...........OLTRE A QUALCHE PICCOLO PROBLEMA DI "DIZIONE"(PER ALTRO RISIBILE, SE CONFRONTATO CON ALTRI ESEMPI MACROSCOPICI....) ,POTRESTE ESSERE AMERICANI, INGLESI, COMUNQUE TUTT'ALTRO CHE "LATINI"..(E SPERO CHE QUALCUNO NON FRAINTENDA.......)... DATEMI LA SPIEGAZIONE PIU' LOGICA....COME FATE A RIPRODURRE IN MODO COSI VEROSIMILE BANDS COME FREE/BAD COMPANY/MOUNTAIN, NON SOLO SUL PIANO ESECUTIVO, MA SOPRATUTTO PER QUEL "TRASPORTO" EMOTIVO E QUELL'ATTITUDINE SCONOSCIUT I A MOLTI VOSTRI COLLEGHI CHE NON SANNO ANDARE OLTRE IL SEMPLICE "ESERCIZIO DI STILE"......?

Ti ringrazio, il nostro obiettivo è appunto di sembrare meno "italiani" possibile... Non certo per esterofilia, ma semplicemente perché suoniamo musica di matrice anglosassone! Quindi se dici che non sembriamo italiani ci fai un complimento! L'Hard Rock anni '70 è da sempre una nostra passione, e da sempre cerchiamo di riprodurre quel sound, cercando di avvicinarci il più possibile all'attitudine dei nostri modelli... Ma siamo, prima ancora che musicisti, dei veri appassionati di musica: negli anni, fra fiere, negozietti e quant'altro, abbiamo messo insieme una ragguardevole discografia che non si limita ai soliti nomi, ma anche a tutta una serie di gruppi "minori", dimenticati quanto geniali. Fra le nostre influenze, oltre a quelle più palesi, puoi sentire anche gli Hard Stuff, i Bloodrock, i Moxy, tanto per citare i primi che mi vengono in mente... Cerchiamo poi di assistere a più concerti possibile, proprio per "cannibalizzare" i segreti dei gruppi che riteniamo importanti: vedere un concerto di quelli "veri" è più utile di 100 prove! Per risponderti in breve, potremmo dire che quello che suoniamo lo viviamo in prima persona.

4)UN PO' DI STORIA........ESPERIENZE INDIVIDUALI PRECEDENTI I BULLFROG,CONCERTI, PROGETTI REALIZZATI E ANCORA DA REALIZZARE....PER CHI NON VI CONOSCE,RACCONTATE COSA HA PORTATO ALLA FONDAZIONE DEL VOSTRO GRUPPO...

Michele e Francesco suonavano negli Highshooter, coi quali proponevano Hard anni '80; io ho sempre suonato hard rock anni '70, prima con i Great Fish, con i quali facevamo pezzi nostri di ispirazione Purple, poi con i Capricorn (solo cover). Poi io e Francesco abbiamo suonato assieme in una cover band e Michele in un gruppo Garage, i Revelation Children. Alla fine, nel 1993 (!), abbiamo fondato i Bullfrog, accomunati dalla passione per l'Hard settantiano. In tutti questi anni abbiamo suonato in molti locali e palcoscenici, a volte in situazioni grottesche, altre ideali... Chi suona capirà cosa intendo! Le soddisfazioni live più grandi ce le siamo tolte quando abbiamo suonato di spalla ad alcuni dei nostri idoli, come John Lawton, Moody & Marsden e Uriah Heep, raccogliendo consensi e complimenti inaspettati. Abbiamo inciso due CD per l'Andromeda Relix, accolti molto bene, e ci accingiamo a registrare il terzo.

5)IL BLUES.....PER MOLTI UNA PAROLA, UN CONCETTO PER LO PIU'....PER MOLTI ALTRI, UNO STILE DI VITA, UN PENSIERO OSTIUNATO, UNO SGUARDO SU SE STESSI E GLI ALTRI.......NELL'HARD ROCK TROPPO SPESSO LA CIFRA STILISTICA DETERMINATA DAL BLUES ASSUME UN'ASPETTO RELATIVO,POCO SVILUPPATO...IN CERTI CASI POCO PIU' CHE UN "CAMEO" SENZA SIGNIFICATO, UNA CITAZIONE AVULSA DAL CONTESTO....I BULLFROG SONO FRA I POCHI A FONDERE L'HARD ROCK CON IL BLUES COME POCHI SANNO FARE.....SENZA INVENTARE NIENTE, MA CON UN'INNATO SENSO DELLA MISURA......COSA SIGNIFICA IL BLUES PER VOI?

Il blues è principalmente attitudine... Non per niente è la musica dell'anima per antonomasia. Puoi suonarlo bene e correttamente quanto vuoi, ma se è una cosa che non hai dentro il risultato sarà magari gradevole, ma sterile. Noi però non siamo dei bluesman: pur ascoltando e apprezzando i grandi del blues, il nostro approccio alla "musica del diavolo" è filtrato dalla rilettura dei rockers bianchi, dagli Allman, Rory Gallagher, ecc. La nostra musica è attinente al blues indirettamente, nella misura in cui lo è il grande Hard Rock settantiano, che da lì deriva: il blues è un po' la mamma di tutti noi!

6)INCIDETE PER L'ETICHETTA ANDROMEDA RELIX, LABEL SPECIALIZZATA IN MUSICA ROCK "SENZA TEMPO", CON POCHI LIMITI IMPOSTI DALLE SOLITE "LEGGI DEL MERCATO" IN PERENNE TRASFORMAZIONE........UNA LABEL CHE SEMBRA FATTA SU MISURA PER GRUPPI COME I BULLFROG........IL FATTO DI NON DOVERVI RELAZIONARE PER FORZA AI CAPRICCI DI MANAGERS/PRODUTTORI/DISTRIBUTORI ATTENTI SOLO AI COMPROMESSI SPICCIOLI DI UN SUCCESSO CHE NON ARRIVA COMUNQUE, VI AIUTA A VIVERE LA VOSTRA MUSICA SENZA TROPPO STRESS?

Hai già detto tutto tu, l'Andromeda è fatta da gente che condivide la nostra passione e con la quale abbiamo un'amicizia che dura da anni. A noi interessa soprattutto suonare e far sentire la nostra musica e l'Andromeda ci ha dato questa opportunità. Siamo consapevoli che resteremo sempre uno dei tanti gruppuscoli di culto sparsi per il mondo, ma in fin dei conti ci va bene così.

7)PERCHE' L'iTALIA?...MI SPIEGO MEGLIO....GRUPPI COME IL VOSTRO, SEMBRANO ESSERE DESTINATI A RACCOGLIERE PIU' CONSENSI ALL'ESTERO CHE IN PATRIA, ANCHE DOVE LA CONCORRENZA E' PIU' DURA ( E IN CERTI CASI, SPIETATA...). ..HO CONOSCIUTO TANTI MUSICISTI ITALIANI CHE SI LAMENTANO DI NON AVERE I "MEZZI" SUFFICIENTI PER GIOCARSI LA CARTA DELL'"ESPATRIO" MUSICALE, ANCHE IN TERMINI PRATICI, EPPURE NON LI HO MAI VISTI PRIVARSI DI NIENTE DI SUPERFLUO NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI (ABBONAMENTO ALLO STADIO, BIRRA IN QUANTITATIVI INDUSTRIALI, CINEMA TUTTE LE SERE,AUTOMOBILI CAMBIATE A SCADENZA SEMESTRALE, PUTTANELLE A CARICO PERENNE, E VIA DISCORRENDO....). IO PENSO CHE MOLTI MUSICISTI SIANO CAPACI SOLO A LAMENTARSI ,E NON HANNO UN BRICIOLO DI PALLE SOTTO QUEI PANTALONI DI CUOIO........ PARLATE DELLA VOSTRA SITUAZIONE,E SE VOLETE, ESTENDETE IL DISCORSO IN TERMINI GENERALI.....

In parte hai ragione, ma purtroppo nella vita "reale" bisogna fare i conti con tante altre cose, che a volte cozzano con le tue aspirazioni... Quando abbiamo iniziato non avevamo particolari ambizioni, e ora che magari ne avremmo di più due di noi "tengono famiglia" (non io!) e abbiamo il nostro lavoro che ci vincola... Vedi, forse per tentare "il salto nel buio" (perché di questo in effetti si tratta) bisogna innanzitutto essere più giovani e poi avere le spalle coperte anche dal punto di vista economico, perché, diciamo la verità, le possibilità che un gruppo hard rock italiano si mantenga con la propria musica sono veramente minime... Io so che in Svezia, ad esempio, ai giovani gruppi vengono dati dei finanziamenti governativi se presentano un progetto credibile, come a qualsiasi giovane imprenditore; ma qua il rock è visto ancora come un'anomalia, un hobby per ragazzini. Comunque dei gruppi italiani che ci hanno creduto e si sono fatti conoscere ed apprezzare all'estero ci sono, speriamo che un certo tipo di mentalità possa attecchire anche da noi.

8) UNA VOLTA SI DICEVA CHE IN ITALIA SE NON "HAI I SANTI IN PARADISO" NON VAI DA NESSUNA PARTE....PERSONALMENTE HO CONOSCIUTO RACCOMANDATI DI FERRO CHE NON SONO ANDATI COMUNQUE DA NESSUNA PARTE....CHE SUCCEDE?..., I MUSICISTI ITALIANI NON VALGONO NULLA, OPPURE IN QUESTO PAESE ESISTONO SOLO ECCLESIASTICI E POCHI," AUTENTICI" SANTI?.....NON FACCIO FATICA A PENSARE CHE GENTE VERAMENTE IN GRADO DI "FAR FARE IL SALTO DI QUALITA'" AI MUSICISTI ROCK IN ITALIA NON CE NE SIA DAVVERO......I POCHI ESEMPI DI GRUPPI CHE HANNO FATTO "IL BOTTO" ALL'ESTERO SI AVVALGONO DI APPOGGI INTERNAZIONALI, MI SEMBRA.......QUAL'E' IL VOSTRO PARERE?

Il mio parere è che in Italia per un gruppo rock VERO è attualmente impossibile entrare nel mercato discografico. Già il Classic Rock è praticamente cancellato dai palinsesti televisivi e radiofonici a livello internazionale, figuriamoci qui da noi che musicalmente siamo terzo mondo... L'industria discografica è in mano a quattro industrialotti ignoranti che la considerano alla stregua di qualsiasi prodotto usa-e-getta... In più qua da noi mancano le strutture e la mentalità, basta assistere ad un concerto all'estero per capire cosa intendo... Mettiamocela via, noi italiani siamo figli del melodramma e da lì non ci muoviamo; in un paese dove la massima espressione del rock è Vasco Rossi è meglio continuare a coltivare le proprie passioni fregandosene di tutto e tutti e senza nutrire troppe ambizioni. Se si lavora con serietà e dedizione le soddisfazioni vengono lo stesso, magari non gratificanti dal punto di vista economico, ma appaganti da quello artistico.

9)UNA VECCHIA POLEMICA: MOLTI SOSTENGONO CHE NON SI POSSA SUONARE ROCK A CERTI LIVELLI SE PRIMA NON SI SUONANO CENTINAI DI COVERS......TUTTAVIA,ALTRI SOSTENGONO CHE A FURIA DI SUONARE COVERS, NON SI RIESCE PIU' A "STACCARSI" DAI MODELLI ORIGINALI,E NON SI RIESCE A CREARE QUALCOSA DI ORIGINALE IN FASE DI COMPOSIZIONE....I BULLFROG, SONO CONVINTO,SONO ABILISSIMI NEL SUONARE COVERS, ED ALTRETTANTO BRAVI A SCRIVERE BRANI FORTEMENTE INFLUENZATI DAI LORO IDOLI......PERO' I LORO BRANI POTREBBERO ESSERE UNA SINTESI DI TANTE ALTRE SONGS SCRITTE DA ALTRI,PRECEDENTEMENTE....UN PECCATO VENIALE, UN PROBLEMA COMUNE A MIGLIAIA DI GRUPPI.....SECONDO VOI, C'E' UN MODO PER IMPARARE CERTE LEZIONI E "DIMENTICARLE" IN SEDE DI COMPOSIZIONE?...SPERO DI ESSERMI SPIEGATO...

Noi siamo nati come cover band (e tuttora ne suoniamo) e solo dopo un po' di tempo abbiamo iniziato con i pezzi nostri. Penso che quello delle cover sia un passaggio obbligato, aiuta a trovare il suono e la coesione e ad impadronirsi di alcuni "standard" in fase compositiva. Va detto che avevamo le idee chiare fin dall'inizio: ci siamo concentrati su un repertorio limitato al genere che ci interessava, quindi Free, Mountain e gruppi analoghi, prediligendo i brani poco conosciuti alle "hit". Il passaggio al repertorio originale è avvenuto abbastanza naturalmente e in modo graduale. Al contrario, la moda delle cover-band "generaliste" la ritengo deleteria per la cultura musicale: non se ne può più di gruppi che mettono insieme "Smoke on the water", "Highway to hell", "Enter sandman", "Sweet child o' mine", "Fear of the Dark" e via banalizzando... Senza nessuna idea di suono, di ricerca, solo con l'intento di fare cassa o, peggio, di raccattare facili consensi senza rischiare nulla. Rispetto chi fa il musicista di professione, ma per me il rock è tutt'altra cosa! Per quanto riguarda l'aspetto compositivo, è vero che non siamo certo noi che rivoluzioneremo la storia del rock: la nostra musica è assolutamente derivativa; penso però, un po' come succede nel blues, che, pur muovendoci su stilemi ben rodati, negli anni abbiamo raggiunto una nostra identità ben riconoscibile, ed è la cosa più importante.

10)ESCLUDENDO LA PASSIONE,CHE DA SOLA REGGE TUTTO,SI PUO' PARLARE DI UN "FUTURO" (UNO QUALSIASI.....) PER UN GRUPPO ITALIANO SORDO AL RICHIAMO DEL CONSUMISMO?.......DITEMI DI SI, E DITEMI CHE HO CAPITO POCO, E SBAGLIATO TUTTO.......

Beh, per noi il futuro è continuare a suonare e a divertirci, togliendoci piccole-grandi soddisfazioni come l'apprezzamento degli appassionati e il rispondere alle loro interviste!


(INTERVISTA DI STEFANO CODERONI)






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