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Intervista a MAURIZIO "ANGUS" BIDOLI chitarrista dei FINGERNAILS (luglio 2008)



MAURIZIO "ANGUS" BIDOLI,OLTRE AD ESSERE IL FONDATORE,CHITARRISTA/CANTANTE E LEADER DEI ROMANI FINGERNAILS(GRUPPO STORICO DELLO SPEED METAL ITALIANO DEGLI ANNI 80 E RECENTEMENTE RICOSTITUITO CON UNA NUOVA FORMAZIONE),E' CONSIDERATO UNA SPECIE DI "MONUMENTO" A DUE GAMBE DA TUTTI I METALLARI CHE HANNO MEMORIA E RISPETTO PER LA MATRICI "STORICHE" DEL GENERE.....MA L'ADESIONE TOTALE E INTIMAMENTE "VISSUTA" DI BIDOLI ALLA FILOSOFIA METAL NASCONDE UN'ANIMA ARTISTICA E UNA "MENTE" BEN PIU' POLIEDRICA,APERTA A SUGGESTIONI MUSICALI DI IMPRONTA BEN POCO "ORTODOSSA" PER IL METALLARO-TIPO "ALL CHAINS AND-LEATHER"....

PERSONALMENTE,RITENGO CHE IL METAL DI BIDOLI ABBIA RIVELATO SOLO UNA PARTE, E NON NECESSARIAMENTE LA PIU' VALIDA, DI UN CHITARRISTA ECLETTICO TALENTUOSO COME POCHI.....E NON PARLO DI TECNICA,PERCHE' LA TECNICA SI PUO' IMPARARE SUI BANCHI O SULLE ASSI DI UNO STAGE......STO PARLANDO DI CERTE COSE CHE NON SI IMPARANO,NE' SI REPLICANO.....SE LA CHIAMASSI PERSONALITA'?



1) A Roma sei considerato una specie di "chioccia" del movimento Metal dei primi anni 80...una sorta di "memoria storica"a cui attingere..... tutti coloro che per motivi anagrafici,hanno sentito solo parlare di quel movimento pionieristico,spesso si rivolgono a te per capire e conoscere.....Alcuni di essi sembrano avere nostalgia di un periodo che non hanno nemmeno vissuto....Eppure so bene quanto tu sia un musicista che vive il presente,e hai molto da dire ADESSO.....Non ti scoccia vivere di ricordi quando hai piu' progetti che rimpianti? Il presente di Angus a chi interessa,adesso?

Capisco a cosa ti riferisci e spesso mi sembra di rassomigliare al vecchio che racconta le storie del passato ai propri nipoti ma è il normale corso della vita e bisogna prenderne atto. Anch'io ai miei tempi ero attratto da quelli che potevano raccontarmi un 'epoca che non avevo vissuto o almeno che non avevo condiviso in quanto troppo piccolo, ovviamente parlo di musica. Quando assistevo ai filmati di Monterey o del festival di Woodstock avrei voluto esserci anch'io. Personalmente avevo un cugino più grande di me che mi raccontava i concerti dei Deep Purple o di Elton John nei primi anni '70 e ne rimanevo incantato, mi immaginavo quanto bello e magico sarebbe stato il rock quando avrei avuto possibilità in seguito di assistere ad un concerto live.

Oggi sono io a dover raccontare le gesta dei gruppi rock, in questo caso metal, ed ovviamente per le nuove generazioni sono divenuto una specie di mente storica. A me fa piacere ricordare il passato anche perchè i ragazzi di oggi mi guardano con invidia e nello stesso tempo hanno enorme rispetto. Non credo che per molti di loro si tratti di nostalgia, vivono il presente ma riconoscono nel passato idee musicali che hanno raggiunto un picco di energia difficilmente reperiibile nelle bands moderne. Per quanto mi riguarda il metal italiano negli anni '80 è stato trattato e guardato con sufficenza non solo dagli addetti al settore come giornalisti o menagers ma anche dal pubblico stesso che ha sempre preferito i gruppi stranieri. Oggi le cose sono cambiate per fortuna ed anche per i miei Fingernails è arrivato il tempo di riprenderci il meritato interesse, poi è ovvio che per un musicista come me è importante vivere il presente e cercare di migliorare ma di rimpianti non ne voglio sentire parlare.

2) Gran parte di coloro che ora incensano il primo,storico Lp dei tuoi Fingernails, all'epoca non l'hanno comprato e consideravano il tuo gruppo un inutile clone dei Mothorhead,per di piu' con uno stile chitarristico obsoleto....Gia' lavoravo in un negozio di dischi all'epoca, e parlo di cio' che conosco.....Che mi dici di questi "fans" ravveduti?

Anche questo fa parte del momento storico e le cose nel corso del tempo cambiano come gli ideali. Se all'epoca c'era chi criticava lo stile dei Fingernails oggi è probabile che abbia cambiato idea. Te lo dico raffrontandomi con il pensiero dei miei genitori, quando il disco uscì potevi vedere mio padre tapparsi le orecchie per il troppo rumore ma a distanza di venti anni mi è venuto a chiedere un doppione dell'album e riesce addirittura ad analizzarne i brani. Sinceramente mi interessa di più sapere che per le nuove generazioni l'album dell'88 è considerato uno dei più bei dischi di metal italiano anni '80 e non tutti pensano che il nostro sound somigliasse ai Motorhead (un fan greco ci definisce "i reali Motorhead italiani") , c'è chi addirittura estrapola uno stile vicino a quello dei Venom e se a me appare un eresìa credo che un fondo di verità debba pur esserci. Sicuramente per i fans dell'epoca potevamo essere considerati una band speed thrash piuttosto anomala per via del mio stile chitarristico molto più influenzato da Jimi Hendrix o Robin Trower che a Malmsteen o Mustaine , ma sono altresì sicuro che proprio questa nostra diversità ci abbia contraddistinto dallo stile delle bands del genere.

3) Lo stile chitarristico....A mio av viso,la caratteristica piu' interessante della musica dei Fingernails degli anni 80 era la fusione fra lo speed metal e l'impostazione chitarristica che molto doveva (e deve...) ai grandi chitarristi rock.blues psichedelici degli anni 60/70......insomma, erano in tanti a fare assoli "saturi",col feedback giusto,ma pochissimi in grado di farli "carichi" sul piano emotivo,come solo i grandi maestri sanno fare...I Fingernails erano un gruppo stilisticamente "giovane",con un'attitudine belluina,ma avevano un cuore "antico" e saggio......Una volta per tutte,vuoi dire quali sono state le tue principali influenze chitarristiche,a costo di far "storcere il naso" a qualche metallaro "integralista" ?

ahahahahahahahahahahah eccola qua la domanda specifica e sono contento che tu me l'abbia fatta. Dunque , ho iniziato a suonare la chitarra verso la seconda metà degli anni '70 spinto dalla voglia di imitare il mio idolo di sempre, Jimi Hendrix. Ovviamente il buon Jimi aveva uno stile per nulla semplice e neppure mr. Blackmore sarebbe stato facile da imitare percui ho sempre creduto che Carlos Santana racchiudesse dei riffs molto più comprensibili . Divenne il reale primo mio maestro da seguire ma sempre con l'orecchio diretto verso i miei due idoli che un giorno avrei potuto studiare più attentamente. Con l'avvento del metal nei primi '80 anche i miei studi chitarristici avevano subìto un impennata di sapienza, riuscivo finalmente a carpire i segreti dei grandi maestri della sei corde ma le scelte stilistiche della mia musica si scontravano con il passato, il thrash metal aveva stravolto il modo di suonare e personalmente cercavo di inserire nelle nuove sonorità tutto quello che avevo compreso nei chitarristi blues rock degli anni '60 e '70 . Direi che ci sono riuscito in pieno e molti ragazzi hanno apprezzato il mio stile pieno di feeling ma anche grintoso e di grande impatto. Oltre Hendrix e Blackmore e Santana ti posso nominare Paul Kossoff dei Free, Eric Clapton, Rory Gallagher, Ollie Hallsaw dei Patto, Alvin Lee, Pete Townshend, Edward Van Halen ed altri che ora mi sfuggono. Tra i più moderni credo che il più grande di tutti sia il grande Zakk Wilde , non ho dubbi.

4) Sei un musicista molto piu' eclettico di quanto si immagini, e ho sempre ritenuto,personalmente,che il ruolo di chitarrista/cantante metal in un gruppo "assolutamente" metal come i Fingernails ti stia un po' stretto..... nel corso della tua carriera hai svelato piu' volte la tua anima Rock/blues,quella psichedelica, quella Punk...Racconta le altre tue esperienze musicali, i Childhhod,le tue esperienze soliste , gli album "London", "la Terra brucia".....

Credo che la carriera nei Fingernails abbia stravolto il mio modo di suonare e quando alla fine degli anni '80 mi ero reso conto che il blues per me era divenuto uno stile dimenticato, ho cercato di riprendere il mio passato e tornare a suonare con più feeling. Non era un vero o proprio pentimento, il metal stava cambiando pelle e rimanere invischiato nel mondo del thrash poteva divenire pericoloso, mi serviva un momento di riflessione per trovare idee musicali più consoni al mio stile chitarristico. Qualche vecchio fan seguì la nuova strada musicale e con i Childhood il sound si fece più psichedelico con riferimento all'hard rock degli anni '70 ma anche punte di blues californiano sixtees. Purtroppo la sfortuna non ci consentì di fare il salto di qualità malgrado con la band raggiungessimo traguardi importanti, vincemmo festivals nazionali, accompagnammo tour italiani di importanti bands underground straniere, venimmo invitati in televisione e alla radio e la critica giornalistica underground gridava al miracolo, insomma divenimmo un importante band da tenere d'occhio. Purtroppo le cose andarono diversamente e così fui costretto a seguire una carriera "solo" dal sound hard rock o psichedelico e con diverse produzioni di etichette tedesche ed inglesi a metà anni '90 .

Ho anche registrato per altri artisti di rock italiano e le cose credo sìano state soddisfacenti. Dopodichè ho tentato varie volte di tornare a suonare metal ma sempre con insuccessi strabilianti, pensavo che i tempi non fossero adatti ma ho sempre creduto nelle mie potenzialità e non mi sono mai arreso. Ecco perchè quando il revival del metal si presentò con grande forza io ero già pronto a servirmene. Non mi sono mai pentito delle personali scelte musicali, ho vissuto sempre da autentico rocker e sono sicuro di appartenere a quella schiera di musicisti che non tradiranno mai il rock . Conoscere stili chitarristici così differenti dal metal mi hanno arricchito non poco.





5) Ci siamo conosciuti grazie ad un comune amico che non c'e' piu', ed e' anche per questo che talvolta e ' cosi' difficile ,per me, riascoltare quel disco...I tuoi ricordi,solo sul piano personale, di Riccardo Lipparini , batterista dei Fingernails...




La tragica scomparsa di Riccardo è una ferita ancora oggi difficilmente riemarginabile. Ho talmente tanti ricordi del mio amico che stranamente sfuggono dai miei pensieri e non riesco a parlarne senza emozionarmi, divengo improvvisamente triste. Credo che l'amicizia è qualcosa di cui si debba andare fieri quando la si trova ma da quando Duracell ci ha lasciati non trovo più la forza di abbandonarmi al mio istinto, spesso risulto troppo distante dai miei amici attuali anche se cerco di vincere le mie remore. Non sempre con lui siamo andati daccordo, anzi, spesso risultava troppo superficiale nel suo modo di porsi alla vita di tutti i giorni, dietro la batteria era un portento pieno di energia e non amava essere ripreso o criticato. Bisognava accettarlo di buon grado anche perchè era un ragazzo pieno di qualità e dal carattere buonista, credo che oggi sìa difficile trovare persone come lui. Un ricordo particolare fu quando lo incontrai per la prima volta in una sala prove (era il 1984) , ci presentarono e subito dopo si tuffò letteralmente dietro la batteria cominciando a suonare senza neppure essersi liberato del pesante giaccone. Ne rimasi sconvolto, aveva uno stile aggressivo e velocissimo, un autentica belva. Fu per quello che lo scelsi per suonare nella nuova formazione dei Fingernails.












6) La storia dei Fingernails si e' spesso intrecciata con quella dei Raff,indubbiamente il gruppo metal piu' popolare a Roma negli anni 80....Hai suonato speeso con loro, e hai inciso l'album dei Fingernails con il loro bassista/cantante nella vostra formazione....Che peso ha avuto,all'epoca,la sua presenza nei Fingernails, e perche' si arrivo' a questa scelta,nonostante la vecchia formazione dei Fingernails sembrasse cosi' amalgamata anche da un punto di vista strettamente personale?

I Raff hanno rappresentato il massimo del metal italiano nella prima parte degli anni '80 , ricordo che nell'82 vennero votati migliore band metal italiana dalla allora giovane rivista Rockerilla surclassando i più noti Vanadium. Andare ad assistere alle loro prove era come partecipare ad un concerto, non riuscivi ad entrare in sala per quanta gente c'era. Poi quando il thrash divenne una moda, i Raff entrarono in crisi ed ovviamente noi uscimmo allo scoperto ma tra di noi non c'è mai stata invidia o sfida come la maggior parte delle bands della Capitale, eravamo ottimi amici . Conoscevo a memoria tutti i loro brani e quando il loro chitarrista tardava alle prove mi davano una sei corde in mano ed avevo il tempo per suonare una mezzoretta insieme . Nel maggio '88 noi Fingernails, dopo aver registrato il primo singolo ufficiale, fummo costretti ad accettare l'uscita dalla band di Bomber ed ovviamente pensammo a Chris come sostituto naturale. Lo stile era totalmente differente ma essendo Chris il nostro produttore (ci aveva già aiutato a registrare due demotapes tra cui Welcome America dell'85 e Dirty Wheels dell'88) pensammo che fosse giusto darci una possibilità di popolarità in più malgrado i Raff fossero giunti al capolinea ed il lavoro con i Raw Power era finito non bene. Registrò l'album e ci aiutò in diversi concerti prima di abbandonarci dopo pochi mesi. Quando nel 2001 ci fu la famosa reunion dei Raff, i fratelli Bianco pensarono subito a me e per tre anni li accompagnai in concerto. La storia dei Fingernails deve molto all'aiuto morale dei Raff .

7) Riscopriamoci bambini....il "piccolo" Bidoli,musicalmente parlando, che faceva prima di suonare con i Fingernails?

Ricordo benissimo quando mio padre nei primi mesi del '77 mi regalò una chitarra acustica. Non poteva sopportare che io suonassi una chitarra finta costruita con un pezzo di cartone ed un asta di legno a rappresentare il manico ed imitare a meraviglia tutti gli assoli dei miei chitarristi preferiti, sembravo un pazzo. Solo un anno dopo un mio zio ex musicista mi donò la propria Eko elettrica con annesso un piccolo amplificatore dove potevo cominciare a migliorare il mio stile. I primi tentativi di formare una band furono piuttosto difficili ma nel '78 avevo trovato degli ottimi strumentisti che conoscevano gli accordi delle grandi hard rock band dell'epoca ed i Dawn suonavano cover dei Van Halen, Kiss e pezzi propri ma il primissimo nostro concerto live finì a buste di plastica piene di acqua sul palco e all'epoca il pubblico era piuttosto rumoroso. Nel '79 con i Duna riuscimmo a trovare una migliore collocazione nell'hard rock macchiato di blues e durammo un paio di anni senza però tracciare un importante successo, eravamo ancora troppo acerbi per suonare spesso in giro, potevi partecipare a qualche festa dell'Unità oppure a festivals rock nei cinema della Capitale. Quando nel settembre dell'81 trovai i ragazzi per costituire una vera metal band, toccai il cielo con un dito. Erano nati i Fingernails.

8) Onestamente devo riconoscere che ho sempre digerito a fatica i tuoi testi...Mi spiego bene:non ho nulla contro le tue liriche e i concetti che esprimi (che talvolta condivido...),ma non mi piace la "prospettiva" con cui scrivi i testi.....Non ho mai apprezzato chi lancia messaggi che spesso "tracimano" in vere e proprie esortazioni," lezioni" di vita......Penso che tu (come tanti altri...) talvolta usi le tue esperienze personali per insegnare qualcosa a qualcuno...ma tutti i mediocri pensano di poterlo fare.....Sono convinto che l'hai fatto in modo del tutto inconsapevole,e sopratutto che tu sia tutt'altro che un mediocre... Allora, Maurizio,non ti vedo come "maestro", e dicendoti questo,ti sto' facendo un complimento.....Che mi dici?


Ahahahahahahahahah se ti racconto come nascevano i miei testi ti metterai a ridere per un mese. Durante le ore di lavoro avevo le tipiche intuizioni artistiche di chi è abituato a fare il musicista, correvo in bagno e mi chiudevo dentro per almeno mezzora. Avevo un foglio di carta ed una penna (se non facevo in tempo scrivevo sulla carta igienica) e come un automa scrivevo quello che mi era venuto in mente in quel preciso momento. Non mi sono mai sentito uno scrittore ma la fantasìa non mi è mai mancata percui accanto a esperienze personali riuscivo a tracciare diversi tentativi di poesie o presunte tali. Certamente non mi offendo quando definisci mediocri i miei testi ma ti assicuro sull'assoluta serietà dei miei tentativi che qualche volta ha raggiunto livelli soddisfacenti. Se avrai potuto notare nella mia scrittura un senso di insegnamento di vita per via delle mie esperienze, questo non posso negarlo ma è certo che l'ho fatto inconsapevolmente anche perchè tra i miei ideali non credo che io possa essere preso a modello di vita, è altresì certo che le mie esperienze negative debbano servire agli altri per restare lontano dai guai e non sarò certamente io a fare da maestro, non lo merito e non posso farlo. Perciò non voglio che si prendano sul serio certi miei testi .

9) Il nome d'arte "Angus" che hai scelto ti ha creato piu' problemi che altro......non immagini neppure quante volte ho sentito parlare gente che pensa che tu sia un presuntuoso per esserti volontariamente accostato al chitarrista degli AC/DC......se ti conoscessero bene, cambierebbero idea,pero' il danno e' gia' fatto......Spiegami tale scelta....

Anche qui posso affermare che gli errori giovanili possono divenire un problema. Da autentico fan degli Ac/Dc mi facevo accostare al grande Angus Young per via del mio look, vestivo in giacca e cravatta, un cappellino con il logo della band ed ovviamente una serie di gadget raffiguranti gli Ac/Dc, insomma, pretendevo di essere soprannominato Angus da tutti quanti, era la moda metallara dell'epoca, ogni nostro amico aveva un soprannome particolare, potevi conoscere Lars, Malcolm, Ciccio Van Halen, Lemmy, lo stesso Baffo era Tony Iommi. Dopo tanti anni la gente ancora mi conosce come Angus ma almeno sono riuscito ad affiancarci il mio vero nome (Angus Bidoli) ma se devo essere sincero non mi ha mai creato particolari problemi personali. Nei Fingernails il bassista Marco era diventato "Bomber" come il brano dei Motorhead , Riccardo aveva scelto "Duracell" ma almeno era originale come scelta (per la verità fui io a suggerirgli questo nome) . Un danno lo definisci ? Non sono daccordo , spesso Bidoli viene pronunciato male e gli inglesi sono ridicoli ed incomprensibili. Chissà, forse la mentalità esterofila ci fa decidere di fare tutto ciò.

10) Gli ultimi anni della tua carriera sono stati molto intensi, al contrario di chi pensa che tu sia soltanto un sopravvissuto di un periodo musicale che non torna,ne' puo' tornare....Eppure sul mercato abbiamo tue nuove produzioni, hai suonato speeso dal vivo recentemente, anche all'estero, e sei una vera e propria dinamo di energia... Parlami dei Kaotika, e di tutto quello che e' successo da allora....

Quando nel marzo '96 riuscii a mettere in piedi ancora una volta la formazione dei Fingernails per una serata tributo alla scena old school metal, oltre Duracell prendemmo un nostro comune amico al basso e durante la serata al Frontiera di Roma ci venne a vedere il Bomber percui presi la palla al balzo e gli proposi di salire sul palco insieme in un altra occasione. Purtroppo le incomprensioni dopo diversi anni non erano ancora spente e rivedere la formazione originale dei Fingernails sarebbe rimasto un sogno. Ne parlai con Riccardo e decidemmo che l'avventura sarebbe terminata definitivamente dopo l'ultimo show della band un mese dopo. Fu così che nacquero i Kaotika qualche giorno più avanti, al basso ci sarebbe stato Bomber ma senza reclutare un batterista fisso nella speranza di far cambiare idea a Duracell. Purtroppo la storia finì tragicamente tre mesi dopo con la scomparsa di Riccardo e noi proseguimmo la nuova avventura con un altro batterista. Credo che non fummo particolarmente fortunati malgrado riuscissimo a produrre qualche buon cd promo, la critica ci trattò malissimo ed io mi misi in polemica con più di un giornalista. Dopo solamente tre anni di tentativi per cercare di uscire dall'anonimato credemmo fosse giunto il momento di mollare la presa ma come ben sai non sono il tipo che si arrende facilmente. Nel 2000 fondammo gli "Angus Bomber Fingernails Project" nella speranza di far cambiare idea a qualcuno e la cosa sembrò riuscire anche bene, i metal magazines si misero in contatto con me per qualche recensione ma come al solito i problemi vennero a galla quasi subito ed il nostro batterista non ci fu certamente d'aiuto. Lasciammo al destino anche questa avventura approfittando del fatto che i Raff mi contattarono per la reunion del '01. Il resto poi è storia nota.

11) Chi e' Maurizio Bidoli oggi, alla soglia dei 50 anni? Un'icona del Metallo "perdente" nato per sfortuna in Italia nel momento sbagliato, un "monumento" alla perseveranza,uno sberleffo alla sorte avversa ,un eterno bambino? Troppi pagliacci "famosi" non valgono un'unghia (fingernail..) del tuo talento,eppure guardano il mondo (un certo mondo..) dall'alto....Lascia perdere l'alter -ego "Angus", e fai parlare l'uomo Maurizio...da terra.

Oggi Maurizio è un eterno bambino alla ricerca di nuove e continue emozioni musicali . Non credo di essere stato un perdente del metal , anzi, le difficoltà del nostro periodo ci sono servite da lezione e credo che divenire un icona del passato da parte delle nuove generazioni di metal kids può solo che farmi piacere. Credo che il fatto di essere tuttora appartenente al movimento underground sìa stata un autentica fortuna e di certo non invidio coloro che ce l'hanno fatta anche perchè lavorare nel business musicale non sempre si ha la libertà di scegliere ciò che si desidera. Sicuramente c'è chi si è arricchito economicamente ma personalmente la mia "povertà" riesce a darmi quelle soddisfazioni che altri non hanno, ho una band con la quale decidiamo autonomamente chi produrrà e cosa pubblicheranno le etichette discografiche. Nessun pentimento e non chiedo nulla di particolare al futuro se non quello di riuscire a suonare più spesso in giro per l' Europa . Lasciatemelo dire, arrivare alla soglia dei 50 anni con questa energia regalerà a molti ragazzi più giovani il desiderio di credere ancora a questo circo del R'n'R che non morirà mai. Keep on metal , cheers.


(INTERVISTA DI STEFANO CODERONI)






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